Appunti di un viaggiatore rimasto incastrato in un tunnel spaziotemporale(con finale mozzafiato)

Giro per i labirinti della  Citta’,in attesa di essere mangiato da Minotauri immaginari.
Strade che non so.
 Vicoli che non oso.

Questo tributo al silenzio  in cui si dipanano   balli vacui.

bruciare  cio’ che volevo con un gesto.
senza sapere  piu’ come fermare il fuoco
aspettando la cenere
stringendola forte tra le mani…

Vorrei chiamarli  baci,non succhi diabolici,perche’ non conosco antidoti contro me stesso.

desiderare un rogo di fiamma rossa
dopo il gelo che separa
la barriera invisibile in cui si spezzano le parole
e’ solo un altro cadavere da seppellire
lungo la strada.
mentre tutti guardano la mia polvere
"Vorrei"
ed e’ un "vorrei" sordo.
inutile.
irrisolto
uno stupido golem di fango e merda.
Non so quale lettera cancellare dalla fronte per farlo scomparire
e onestamente non ho voglia di cancellarne nessuna.

(La pelle il sudore contatti e visioni e risate  la sera pallida di luce   lacrime   incontri addii vino serate un balcone un alba che cambia colore)

Il locale in cui ho brindato  la prima volta
il locale in cui ho brindato la seconda volta

(sempre da solo)

Per cui sventrami
oppure resta a guardarmi
tanto e’ la stessa cosa

**
Dimenticavo il finale mozzafiato.
alla fine arriva la Fata Turchina,si impietosisce,capisce che non c’e’ piu’ nulla da fare  e trasforma il viaggiatore in plancton.***

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