Spider-man II

Esce il sequel di "Spider-Man", diretto da Sam Raimi,e il vostro amichevole nerd di quartiere, che con gli albetti Corno e Star comics ci e’ (male,lo ammetto) cresciuto e’ andato a vederlo.
Commento a caldo:sono entusiasta.

Il buon Sam Raimi recupera il cast del primo film (credo di avere anche intravisto il buon Bruce Campbell e uno dei comprimari di "Xena") e lo sfrutta all’ennesima potenza.

Zia May e Jonah sono interpretati davvero magistralmente, e (soprattutto quest’ultimo) forniscono quel tocco di comicita’ che da’ ritmo e leggerezza alla love-story tra Peter e MJ.

Raimi infatti,sceglie ancora una volta di privilegiare i toni romantici in questo suo "blockbuster", forte della presenza di un Tobey Maguire davvero indicato a rappresentare "il debole uomo della strada" nel quale riconoscersi e per il quale tifare nelle disavventure amorose e non. Visti gli ingredienti, potrebbe sembrare "lo stesso film", ed in effetti a livello di trama lo schema è praticamente lo stesso: nascita del nemico, vendetta, bella da salvare. Il nostro aracnide volteggia, schizza via e saltella in maniera davvero mirabolante, e se qualche scena non sorprendera’ troppo chi gia’ ha visto "Matrix", bisognera’ pure ammettere che le scene del salvataggio di zia May e del combattimento sul tram sono davvero belle.
C’è però da segnalare l’interpretazione di Molina, che riesce a rendere il suo dottor Octopus un personaggio realistico, caldo, e umano, e con la sua prova intensa non fa rimpiangere il sicuramente più appariscente DaFoe (presente in un cameo).  La sua umanità ci permette di restare parecchio colpiti dalla successiva metamorfosi nel terrorista pazzoide che darà grattacapi a Peter.

Altro punto in piu’ rispetto al primo film e’ la rappresentazione(anche se giocata spesso su stereotipi culturali che qualcuno potrebbe trovare offensivi, ma che,visto il tono "sopra le righe" del film personalmente non mi hanno scandalizzato) della "vita quotidiana" NewYorkese, i suoi alti e bassi, col  povero Peter costretto a confrontarsi con piccoli e grandi "predatori"(spesso "ex prede" che la vita ha costretto a trasformarsi). E’ un piccolo tocco di realismo e coinvolgimento che impreziosisce abbastanza il film.

Passiamo invece alle differenze col fumetto. E’ giusto che ci siano, data la mediazione fra due mezzi espressivi diversi e tutti i compromessi che ne derivano). Il merito principale(e la mossa vincente) di Raimi(come fu gia’ di Fincher con gli X-Men) e’ stato quello di cogliere lo spirito di Peter e di cio’ che e’ e fa.
Spirito che pero’ viene ancora piu’ calcato ed estremizzato…il Peter cinematografico e’ molto piu’ fragile e disposto a mollare(con tutti i suoi passati e presenti ripensamenti, il Peter dei fumetti si sarebbe mai allontanato dalla scena di un pestaggio?) di quello cartaceo. Le motivazioni di base e l’essenza (vedi il dialogo in sogno con lo zio Ben, e lo stupendo confronto-verita’ con Zia may) restano pero’ identiche, e personalmente perdono a Raimi l’estremizzazione del personaggio.
Discorso analogo vale per Octavious…se nei fumetti un possibile "feeling" tra Peter e il suo tentacoluto nemico era solo stato accennato (dopotutto,sono entrambi degli scenziati, entrambi hanno vissuto parte della propria vita in isolamento…ricordo persino "storie alternative" in cui Otto e Peter erano amici) qui invece e’ reso esplicito, narrandoci i primi approcci di conoscenza di Peter con un’Octavious severo ma cordiale, caldo e umano.

Cio’ che invece non riesco a giustificare (e che mi sembra eccessivo) e’ l’aver volutamente dimenticato che lo Spider-Man dei fumetti per i NewYorkesi (complici gli articoli di JJ) e’ sempre stato visto in maniera ambivalente,da un lato amichevole vicino o irraggiungibile idolo,dall’altro personaggio mascherato, ambiguo, e soprattutto percepito con inquietudine e disgusto dall’uomo comune.
L’aracnide cinematografico è invece ammirato,idolatrato e difeso dai NewYorchesi sempre pronti a immolarsi per i propri idoli (e addirittura portare quasi in simbolica processione il nostro eroe).
Se nel primo film,dopo l’ondata emotiva post 11 Settembre, certi omaggi potevano sembrare giustificati, adesso mi sembrano un po’ troppo trionfalistici e gratuiti. Per carita’,nel contesto delle scene esaminate (parlo della lotta Spidey-Dock Ock sul metro) certi comportamenti sarebbero anche narrativamente accettabili, ma non vorrei che la scenetta "Chi se la prende con spider-Man se la prende coi NewYorchesi" diventasse un cliche’.

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