Le avventure del signor Torrance, seconda parte


Nella foto: Jack Torrance fotografato dagli amici nel  bel mezzo del cammin di sua vita.

C’è una cosa che bisogna sapere di…Wendy( questo è il nome della ‘vecchia conoscenza’ , almeno credo, a giudicare dalla mezza dozzina di connotati che le mancano) .
E’ una persona  che tende ad annullare i momenti morti, sia mentalmente che fisicamente.
Quando si muove, ogni suo gesto, anche il più piccolo, ha una precisa valenza scenica.
E’ una donna che sa esprimere perfettamente i suoi sentimenti, senza sbavature o eccezioni.
E riesce ad essere calda e intensa, sia in amore sia nella morte.

Appena chiudo la porta, mi abbraccia. Uno di quei suoi abbracci così belli, da bambina in cerca di affetto.
Con una fiducia così pura e incrollabile sul fatto di poter dormire tranquilla tra le tue braccia, da spingerti a diventare un po’ più forte.

Il suo odore è come l’ottovolante senza allacciare le cinture.

” Hai un bel coraggio a tornare così… perché non posso vedere i tuoi occhi e la tua bocca? “

” Da quanto tempo non ci vediamo? “

” Credo sia passato un anno, porco cane …”

E  non ti sfiora l’idea che dopo un intero anno-porco-cane senza vederti, continuando ad andare avanti per la mia strada,  il sorriso che ricordavi, i miei stessi occhi  possano essere leggermente cambiati?

Ti faccio un favore, a venire senza.  Almeno puoi conservare il ricordo di quelli vecchi, come ti piacevano, no?  ” 

” Non potevi portare quelli vecchi, allora? “

” Quelli vecchi te li sei presi tu, li hai chiusi a chiave dentro te stesso, annegandoli con litri di alcool  “

Mi immagino di sentirla fare un sospiro, perché quella lunga pausa ha tutta l’aria di un sospiro. Poi dice:

” Tu invece non sei cambiato. Anzi, hai messo su qualche chilo. Tutta quella birra ti sta ingrassando “

” Come se fossi stato mai uno sfilatino…”

Mi siedo, anzi crollo,  sul divano.


Vuoi un bicchiere di  bourbon? In frigo c’è del ghiaccio. Non ho altro, serviti da sola…”

” Non c’è tempo, Jack “

” Vuoi che ti restituisca gli occhi? Il sorriso? ” rido ” e cosa vuoi fare, strapparmeli dalla memoria?!”

” Non puoi restituirmi gli occhi, è vero. Ma potresti fare qualcos’altro per noi… per te “

Beve piano dal bicchiere e  poi mi guarda? Credo che mi guardi.

” Scusami Jack…”

Ormai sono talmente abituato alla sua voce che so quando sta per iniziare a piangere.
Mi avvicino lentamente.


” Forse dovrei essere io a scusarmi. O forse hai ragione a scusarti anche tu. Non so, in queste cose non si sa mai niente. Si agisce, è questo quello che conta. E se ne sopporta il peso “


“Perciò scusami, ripeto. Non volevo portarteli qui…”
” Portare cosa?

(CRASH

Come nei fumetti)


E vi giuro, l’unica cosa che riesco a pensare mentre mi volto a guardare la porta di casa che va in pezzi da un momento all’altro è:

Che palle, chissà quanto mi costerà ricomprarla…


Sono due, forse tre. E’ difficile capirlo, si muovono a velocità talmente folle che vedo solo una specie di danza di ombre.
Una scarica di vento mi graffia la faccia.
Vento tagliente.
Riconosco quelle uniformi rosse.

I Diavoli del Tempo.

Qui mi sa che è necessaria una noiosa spiegazione:

 Quando vieni messo al mondo, sei provvisto di una specie di robaccia inodore, insapore e invisibile che chiamano anima. Tutti si impappinano ogni volta che cercano di spiegare cosa sia di preciso un’ ‘anima’ , ma l’unica cosa certa è che i diavoli ne sono ghiottissimi.

Credo che Dio riesca a tenerli buoni proprio grazie al fatto di poter andare ogni tanto a caccia di anime… e se vi chiedete perché faccia così si vede che non siete mai stati all’Inferno.
Tutta quella massa di incubi mostriciattoli e demoni (che poi alla fine non sono altro che divinità degradate, decadute, fallite insomma…) ha bisogno di qualcosa da fare, dato che i dannati da torturare non bastano mica.

Se poi aggiungi a questo che i demoni più giovani sono ribelli ancor più dei loro padri, anzi ribelli al quadrato, sia contro Dio che contro i genitori, non è difficile immaginare che prima o poi si possano essere organizzati in bande di teppisti dedite alla caccia e compravendita di anime usate.
Secondo la vecchia scuola, il diavolo appariva sulla terra e stringeva un accordo con l’umano di turno, il quale dava in cambio la sua anima.
Per arginare il teppismo demoniaco giovanile all’Inferno, Satana  e l’arcangelo Michele hanno emanato congiuntamente un editto secondo il quale era possibile impadronirsi dell’anima di coloro i quali sprecavano il tempo della vita mortale che gli era stato concesso.
Di solito sceglievano i più sfigati, i depressi cronici, i pusillanime… gente a cui notoriamente nessuno dava molta retta.

I Diavoli del Tempo, appunto.


Mesi fa passai un gran brutto periodo… siccome al Liceo mi intendevo un po’ di magia nera, venni a sapere del fattaccio da un certo Azazelo, demone minore da cui io e i miei amici compravamo nettare e ambrosia per le nostre festicciole private.
Per premunirmi dai Diavoli, dato che conservo comunque una certa dignità e non mi piace  vedere la mia anima come giocattolo in mano a divinità decadute erotomani ( piuttosto mi faccio scoppiare il fegato, Per Diana! ), mi ero barricato in casa con i miei ricordi, cercando di tenere lontani i Diavoli con un Incantesimo Nostalgico.

” Tu non sei reale, vero Wendy? “

Resto immobile davanti a lei, mentre i Diavoli mi distruggono la casa a velocità supersonica.
Presto il vortice tagliente avvolgerà anche noi due

” Jack… no… io sono un costrutto artificiale creato dai tuoi ricordi  attorno alla tua casa, per difenderti.

Sono la tua Beatrice, meno reale come figura femminile di quanto non potesse esserlo la protettrice di Dante Alighieri. Jack, non puoi combattere i Diavoli.
Nemmeno io ce l’ho fatta Jack.
I tuoi ricordi mi hanno resa troppo reale, troppo tangibile. E questo mi ha resa debole.
E’ passato un anno ma senti ancora il mio odore, il mio sapore, hai ancora voglia di toccarmi.
Questo ha reso il mio ricordo sempre più concreto e sempre più debole l’incantesimo.
Ecco il favore di cui ti parlavo.. Ecco perché li ho portati qui, Jack…puoi darmi la mano, potremmo andare in Paradiso… potresti vivere per sempre lì, con me, nel modo in cui mi ricordavi…”

Mi mordo le labbra. Alla fine è sempre colpa mia. Mi comporto sempre come un moscio, debole, bambino.

” Wendy, c’è una cosa che queste zanzare a ultravelocità non sanno di me “

Faccio una  studiatissima pausa drammatica, visto che non ho avuto molte occasioni in questa storia per fare il figo, poi mi asciugo il sangue dalla guancia stile bruce-lee .

” Io sono più stronzo di Satana ” .

Tutto questo casino in giro per casa ha risvegliato dal sonno i miei Fiori d’Acciaio. Li ho creati durante un sogno ma  poi ho dimenticato come farli morire quando mi sono svegliato.
Rappresentano un monumento al mio marciume, alla mia debolezza. Rappresentano soprattutto quanto io sia affezionato e disposto a curare ogni singola parte del mio ego deviato.
Ora sono sveglie  e incazzate.

Radici d’acciaio si aggrovigliano intorno ai lampi di luce rossa rallentandoli, mettendo in mostra le carni, il sangue violaceo, le urla.
I Diavoli scompaiono, fatti a pezzi dai petali e risucchiati nel vaso di catrame.
Resta solo da capire chi pagherà i danni.
Ma poco importa, ormai. Abbraccio Wendy, prima che scompaia.
” Adesso lasciami libera …”
” Questo non te lo garantisco. Questo inverno le notti saranno parecchio lunghe ” .
” Dimmi che mi vuoi bene Jack, gridalo forte… “

” TI VOGLIO FOTTUTAMENTE BENE DANNAZIONE E NON TI DIMENTICHERO’ MAI! 

” Ora  che ti guardo, capisco perfettamente perché sono stata creata…

…ma è lo stesso molto triste, Jack.

Buonanotte “.

Avverto una specie di momento bianco dentro la testa, come se qualcuno stesse cancellando qualche fotogramma.

Poi i sogni, gli incubi e tutto quanto spariscono dalla mia vista.
Scompaiono anche i cocci.

Restano solo i Fiori d’ Acciaio, collassati per  via della pennichella digestiva.

Ciò mi ricorda che è finito l’antiparassitario e  che a mezzogiorno la bottega chiude, quindi sarà meglio affrettarsi.

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