Dentro l’impermeabile nero nascondo una piccola stella che brilla di luce malata.
Attraverso le nuvole di fumo da quattro soldi e mi dirigo al centro della sala dove gli Uomini Mascherati stanno ballando.

Punto il coltello sul mio cuore per fare uscire i cattivi pensieri.

Mi traccio con la punta della lama sulla fronte una piccola croce.

Allargo con la lama gli angoli della mia bocca, creando il mio Sorriso Eterno inciso nel sangue .

Adesso ho anch’io una maschera, e sara’ tutto piu’ bello.

Quando pero’ mi avvicino per ballare porgendo le mani insanguinate, tutti si allontanano.

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2 thoughts on “

  1. Vered

    è la fine di chi si adatta, soffre e muore nella solitudine della moltitudine danzante 🙂 Luogo comune disarmante, la metafora e le parole sono molto belle..complimenti.

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