Sogni

L’opera qui sotto riprodotta è "Saturno che mangia i suoi figli" di Francisco Goya. Non abbiamo chiesto il permesso all’artista, ormai morto e sepolto, perché ha da tempo abbandonato ogni diritto di proprietà intellettuale e di permanenza su questa terra, lasciando in eredità la sua arte a quei soliti fortunelli che chiamiamo "razza umana", per tuti i secoli dei secoli.

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Questa non è una favola.
Se lo fosse, da qualche parte si vedrebbe il mare.

"C’era una volta una ragazza che guidava verso est, tentando di smaltire una brutta sbronza presa a ovest."

Non è una brutta frase, potrebbe essere un incipit stupendo, se avessi la forza di ricavarci davvero una storia.
***

Ogni volta che  stringo  dentro di me quella foto mentale, un bambino coi capelli arruffati che osserva il mare che dorme,  mi riscopro  a sorridere, nonostante gli incubi mi abbiano mangiato parte della mattinata.

Alla fine è un sorriso la chiave di tutto.

Mi sento come la busta paga dell’ operaio italiano medio, in apparenza sembro invariato, ma nella sostanza ho perso qualsiasi potere d’acquisto.
Mi sveglio riluttante, ritrovandomi in mezzo a un mucchio di cadaveri sparsi per la stanza solo per fare scena.
Il mio coinquilino è un serial killer…sì, esatto, quello di cui parlano sempre tutti i giornali, "Il Demone di Castelvetrano".
Non che io sia suo complice, beninteso. A me ripugna ogni forma di violenza, specie se compiuta su gente che non conosco.
E’ solo che se sto zitto e gli sciolgo i cadaveri nell’acido mentre sta al lavoro lui paga anche la mia quota d’affitto.

Allora perchè mi accusate? Perchè venite a svegliarmi nel cuore della notte tuonando alla porta e trascinandomi via, nelle vostre celle d’acciaio?
Non ditemi che quel fottuto bastardo mi ha incastrato. Oh, che casino. E domani ho pure un esame.

***
Vostro onore, lasci che le dica una cosa.
Non è che avere studiato legge o nascondersi dietro la sua bella mantellina nera la renda capace di comprendere la realtà.
La realtà stessa è un interpretazione, e per avere capacità critica bisogna essere degli esperti.
Facciamo così, adesso sarà lei a dirmi cosa è vero e cosa non lo è.
Io sto zitto e mi lascio disegnare dal tipo che fa i bozzetti in tribunale.
Che faccia indosso?
Ghigno mefistofelico alla William DaFoe, senza dubbio.

***

L’usciere ha detto che sembravo Supermario.

***

Del resto, qualcosa avrò pur fatto.
Siamo noi stessi i peggiori artefici delle nostre sfortune.
E’ colpa mia se mi sono lasciato sfuggire tutto ciò che di bello la vita mi ha regalato.
Se vogliamo dirla tutta, è colpa mia anche la totale distruzione di quel formicaio quand’ero piccolo.
Ho cominciato a scavare, me lo ricordo benissimo, e le formiche correvano via spandendosi in ogni direzione.
A un certo punto è uscito fuori una specie di serpentello bianco.

No, vostro onore, non c’entra nulla con il caso in esame.

Ma visto che alla fine mi condannerete comunque, volevo semplicemente cambiare argomento.
Con tutti questi signori ben vestiti, in una giornata così allegra, parlare di pena di morte mi sembra un argomento poco degno.

***

Il mio compagno di stanza.
Sì, vostro onore, è lui.

Non capisco cosa ci sia di male ad avere un coinquilino fatto di pezza.

No, vostro onore, non è affatto una tigre.
E’ un animaletto di pezza a forma di tigre.

Non l’avrà scambiata mica per una tigre vera?!
Beh, non faccia quell’espressione.
Alla fine a me che me ne frega? Pagava l’affitto, e me la tenevo.

Si, vostro onore.
La mia tigre di pezza Hobbes è il mostro di Castelvetrano.
Li ha ammazzati tutti con un morso alla gola, e poi io dovevo ripulire i resti spolpati.

Dica al cancelliere di scrivere che con i resti spolpati ci sta da Dio il SanGiovese dell’Emilia.

***

Alla fine credo di meritare di morire.
Non posso credere che migliaia di cittadini inferociti abbiano torto.
Se non puoi credere nella sacra indignazione della massa inferocita, a cosa potresti mai prestare fede?
Pensate che a un certo punto ho realizzatro quanto ci sia davvero bisogno dei mostri.
Tanto da diventare una specie di mostro anch’io.
C’è chi per realizzare le ambizioni dei propri genitori diventa avvocato.
C’è chi per dare retta a ciò che dicono tutti, diventa Reginetta della Scuola.
C’è chi per essere la mogliettina perfetta che fa le uova strapazzate come le faceva mammà finisce ammazzata a martellate.
Insomma, a modo mio mi sembra di aver adempiuto a una sorta di dovere sociale.
No, vostro onore non la voglio la medaglia, ci mancherebbe altro.

***
Fisso il vuoto della mia cella, fisso il vuoto dentro di me.
Ho sognato la mia esecuzione.
Bruciavo ed ero felice e puzzavo da morire.

La cosa che più mi rendeva allegro era che in quel modo non sarei gravato sul bilancio dello stato.

Ero davvero felice e orgoglioso di non essere un mantenuto e di non pesare in nessun modo sulle tasse degli italiani, tanto  che pregavo di consumarmi in fretta.

***

Mi sono risvegliato nella mia stanza.

Adesso ho sedici anni.
Mamma, scherzavo, prendi pure tu  la pistola, io resto qui spalmato sul pavimento.
Non piangere mamma, lo sai già da tempo che non sarò mai  il figlio che avresti voluto. Non è nemmeno così grave se ci pensi.
In realtà lo sappiamo tutti e due che le persone vere, se vogliono davvero cambiare, lo fanno e basta.
Io invece non sono una persona.
Guarda il cielo dritto negli occhi, colpisci la luce che  inizia a filtrare dalle finestre e scappa via dal mio nudo  decomposto che striscia  per terra, prima che sia troppo tardi per tutto, prima che sia troppo tardi per me, per te, per l’intero universo.
Va bene, resta.
Fai come ti pare.
***

Si dice che Bram Stoker sognò le visioni che diedero origine al romanzo "Dracula" dopo un’indigestione.
Ecco perchè io cerco sempre di mangiare leggero.
Metti caso che mi venga l’idea per un best-seller.
Metti che creo il nuovo spauracchio del secolo, il mostro più terrificante dei tempi moderni dopo aver mangiato, chessò, un tramezzino avariato.
Metti che poi ci ricavano una serie di film, uno più brutto dell’altro.
Metti che i fan cominciano a scrivermi dicendo di essere la reincarnazione dei miei incubi letterari, e che mi mandino quintali di lettere non affrancate da pagare di tasca mia al postino nel momento della consegna.

Il campanello suona.
Due volte.

O mio dio… è già qui.

***

Apro la porta,
"Mi ami?" dice l’elefante, e già solo questo è sbagliato.
Un elefante non parlerebbe mai scandendo le sillabe come un essere umano.
Ecco perchè tu, amico mastodonte che suonavi alla mia porta, non sei di certo un elefante.
Sei Behemoth, supremo generale infernale dalla testa di Mammuth, venuto ad assoldare la mia anima per il conflitto finale contro il Paradiso.
No, non dire nient’altro, ho già capito.
Mi vesto e arrivo.

***

Il Paradiso vomita schiere di angeli efebici dalle gambe lunghe che volano ad altissima velocità originando terribili onde d’urto, spaccando vetri e bicchieri pieni di ottimo cognac.
Noi diavoli e derelitti e pendagli da forca e assassini siamo tutti al Bar, in attesa di essere stanati dagli sgherri di Dio ed iniziare così la Grande Lotta, l’Armageddon.
Il nostro supremo condottiero doveva essere Loki, il dio dell’inganno, ma è scappato coi soldi della cassa del bar poco prima che il lupo infernale si mangiasse la  Luna.

L’Arcangelo Gabriele  trafigge la terra con il suo spadone infuocato e soffia forte contro le pareti del bar, spazzandole via.

I diavoli, istigati dai derelitti, a loro volta consigliati dai pendagli da forca che avevano fatto una breve riunione con gli assassini, decidono di mandare me in qualità di campione del male a combattere contro Gabriele la battaglia finale.

Satana ha mandato a dire che sarebbe stato in coda in autostrada per il resto del pomeriggio.
Lucifero alla fine si è rivelato una fottuta spia, è fuggito nell’Eden dopo aver rivelato il nostro nascondiglio e sembra che abbia da parecchio una relazione segreta con Eva.

Io mi preparo a sfoderare contro Gabriele la mia migliore arma.
Il piagnisteo.

***

"Ti prego, non uccidermi! Ho ancora tanto da sognare, ho ancora tanto da scrivere."
"E’ questo che mi preoccupa," dice Gabriele, e con un calcio mi lancia fino al cielo.

Tra le nuvole intravedo il Buddha, che con un cenno mi indica di dirigermi leggermente più in alto.

***
A quel punto mi si para davanti l’anima luminosa di Beatrice Portinari, la Regina delle Fighe che non te la daranno mai, protettrice dei servi della gleba.

"Fioco, vieni qui. Ascoltami… noi donne non siamo cattive. Stronze sì, ma cattive mai. Mentiamo, perchè ci rende più affascinanti. Deludiamo le aspettative, perchè almeno un elemento della coppia deve essere dotato di abbondante realismo.
Altrimenti, convinti come siete voi uomini di saper guidare, di saper avvitare le lampadine, e di saper sconfiggere tutti i mostri di fine livello, la razza umana avrebbe ben misere prospettive di sopravvivenza.

Come api operaie, nutriamo il buono che c’è in ognuno di voi.
Anche quando ce ne andiamo per sempre.

Ma tu non aver paura di stare solo.
Non aver paura di SENTIRTI solo, e crearti un universo fatto di castighi e colpe, per purificare eternamente i tuoi sbagli di percorso.

Alla fine troverai anche tu una persona speciale, e potrai divertirti a deludere le sue aspettative giorno dopo giorno.

E’ questo il segreto del vero amore, una sorta di giuoco a rincorrere la dolce euforia di quello che avete scelto come il  giorno più bello della vostra vita, per il RESTO  della vostra vita.
Che poi, bada bene,  qui entriamo nel territorio dei punti di vista.

Per Quasimodo il giorno più bello di tutta la vita fu la sua morte, ovvero quando il suo scheletro potè finalmente abbracciare la salma di Esmeralda.
Ovviamente nel caso di  Esmeralda, se ne avesse avuto coscienza,  sarebbe stato al contrario  il giorno più brutto.
Ecco perchè tutti i Quasimodo di questo mondo farebbero meglio a imparare a ridere di cuore, prima di trasformarsi nel putrescente oggetto di qualche amaro o cinico sorriso."

***

Mi risveglio definitivamente, nel mio letto.
I miei sogni sono morti, la mia colazione è andata in fumo, bruciando tra le pieghe del tempo e dello spazio.

***

E’ per questo che vivo.
Qualche volta per amore, mai per odio.
Principalmente, comunque vada, per sparare qualche cazzata in più.

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4 thoughts on “Sogni

  1. FiocoTram

    Chris, lascia che ti dica innanzitutto che il tuo è un gran bell’ “esistere” 🙂

    Veniamo alle domande.

    L’Elefante si ricollega, certo che si ricollega.
    Si ricollega al fatto che a un certo punto vengo reclutato per far parte dell’esercito infernale, da un generale demoniaco che all’apparenza è simile al pachiderma
    Volendo puoi anche ricollegarlo alla tua infanzia, al complesso di Edipo, all’invidia del pene (per via della proboscide) e a tanta altra roba.
    Ma anche no.

    I tre puntini indicano tre puntini.
    Ma anche tutto ciò che un eventuale lettore pagante o prodigo di complimenti vorrà trovarci:)
    No, scherzi a parte, è un sogno a scatola cinese, i tre puntini indicano il cambio di scena.

    Grazie dei complimenti, ma se scriverai un libro, nella citazione metti anche e soprattutto Bram Stoker.
    A lui, dal cielo, farebbe piacere.

  2. chrisrain000

    ah ora mi sono reso conto che i 3 puntini indicano la fine/inizio di un altro racconto, quindi è pure giusto che non ci sia filo logico tra dracula e l’ elefante,

    ma ora mi viene da chiedermi come avevo fatto prima a trovare un filo logico tra tutti gli altri.
    forse sono ubriaco,

    ma quel primo sogno è bellissimo, se mai scrivero un libro o qualcosa di simile ti citerò nella prima pagina, quella dove di solito si mette la citazione ad effetto con dedica.

  3. chrisrain000

    senti, io ti ho visto on line quindi ora ti becchi il mio commento inutile

    beh prima di tutto il mio è uno di quei gesti egocentrici per dirit: ESISTO

    la 2° parte del mio commento consisterà nel farti notare che quella roba della sbronza presa ad ovest è concettualmente una bellissima immagine.

    per il resto non ho ben capito il passaggio dall elefante a dracula, ma sta di fatto che mi è venuto in mente tom cruise.
    quindi ora mi vedrò un suo film.

    Tu sai vero che tra un po tornano a suonare gli xiu xiu?

    tu sai vero che per colpa tua io ormai sono il loro fan n.1?

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