Il Cappotto e le Foglie


Un Cappotto di pelle decise una sera di andarsi a comperare un sacchetto di cioccolatini. Dopo essersi ben coperto indossando un uomo  imbottito,scese in strada e  volo’ in alto nel cielo seguendo la  scia profumata proveniente dal negozio di dolciumi. Saltellando sui comignoli per darsi lo slancio, schivo’ parecchi gatti  ,ladri di gioielli e super-eroi in costume che  si davano solitamente  appuntamento sui tetti . Uno dei ladri insegui’ il cappotto,pensando di potergli scippare il portafoglio,ma fu subito afferrato a mezz’aria da un supereroe  sorridente con mantello arancione.Il supereroe  dopo aver salutato l’uomo imbottito che stava dentro l’indumento svolazzante gli chiese dove fosse diretto. "Non sono io che guido,e’ il cappotto"preciso’ l’uomo "io mi limito a tenergli  caldo scaldandolo col mio  cuore." "Cuore? Mi farebbe comodo roba cosi’ calda in questo inverno. Spero che il mio fumettista creatore si ricordi di disegnarmelo…" replico’ il supereroe soprappensiero,ma subito si ricordo’ di  aggiungere:" A proposito dica al suo cappotto che d’autunno e’ pericoloso seguire le correnti, si rischia di farsi sviare dalla propria traiettoria  seguendo le foglie secche!" Dopo aver  finito la frase fu pero’ morso alla mano dal criminale e quindi  costretto a seguirlo,mentre questi,correndo via per i tetti,gli lanciava addosso tutti i gatti che riusciva ad acchiappare.Il cappotto,per nulla preoccupato dall’avvertimento ricevuto,si limito’ a sollevare  baldanzosamente i lembi del colletto,come a dire " la so lunga su queste cose,io!"
Infatti,di li’ a pochi minuti,si perse.

 Una nuvola di foglie secche gli sbatte’ contro,  e una corrente fredda lo porto’ fuori  dal centro cittadino. Cerco’ annaspando di virare ma il vento era troppo forte e l’uomo all’interno del cappotto fu sbatacchiato a destra e a manca. Il cappotto tento’ di ignorare le proteste del suo inquilino di carne ma poi,temendo di sgualcirsi,  si ritrovo’  a dover effettuare un’atterraggio d’emergenza in un piccolo parco di periferia,sotto un grande albero. Anche quel nobile arbusto,uno dei piu’ antichi della citta’, stava perdendo tutto il suo fogliame,ed era  proprio  per questo motivo  che le  foglie secche degli alberelli del centro venivano a rendergli omaggio trasportate dal vento.

Sotto quest’albero,raccontarono le foglie turbinanti  componendo  in aria   figure animate, duencento anni orsono eera giunta  una piccola principessa di nome Cibelle. Ella veniva da un castello magico che poteva realizzare ogni desiderio di chi vi abitava,ma nonostante  cio’ aveva deciso di vivere sotto quel grande albero,per il solo gusto di vedere giocare attorno a lei i bimbi che sovente si davano appuntamento in quel luogo per ascoltare le sue fiabe. 

"Si,una volta qui venivano tanti bambini" borbotto’ una voce cupa .Il cappotto e il suo occupante la sentirono vibrare direttamente dal tronco dell’albero,il quale dopo alcuni istanti di silenzio continuo’:." Ma un brutto giorno,Cibelle se ne ando’,richiamata da sua maesta’ il Re Padre. Li’ nel suo regno d’origine   continuo’ a giocare coi suoi desideri,finche’ un bel giorno non incontro’ un giovanotto  che veniva da ovest e non ebbe piu’ necessita’ di sognare,dato che la realta’ per lei ormai era infinitamente migliore. Anche i bambini crebbero,e andarono via uno per uno. "
"Ti sentirai solo,vero vecchio albero?" esclamo’ l’uomo dentro il cappotto.
"Certo che si sente solo,sciocco! Il problema e’ che ormai i bimbi rimasti vanno tutti al negozio dei cioccolatini,anzi,ormai tutte le viuzze convergono su  quel negozio,e queste zone periferiche sono state abbandonate!" sentenzio’ l’indumento. "Tu pero’,ora che ci penso,sei pur sempre un essere umano. Resta qui  a fargli compagnia!"
"Io sono un uomo,ormai. La societa’ non mi permette di certo di stare a giocare attorno a un vecchio albero. Ho un lavoro,non ricordi? Devo badare a te e scaldarti! " disse l’uomo scuotendo la testa
"Tu? Badare a me? Ma allora sei doppiamente babbeo! Sono IO che dovrei scaldarti ! Sono stato acquistato  proprio  per questo motivo! Il problema e’ che tu  sei cosi’ sbadato,pensi sempre ai fatti tuoi,e non mi riempi MAI le tasche di cioccolatini! I cioccolatini sono IMPORTANTI se non si vuole che il proprio cappotto si mantenga efficiente,e non  inizi a svolazzare via cercandoseli da solo!" rispose l’indumento  attorcigliandosi i lembi per  stizza.
Le foglie,l’albero e persino qualche scoiattolo assistettero  divertiti per tutto il battibecco.
"Beh,e’ per colpa del mio cappotto  di pelle  da uomo rispettabile che la gente mi prende cosi’ sul serio e mi riempie di preoccupazioni! Sai che ti dico? Separiamoci! Tu vola via a riempirti le tasche di cio’ che ti pare e io resto qui davanti all’albero!" disse alla fine l’uomo,levandosi il cappotto.
"Tra l’altro,chissa’ che Cibelle non torni una volta o l’altra. Potrebbe venire a raccontarci le fiabe di tanto in tanto!" aggiunse contento il grande albero,che gia’ ricominciava a rinverdire.
Il cappotto e l’uomo  decisero’ di accordo  comune di si salutarsi ufficialmente. Una grossa folata di vento sollevo’ tutte le foglie. "Mi uniro’ a loro. Addio,cappotto di carne e sangue!" saluto’ l’indumento. " Sentirai parecchio freddo senza di me,quindi ti conviene iniziare da subito a correre e giocare per riscaldarti!" 
L’uomo lo prese in parola. Da quel giorno inizio’ a vivere nel parco assieme all’albero, e nessuno lo chiamo’ piu’ "uomo" o "signore". Si fece un vestito di foglie,creo’ un cappellino con un foglio di giornale, e inizio’ a scorazzare qua’ e laì,divenendo ben presto l’attrazione del luogo. Il parco si ripopolo’ di bambini e fu il negozio di cioccolatini,rimasto ben presto senza clienti,a doversi spostare li’.

Il folletto vestito di foglie giocava felice coi bambini,ed era indistinguibile da essi. Nessuno ricordava il suo vero nome e la sua esistenza precedente,tranne una donna misteriosa che ogni tanto veniva a osservarlo e che sembrava conoscerlo da tempo. Stava li’ in silenzio, chiedendosi che fine avesse fatto il cappotto che gli aveva regalato.
 

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