Tu ed io

Mi piace tantissimo mettermi a descrivere le cose  più ovvie e semplici, e mentre lo faccio riesco sempre a commuovermi, a  stupirmi persino di un semplice filo d’ erba. Ho quasi trent’ anni e mi hanno sempre fatto capire, neanche tanto velatamente,  che questa cosa sia parecchio stupida alla mia età.
Trent’ anni. Poi trentuno, trentadue, trentatrè, come i trentini che entrarono a Trento torterella trorterella… trollerella… trolle… trorre…

insomma, avete capito.

A trentatrè anni bisogna non solo essere già diventati belli e grandi, ma bisogna anche avere un  piano. Uno schema ben pianificato, accattivante, con almeno dodici apostoli disposti ad approvarlo e seguirti. Per rendere il piano ancora più convincente bisogna imparare qualche trucco ad effetto, come camminare sulle acque o guarire i ciechi, anche quelli che di essere guariti non ne hanno bisogno. Chissà quanti piani sempre più complicati dovrò inventarmi per conservare il più possibile di volta in volta tutte le piccole felicità che le tempeste e gli uragani cercano sempre di portarmi via prima della data di scadenza, che del resto, pensando di fare il furbo, cancello sempre ( il Dio delle Scadenze di solito non ha nemmeno bisogno di punirmi per questo peccato, gli basta osservarmi mentre mi faccio male da solo) .

Ma ci penserò a tempo debito, sono sicuro che qualcosa mi verrà in mente.
Per adesso, ho ventisei anni e la voglia di pensare che potrei continuare ad avere ventisei anni per sempre.
Mi piace tantissimo mettersi a descrivere le cose più semplici, come te.

Eppure.

La tua pelle è nuda e bianca, se non avessi mai visto alcun corpo nudo a parte il mio, adesso ti scambierei per un’ aliena. Al contrario di te ho sempre avuto la carnagione scura. Mi diverte vedere questi due colori contrapposti quando ti tocco. Mi diverte vedere il tuo petto. Mi piace un casino osservarti muovere davanti a una luce fioca, hai il corpo piccolo, con le collinette dei seni e i capezzoli dritti,  sembri un misto di donna e bambina, due immagini che si mescolano e sovrappongono tra le onde d’ ombra.

E’  così divertente  sentire le mie dita che corrono da sole su di te, qui ad esempio non serve nessun piano, sanno sempre da sole la strada meglio di quanto possa spiegarla io. Ogni angolo del tuo corpo è così sensibile e vivo, ogni tuo semplice sussurro riesce a stupirmi sempre per le variazioni di tono e intensità. Mi piace giocare così, senza sentirsi burattinai o conducenti d’ automobili, ma come vento che tocca la pianta mentre si dipanano le stagioni, scaldando l’aria estiva, nutrendo di pioggia le brezze invernali.Senza dominare o sentirsi schiavi, cercando la strada che si interseca tra le nostre due anime, che crea canali comunicanti ove scambiarci il nettare vitale di cui entrambi abbiamo bisogno.

 Percorro la tua schiena con le labbra, sembra non finire mai, e sinceramente un pò mi fa paura trovarmi così bene attorcigliato alle tue gambe, eppure non te lo dico, la tua pelle distesa e tiepida ha un gusto troppo dolce per  darle i brividi. Paura, sì… quella che ogni uomo finge sempre di non avere quando tira indietro le spalle per avvicinare la sua principessa, quella paura necessaria che genera coraggio, una paura  insensata e rassicurante,  che mi serve per orientarmi a poco a poco nello spazio tra noi due, nel lasciarmi sprofondare dentro il tuo corpo che sembrava così piccolo ma che invece è così vasto e profumato  senza sentirmi inghiottito. Stringere forte e poi mollare, lentamente.  In tutto questo, le stelle che hai  dentro gli occhi luccicano guardandomi,  esigendo da me tutta l’ attenzione del mondo, e io ti osservo volentieri, ti guardo brillare come una notte serena le cui lucine a intermittenza pulsano attraverso lo spazio  messaggi silenziosi. Le labbra cercano da sole la strada verso i  i tuoi baci, il mio fiato si mescola al tuo come se entrambi stessimo nuotando. E poi lo sento, chiaramente. Il tuo calore. Il tuo bacio brucia e scotta come la tua fronte, anch’ esso cerca di toccarmi  fin dentro l’ anima, di dirmi qualcosa.

… invece sai che faccio?  stringo più forte e ti abbraccio.
Tra le mie braccia, il tuo corpo fruga il mio alla ricerca del cuore, devo solo bruciare anch’io  fino ai limiti estremi del mio fuoco e troverai la mia anima, potrai stringerla tra le mani, bagnarti le guance di luce, e io sarò la luce.
Insieme diventeremo energia.
Energia che scintilla dalla somma dei nostri sospiri mentre  consumiamo un abbraccio nel buio.

***

Durante un sogno agitato senza sogni
hai cercato il mio abbraccio
e io ero lì
conserva nei tuoi pensieri solo questo
quando avrai bisogno di uccidere il mio volto
per volare via

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5 thoughts on “Tu ed io

  1. st3lly_d

    …ma perchè…dico…perchè…cioè…PERCHE’ quello che pensiamo e sentiamo (ndr. mi riferisco al genere umano) in certi frangenti è sempre così simile…fino a riconescerci nelle parole scritte da altri su altro???

    Oddio, lo so il perchè, eh.
    E’ retorica la domanda.
    Lo so io, lo sa il mondo.

    …siamo così simili fra noi pur credendoci unici nelle emozioni, sensazioni, sfighe e quant’altro ci capita di provare.

    …mah…resto senza parole. Io.

  2. littlecaesar

    Intanto mettiamo i puntini sulle o.
    Eri tu a definirti il mio clone e non il contrario,che poi non c’entriamo niente ma vabbè, e poi ti avevo riconosciuto subito. Comunque io ho un sottotitolo del cazzo, ma nemmeno tu scherzi. PS: se hai ben visto i miei blog sono due. Il primo è quello che forse può sembrare pallosissimo,e sono le lettere al pupo. Il secondo è il mio personale, che spero sarà presto riempito di stronzate, ed è questo che vedi linkato.
    Cià

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