Fear of the Dark

Quella notte, la luna piena in cielo non mi faceva dormire. Si stagliava nel cielo, brillante e piu’ bella che mai, fuori dalla finestra ma sapevo, ogni volta che chiudevo gli occhi, che era anche dentro di me.
Alzandomi dal letto, pensai che magari restare un po’ sveglio e terminare alcuni lavori al pc mi avrebbe conciliato il sonno.

Attraversai il corridoio, che sembrava piu’ lungo e buio del solito. Se avessi voluto dar retta alla fantasia piu’ del necessario,le ombre mi sarebbero sembrate serpenti nell’atto di torcersi.
Questa casa e’ troppo grande, il suo deserto mi sta digerendo lentamente
Ero troppo adulto per lasciarmi vincere dalle mie fantasie,dopotutto. C’erano volte,da bambino,che i brutti sogni si prolungavano nella notte ed il tempo trascorso a letto diventava una vera e propria agonia.
Ma ormai ero grande, non avevo piu’ paura delle ombre.
Non avevo piu’ paura della solitudine.

Aprii la porta del mio studio-soggiorno e improvvisamente, tutto intorno a me inizio’ a girare.
Una donna dal corpo snello e candido come la neve giaceva sul pavimento, addormentata per sempre in un mare rosso, davanti alla mia scrivania.
L’ampia ferita alla gola, schiusa come le labbra vermiglie intente a pronunciare una muta domanda, zampillava sangue,rendendo rosso tutto intorno alla stanza, i miei occhi, i miei stessi pensieri. Tutta la mia percezione della realta’ sembrava avvolta in una coperta scarlatta.
Deglutii, tentando di ricacciare dentro di me la sensazione di paura e l’aumento di adrenalina che l’improvvisa allucinazione mi aveva provocato, e decisi di alzarmi e avvicinarmi alla porta per andare in cucina a farmi un te’, ma non appena feci per uscire, il corridoio mi sembro’ piu’ lungo e buio di quanto non mi fosse sembrato prima,e sentii un forte senso di paura e voglia di rannicchiarmi. Mi stesi dunque sul divano,avvolgendomi fin sopra la testa col plaid, ma l’irrazionale timore di vedermi toccare nel buio da fredde mani avizzite mi fece tremare da capo a piedi. Cercai di ripetermi come un mantra che tutto andava bene.
Nonostante gli stessi odori mi dicessero il contrario, infatti, quella era ancora la mia stanza,e non c’era nessuno li’ a parte me e il rumore dei tasti che battevo sul pc.
La donna, il sangue, facevano solo parte di un’ allucinazione fin troppo concreta che la mia mente cercava di creare per impedirmi di dormire. Avrei potuto tentare di di bloccare i tortuosi percorsi dei miei inquieti pensieri intrappolandoli tra le righe di un racconto, ma non riuscivo a scrivere nulla,perche’ ogni immagine,ogni visione si  riversava come spazzatura psichica dalla mia testa tutt’  intorno a me, dentro la mia casa.
Piccole e dolorose sensazioni, simili a scosse elettriche, scossero il mio corpo.Stavo impazzendo, in quel momento,in quella notte, e non sapevo perche’.
Gli occhi della donna distesa sul pavimento si aprirono di scatto. Urlai, e con me urlarono le mura di tutta la casa. Si alzo’ e mi venne vicino, tentando di abbracciarmi, coperta di sangue rosso.Potevo bloccare quella visione,chiudendo gli occhi, ma non volevo.
Anzi,desideravo restare li’ a torturarmi, a farmi abbracciare da una cosa morta, perche’ io mi sentivo morto.
Non appena fu vicina, riconobbi quella donna.
Aveva i lineamenti della Madre che da tempo ignoravo, del povero che moriva agli angoli delle strade,del bambino che picchiavo alle elementari.
Tornai bambino,in un istante. Mi sentii piccolo piccolo, indifeso nel buio che cercava di mangiarmi.
La mia casa non mi voleva piu’. Il buio non mi cullava piu’.
Nemmeno la Luna voleva farmi piu’ da mamma.
La donna si muto’ in un grosso ragno.
Quando mi strinse a se’ era gia’ l’alba.
Il mio cuore cesso’ di battere in quel momento, a soli vent’anni.

Questo e’ il racconto della mia morte. Il Lettore non sapra’ mai nient’altro di me, se meritassi o meno di morire di paura, se il tutto fosse opera di qualche misteriosa forza ultraterrena o solo della mia mente malata.

L’unica cosa certa e’ che grazie a questo racconto avete condiviso con me le mie emozioni e i i miei ultimi istanti.

Adesso alzatevi, e provate tutti ad attraversare il Corridoio che vi faceva paura da bambini.

Se riuscirete a sopravvivere, vi auguro una Buona Notte.

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