Husha-bit 6

Il Prigioniero si risveglio’ come,ogni mattino,dentro la sua cella.Poteva fare ampie passeggiate,leggere cio’ che voleva,e la notte precedente aveva persino  fatto l’alba in riva al mare accanto a una sirena cantando assieme a lei"English Summer Rain",divertendosi a vederla svanire fra i flutti non appena i raggi del sole avevano iniziato a fare brillare la sua coda azzurra lucente.La cella del Prigionero si chiamava "Il Mondo".Dovunque egli andasse,qualunque cosa facesse,aveva dentro di se’ lo sguardo della sua Vittima che lo fissava calmo,senza lacrime.In questo consisteva l’amara punizione scelta per lui dal Giudice:"Va,e vivi,portando dentro di te il peso sanguinante delle tue colpe."Qualunque romanzo leggesse,non riusciva a immedesimarsi in nessuno dei personaggi.Qualunque film vedesse,cercava un posto lontano dalla luce dei riflettori.Si fermava accanto  ai rosai-Dio,quanto aveva amato le rose!-stringendo il gambo dei fiori scarlatti fino a pungersi.Percorreva i vicoli bui,con passo lento e teatrale,cercando nell’ombra la figura dell’Assassino che misericordiosamente avrebbe potuto concedergli  un unico colpo,proprio in mezzo agli occhi.Ogni volta che pensava cosi’ si palesava dentro la sua mente,chiara come se fosse davvero li’ accanto a lui,l’odiosa voce del Padre,emersa dal mare dei ricordi mentre lo incitava a nuotare da bambino ."Avanti,scemo!Forza!Sei uno smidollato!Reagisci!Sei solo pigro,fottutamente pigro!Muovi quelle braccia!."Non aveva mai imparato a nuotare.Pero’ continuava a camminare,fino alla porta di casa,con la fronte dritta contro vento e le lacrime che si congelavano piano.Non parlo’ mai a nessuno della sua antica Colpa(a che sarebbe servito?) e cosi’ nessuno scrisse mai un racconto a lui dedicato.Preferi’ consumarsi tenendola dentro di se’.Un giorno,durante le sue peregrinazioni, incontro’ un ragazzo dell’Illinois,chiamato Eddie Vedder,che scrisse per lui una canzone,intitolata semplicemente"Black".

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2 thoughts on “Husha-bit 6

  1. ChiareT

    All’inizio,nelle prime righe del racconto,mi sembrava di rivedere il tanto sudato ma archiviato “Le mie prigioni” di Silvio pellico,che comincia prp dentro una prigione. Ma riesci sempre a stupirmi,i tuoi racconti non finiscono mai come uno si aspetta che finiscano. Credimi,è molto più bello,così.

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