Mille e un solo pensiero, dalle forme mutevoli. Mille e uno sogno solo, condannato a un’infanzia amorfa. La strada e’ fredda e sporca, e la luce della luna nutre le ombre sgraziate di palazzi in costruzione.

Benvenuti nel mio mondo, mentre cerco i colori impressi sui muri,il segno che graffia con la sua energia la mia immaginazione.

Sappiate che in questo mare i confini sono cosi’ lontani e incerti da far sembrare ingannatrici le stesse stelle, un tempo guida e ora solo bagliori inquietanti immersi nel nero.

Voglio continuare a costruire il mio Mondo…

Quanto e’ costato sciogliere le illusioni come neve al sole…

Piu’ brillano e piu’ ti paiono cristalli, ma sono solo statue create dal freddo, destinate a sciogliersi alla prima luce non diafana, e piu’ concreta.

E’ un vecchio copione che anche tu conosci bene, le complicazioni sono spinose e allora l’unico modo che hai per sentirti libera da me e’ che io ti odi,o ti dimentichi. Odiarti? Dimenticarti? E’ vero,non sono sicuro nemmeno delle ultime parole che mi hai detto…cambi sempre le carte in tavola, e io uso tutta la mia energia per cercare segni di Cio’ che e’ Stato nei nostri dialoghi, anzi,nel loro eco, visto che non mi parli da tempo. Ci sono parecchie cose in cui i nostri due sessi sono simili, e sono uguaglianze di cui di solito ci si spaventa a vicenda, o le si usa a vicenda per farsi del male.


Avanti Fioco…non sei tu il tanto autocelebrato Creatore di sogni? Insisti! Spera! Credi!

Come gli artigiani della creta, preferisco modellare attorno a me le cose, piuttosto che aspettarle.


Guardo le mani mentre modellano l’invisibile e penso: intreccia, mia adorata,  nuove vite ai tuoi respiri, perche’ tu puoi sognare,hai una forza pura che non conosce confini, e ne hai mostrato solo minima parte. Puoi brillare cazzo,puoi farcela a risplendere piu’ del sole.

Non potrò mai sognare qualcun’altra che mi possa regalare lo stesso dolce sguardo che aveva lei

Forse non era quel momento,quei sorrisi, quella vita cio’ che cercavi. Forse eri gia’ in viaggio verso un’autostrada immaginaria e conoscevi la tua destinazione.

Forse "ti amo" non bisognebbe dirlo mai a nessuno. A me ad esempio non me l’hanno mai detto.

Forse quando eravamo bambini…i giochi da innamorati che credono di interpretare gli adolescenti e che a distanza di anni non valgono nulla.

Allora quello poteva anche essere scambiato per amore. Ma ora no. Ora c’e’ solo un’immagine nitida di "cio’ che vorrei" e una serie di motivi piu’ che legittimi di chi non ha potuto o voluto oltrepassare con me quella soglia.

A volte mi sembrava di averla davvero vicina, come nessun’altra era stata …

Il Cielo, questa prigione aperta,  che sta sopra tutto. Un’eterna reclusione invitante, che sovrasta per sempre le mille miserie, assieme al presagio invitante delle poche gioie di cui hai diritto e che ti nega.

La strada e’ fredda e buia…la cosa che tu, lettore, non sai, e’ che la conosco in ogni suo palmo.

E se mi ci fondessi per sempre? Riceverei senza dubbio il piacevole dono del dolore che brucia ogni pensiero,e in ultima analisi meglio un oblio simile al sonno che questo soffocare per colpa di fili invisibili. E poi? Una volta dato fondo alle mie fantasie autodistruttive, cosa resterebbe?

No,scusate,non e’ certo per paura che detesto lasciare i lavori a meta’.

E’ una questione di principio, gente piu’ sfigata di me si e’ beccata la sua dose di problemi senza fiatare.

A me non fa paura la morte da quando l’ho vista in faccia,negli occhi di mio padre,  ma siccome io ero li’ e lui era gia’ andato via, so bene come sta chi rimane…e non sono cosi’ stronzo da rendere la vita degli altri un’inferno solo per ricevere il mio paradiso buio e senza voci.

No,non credo alla beatitudine eterna o al coro degli angeli,credo che finisca tutto e basta. Anche se vorrei, oh, se vorrei.

In definitiva,ogni senso mi invia degli stimoli brucianti e invoglianti. Forse una buona idea sarebbe iniziare a scrivere sulle cose belle che mi circondano.

Imparare a commuoversi come bimbi. La gente percepisce la tua sgraziata confusione, la tua mancanza di instabilita’…a te sta cosi’ bene indossare i tuoi cappottini al contrario…ricordi la bimba delle elementari incaricata dalla maestra di non farti impigliare nella giacchetta per la fretta quando il nonno ti veniva a prendere? Eppure era cosi’ comoda quella giacchetta al contrario…


Perche’ non volete capire tutti?Io vi voglio bene,sono felice che mi aiutiate…ma se voglio trovare un mio ordine, una mia stabilita’, devo prima scombinare le cose e ricominciare dal  disordine.

Capire cosa getto al caso e cosa invece fa parte della mia voglia di dare una sistemazione alle cose. Percepite come una minaccia i miei movimenti improvvisi, la mia tensione?

Non capite che il mondo lascia su di me segni cosi’ forti…che dormire e sognare con cosi’ tale intensita’, inseguire visioni e idee lottando col grigio che intorpidisce comporta sempre avere il volume al massimo? Vorrei sapere come non disperdere energie. Non so. Forse ho bisogno d’aiuto, forse no. Ma mi piacerebbe sapere…quello che faccio e sento io…non vale dunque nulla?

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