Hushaby (Favole rigurgitate)

La bimba dal cappuccetto rosso si incammino’ per la stradina del bosco, verso la casa della nonnina.

La Bimba non sapeva perche’  la mamma la costringesse a far visita alla vecchiaccia, che ella odiava con tutte le sue forze, con la sua voce stridula e la  pelle grinzosa che  odorava di morte.  Ogni sera, al momento della preghierina di buonanotte,scongiurava il Buon Dio di prendersi l’anima della vecchia,  per non dover essere piu’ costretta a ricevere i bacini umidi  di quelle labbra pelose.

Lungo il cammino, nei pressi di una radura, si imbatte’  in una ragazza  dai capelli biondi, vestita elegantemente. Ai piedi portava un paio di sgargianti scarpette rosse, che scintillavano mentre danzava con gesti ampi e aggraziati.

“Ti prego, bambina, avvicinati…non aver paura! Afferrami saldamente, solo tu puoi interrompere il mio ballo.  Poi ti prego…tagliami i piedi! Solo in questo modo potro’ smettere di danzare!”

La bimba  innanzitutto cinse la ballerina in un abbraccio deciso, tenendola ferma come meglio  pote’.  Quindi la legò a una grossa roccia, le distese con calma le gambe su un ceppo e  tirò fuori dal fagotto dei dolci da portare alla nonnina un coltellaccio di ferro.  Raschiò con pazienza pelle e muscoli dalle bianche caviglie della ragazza, poi spezzò le ossa, aiutandosi con un sasso.

Nel frattempo il suo visino si era riempito di schizzi di sangue che le facevano il solletico, attenuando la fatica e il sudore in quella calda e afosa giornata.

Le urla acute della ragazza accompagnarono il ritmo dei   colpi di coltello.

“Adesso regalami le scarpe” disse rivolgendosi alla ragazza, il cui volto, duramente provato dall’intervento subito,  si era  invece ridotto in una maschera di lacrime e vomito.

“Si..a me non servono piu’. Adesso passero’ il resto della mia vita ad espiare!” rispose la sventurata.

“Espiare?E perche’ ,cos’ hai fatto?”chiese con curiosita’ la bimba

“Ho pensato solo alla mia vanita’, badando solo a vestirmi elegantemente  e indossando  queste scarpette per per girovagare tra una festa e l’altra, mentre la mia mamma adottiva  si stava  spegnendo  lentamente in un fondo di letto “,  replico’ mestamente la ragazza.

“Ma tu le volevi bene?”chiese la bimba.

“Mi raccolse da piccolissima e mi tenne con se’, badando a tutti i miei bisogni, ma in verita’ non ho mai provato alcunche’ per lei”, disse scuotendo il capo.

“Non devi sentirti in colpa…era lei ad amarti, ma tu non glielo avevi mai chiesto. L’amore non corrisposto equivale al balbettio di un demente, rende sciocco chi lo prova e  inevitabilmente crudele chi si trova costretto a subirlo!”ribatte’ sdegnosamente  la bimba, ma la ragazza non sembrava prestarle piu’ attenzione. Si era infatti accasciata per terra, decisa a lasciarsi morire dissanguata.I suoi occhi sbarrati, rivolti al cielo, brillavano di pianto.

“Signore Iddio, portami in Paradiso,perche’ ho sofferto tanto.”

La bimba era troppo piccola per capire quelle parole e quindi decise di lasciarla li’. Non riusciva ancora a capacitarsi del fatto che la ragazza, di sua volonta’, avesse voluto rinunciare a quelle bellissime scarpette rosse.

“Forse ballare non le piaceva poi tanto”, concluse.

Nel frattempo, attirato dal sangue, giunse un Lupo che, avendo scarso amore per gli sprechi,  dilanio’  la ragazza e fece  rapidamente  scempio del corpo, senza far troppo caso alla bimba dal cappuccio rosso.

“Ehi, Messere Lupo! Vieni qui, per favore ! Voglio chiederti di mangiare la mia nonnina! Sai, lei e’ molto  vecchia e stanca, non serve piu’ a nessuno!  Uccidila, come si fa nel tuo branco coi componenti troppo anziani!”

Ma il Lupo, contrariamente a cio’ che si diceva in giro, non comprendeva affatto il linguaggio dei bambini e in ogni caso sapeva starne alla larga. I bimbi  sono  infatti animali molto piu’ feroci di un lupo,  perche’   affondano le loro unghie in tutto cio’ che trovano di  tenero.

Tuttavia alla Bimba non importo’ piu’ di tanto, adesso aveva le scarpine coordinate con la veste e il cappuccio rosso e non vedeva l’ora di farsi  ammirare   cosi’ ben vestita da qualcuno, non importava chi fosse (persino dalla Nonna).

L’ultima parte del tragitto fu pero’ piu’ faticosa di quanto ricordasse, poiche’ un incantesimo compiuto per pura   malvagita’ dalla  regina  locale (che come tutte le donne era una maga esperta) aveva coperto quel tratto di bosco di rovi e spine. Per fortuna scorse poco lontano il Principe Azzurro, con sguardo di fuoco, impegnato ad aprirsi una via tra le sterpaglie.

“Grazie, principe…proseguiremo  la strada assieme, ti va?  Non so come avrei potuto superare il bosco senza di te” lo ringrazio’ cinguettando .

“Fai come ti pare, mocciosa!” biascico’ grondante di sudore il  giovane.

“Ehhh,che maniere!” strillo’ la Bimba.

“Maniere? Hai mai sentito parlare dell’AMORE, poppante?”le rispose lui, con un’occhiataccia.

“No, sono troppo piccola… solo sui libri, un poco”, replico’ la monella, ma era una bugia.

“L’amore e’ una forza travolgente, capace di farti compiere imprese incredibili. Dal mio cuore ho tratto la forza per districarmi in questo bosco e sempre grazie al mio cuore riusciro’ a risvegliare la donna che amo dal tremendo maleficio che l’ha fatta sprofondare in un sonno eterno! Ella  e’ stata deposta proprio da queste parti… ecco….guarda laggiu’, una bara di cristallo! Dentro di essa giace la mia Bella!”

Infatti gia’ si intravedeva, attraverso il sentiero liberato dai rovi, una bara risplendente di luce.

Il feretro, di cristallo purissimo, era  posto al centro del crocicchio che divideva la strada del bosco in quattro parti, attorniato da un gruppo di ributtanti e vogliosi nanetti che si strusciavano sopra di esso.

Con un ultimo energico colpo di spada il principe libero’ la strada dalle sterpaglie rimaste.

Urlando come un vero guerriero il Principe disperse i nani, poi apri’ il feretro. Accarezzò la pelle bianca come la neve della Bella e poi la bacio’

Ma la Bella non si ridesto’.

Il Principe la chiamo’, la scosse, ma inutilmente.

All’improvviso, nell’aria si diffuse una melodiosa voce femminile.

“La mia  anima e’ da tempo lontana da te, Principe. Ho ormai perso il ricordo del nostro amore di cui per lungo tempo ci siamo nutriti entrambi.Non ti resta che ammirare il mio simulacro,assieme  ai nani.E’ impossibile risvegliare cio’ che e’ morto da tempo, per quanto fuoco possano nutrire  le tue labbra.”

Il Principe si accascio’ e pianse lacrime di vero dolore, nate da mille pensieri impotenti, che pero’ penetrarono in quel terreno fatato facendo nascere rapidamente degli splendidi fiori dorati, che la bimba,ben attenta a non farsi vedere,raccolse andando via.

Incamminatasi  a nord  del crocicchio, la bimba giunse infine nella casa della nonnina, che non l’accolse pero’ in modo festoso.

Adirata per il considerevole ritardo, inasprita dalla vita di solitudine e in qualche modo invidiosa della spontanea vitalita’ della piccola, le strappo’ il cappuccetto e la percosse con metodo e ostinazione fino a farla morire.

Si rese conto di quanto era successo solo molte ore dopo che lo scempio era stato compiuto, spargendo sangue ovunque per la casa.

Si sedette dunque vicino al camino, aspettando.

Le urla della bimba nel frattempo avevano attirato un cacciatore,il quale  corse alla casa della Nonna e,resosi conto del massacro, le sparo’.

Trascinatala  al paese, ne pose il cadavere al centro della piazza principale nella quale si era radunata la cittadinanza, incise lo stomaco, trovando i resti di favole mai raccontate.

Nessuno dei paesani,appena le vide,riconobbe quelle favole.Giunse infine il Giudice, che,dopo aver speso parole di biasimo verso la violenza  dei mezzi di comunicazione e la perdita di valori, condanno’ tutti a vivere il resto delle proprie vite il piu’ a lungo possibile.

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10 thoughts on “Hushaby (Favole rigurgitate)

  1. orsarossa

    fioco tu devi essere uno dolcissimo e col cuore sempre un po’ triste e sanguinante.
    questo tuo favolo/so vaso di pandora mi disegna un sorriso piccino alle labbra.
    non finiscono mai le mie lacrime nate da inutili pensieri,ne’ i resti di favole mai raccontate.
    un bacio*orsa

  2. FiocoTram

    Beh,non e’ tanto la pasta al forno in se’ quanto l’abbinamento pasta al forno-scampagnate…non so perche’ ma mi sdegna.
    E comunque io aspeto la Domenica per i cannoli,piu’ che per la pasta al forno:)

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