POP- eye

Sopra il cielo volano alti pipistrelli meccanici, roteano impazziti nell’aria sputando fumo  e suoni elettronici, come mosche in avaria.

Il Marinaio è sbronzo,  ma  afferra  a fatica un barlume di  lucida consapevolezza, in mezzo a tutte quelle visioni improbabili.
Pensa al suo avversario, all’incontro di boxe più importante della sua vita.
" Domani potrà finire in un solo modo, corpo di mille balene: la mia pellaccia, o la sua " .
Lui e l’Altro.
""
Entrambi gonfi di rabbia, armati di muscoli di gomma, nocche alla dinamite, entrambi capaci di lanciare pugni tornado.
Il pubblico, da lontano, vedrà tanti sbonk, crash, sboodooobooom: nuvolette e parole, esclamazioni di dolore nell’aria, stellette orbitanti intorno al cranio, uccellini  che cantano.
Cartoni animati o anime di cartone, tutti intorno a guardare, imprecare, esultare, coi loro strani suoni buffi, i loro kazoo, i loro corpi a fisarmonica che battono le mani festosi come giocattoli.
Lui invece vedrà sudore, grugniti, nuvole d’alito venefico e puzzolente, scorgerà la morte, tra nuvole di polvere, in un breve, glorioso lampo.
Emozioni, morsi invisibili,  un pugno  d’acciaio  sputato fuori dalle ombre che gli  fracassi le mascelle, una volta per tutte.
Vedrà il Gigante senza Nome, l’ennesimo di una lunga serie di muri di carne abbattuti tra mille risate.
Scontro dopo scontro, episodio dopo episodio,  ogni scatola di spinaci divorata, ogni nemico abbattuto,  è un’altro zero sul conto da pagare che lo aspetta alla fine.
Prima o poi uno dei suoi nemici riuscirà a creare il Golem definitivo per abbatterlo.
Perchè prima o poi, anche lui si stancherà, ne è  perfettamente conscio. Ecco perchè nel frattempo cerca di divertirsi.
Perchè un  knock-out colorato di bianco può  diventare il fine, non la conseguenza.
Quando sali sul ring sei pronto a mostrare le viscere,  e il sangue è l’unica paga che ti soddisfa.
Il  mondo del Marinaio è dipinto usando tutte le  possibilità di un modesto  bianco e nero, imperfetto e aggrovigliato in una gabbia di inquadrature abbastanza rigide.
Eppure, nonostante gli  manchi un occhio e i polmoni siano andati a farsi fottere, è  una maschera tragica, molto più di quanto credano di essere alcune persone reali.
Un piccoletto che annaspa a muso duro.
Talvolta annaspare può essere divertente se smetti di pensare alla tosse.
Dannata pipa, dannato tabacco da quattro soldi.

"Io sono Braccio, uccisore di streghe, domatore di magici Gippi, scopritore di tesori, e nemico dei draghi.
Sono figlio del vino, di una sveltina benedetta col Barbera da due soldi, di madre ignota e braccio di legno.
Sono l’uomo di Olivia,  dal  corpo aspro, il  deserto che mi consola, la donna dell’ Ovest che ti guarda come una gatta, ma ti colpisce col mattarello fino a farti vomitare sangue, se le manchi di rispetto .
E io domani vincerò, che mi prenda un colpo. Per non mancarle di rispetto" .


Sbaffini, come al solito, si è nascosto da qualche parte a mangiare hamburger, e si è dimenticato di  fare il conto alla rovescia.
Il  Gigante è stato  già steso tre volte, ma continua a rialzarsi.
Fa questo rumore, come una locomotiva anziana con gli ingranaggi pieni di catarro. Si rialza e sembra sempre più  forte.
"Che mi prenda un colpo…"
La voce di Olivia troneggia sopra le altre, con i suoi strilli  che perforerebbero il diamante. Lancia scatole di latta contro il cranio del suo amante, e lui senza lamentarsi  le afferra e   schiaccia dentro le enormi mani, facendosi schizzare in gola una pappa verdognola. 
Spinaci.
Non c’è mai stato nulla in questa robaccia che potesse dare la capacità di fare miracoli.
Il vero miracolo è stato aver permesso all’industria che li produceva di superare i controlli d’ igiene.
Eppure…

"Voi che avreste fatto al mio posto?  Avevo un marmocchio da mantenere. Pisellino era appena nato e Olivia non ne voleva sapere… come biasimarla? Era il ricordo più pesante che mi avesse lasciato l’unica altra donna che avevo amato prima di lei, e che mi aveva imposto di non nominare mai.
Però il piccolo si è fatto subito voler bene. Non è mai cresciuto tanto da allora, ma chissenefrega, sarà sempre il mio pisellino.
E comunque alla fine anche Olivia si è convinta a farsi chiamare ‘ zia ‘ ….
Così ho dovuto accettare gli incontri, la beneficienza, la fottuta pubblicità.
Ogni boccone di spinaci erano mille dollari.
Son forti i miei brac-ci, se mangio spinac-ci …
"

Il corpo ribolle di muscoli quasi vivi, che premono per uscire dalla pelle del segaligno marinaio.
Poi lancia  l’uppercut,  rapido e fiammeggiante, come se il suo braccio  si trasformasse in un razzo in decollo verso i cieli più alti.
Il Gigante  stavolta assorbe il colpo e sorride, senza  cadere.
Contrattacca, colpendolo con un gancio.
"D’altronde prima o poi sarebbe successo.
Si sarebbero stancati di me" .
Lo colpisce una seconda volta, all’addome.
"Adesso sono io il relitto da eliminare, la comparsa da inabissare negli oceani più neri.
Tocca a tutti, prima o poi.
E il Gigante domani avrà un nome. Un nome divertente, graffiante, difficile da dimenticare. Tutto il paese parlerà di lui.
Avrà una  fidanzata di nome Olivia, perchè è  normale per Olivia stare assieme ai vincenti.
Sennò le sembrerebbe di mancare di rispetto a sè stessa.
E avrà anche un amico grasso, scroccone e simpatico, di nome Sbaffini, perchè di sicuro io non lo voglio più, quel vagabondo trippone che non sa fare l’arbitro, e che per nascondersi sotto una sedia si sta perdendo la mia morte… " .

Il Gigante colpisce di nuovo, in pieno viso, la potenza del colpo è tale che il  guanto  che gli avvolgeva la mano esplode come un sacchetto di carta.
Finalmente Braccio il marinaio riceve il suo tanto desiderato knock-out colorato di bianco.

Ha il tempo di biascicare " Pooh- hey…Sono disgusticato…" e si risveglia nel Paradiso dei Ricordi, in una notte qualsiasi, alla fine dell’ Universo.
Gli scaffali di ogni edicola sono tutti per lui,  e corre indaffaratissimo da un canale all’altro della tv.
Diventa il programma preferito di Dio.

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