L’osceno biancore che uccide ogni ombra.

L’aria che trattiene come mosche nell’ambra

manifesto di una Morte Trasparente

inghiottita come il breve squarcio di un lampo

da una notte di calma apparente

Canzoni per folli, cullati dal grembo molle

di un Tempo che marcisce tra le zolle

di Giardini coltivati nel silenzio senza ritorno

lontani dalle rumorose litanie di ogni nuovo giorno

Riempio l’attesa dell’alba con pallide visioni

frammenti di vita, respiri di canzoni

Stendendo le viscere come corde di violino

sopra il cielo rugginoso del mattino

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