L’ennesimo sorriso di carta.
Un ballo che irrompe all’improvviso,come un mare di parole, occhi, forme.
Una boccata d’aria acida.
Un’amico che dorme accanto a me. La notte non e’ fredda, ma preferisco restare sveglio, e ascoltare.
Traccio con le dita la mia firma immaginaria. Un’altra cartolina dall’inferno.

Poche ore prima…

Ho messo in una busta piu’ di quanto razionalmente fossi disposto a cedere.

Non e’ stato un senso di liberazione. Mi e’ sembrato un’atto fine a se stesso, vuoto e disperato.
La parodia di un’agonia.

Se dovessi dare un nome a questo torrente di sentimenti ne sceglierei uno breve, come una ferita breve e secca nell’aria. Perche’ io non penso..io sento, e’ diverso.
E’ piu’ rischioso, e ci vuole molto piu’ coraggio, molta piu’ capacita’ di annullamento. Ma tu cose come queste non le capiresti mai. O forse le capisci bene, ma ti diverti a mostrarmi cio’ che e’ piu’ facile odiare.

Poi c’e’ questa immagine, di me a pochi centimetri da un viso sconosciuto che (forse) piangeva.
Non mi importa molto di immaginare cosa sarebbe potuto succedere se mi fossi avvicinato ancora un po’.

Ma e’ questo il problema.

Non me ne frega nulla. Non mi frega piu’ di niente.

Sono di nuovo nella situazione in cui, se prendessi un foglio e provassi a immaginarmi la mia vita nelle settimane che verranno, scriverei le previsioni esatte.
Io voglio che il foglio sia bianco.
Non le voglio queste cazzo di frasi che vengono dalla parte piu’ velenosa della mia anima.
Non voglio questi disegni che non servono a niente se non a tenermi occupato.
Io non voglio essere tutto cio’ che mi rende diverso.Non ho scelto io di essere cosi’. Ho solo dato le risposte che mi venivano, e continuo a farlo. Ma non riescono a soddisfarmi piu’.

Poi arriva quel messaggio…"Sei ancora sveglio?". Ma che cazzo vuoi?
Chi cazzo sei?
Non capisci che ti ho donato tutto cio’ che potevo? Non capisci che non ho piu’ nulla neanche per me? Perche’ mi costringi ad essere crudele, a replicare da me cio’ che odierei mi facessero gli altri? Sei solo un pezzo sbagliato di un puzzle montato male.
Vattene anche tu. Andatevene tutti. Voglio sentire il suono del mio silenzio.

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