L’ immagine qui sopra  è © copyright degli aventi diritto e riprodotta solo a scopo di recensione.

Quando (sigh, sono ormai passati quasi due anni!) uscì nelle sale ‘Old Boy’ di PArk-Chan Wook, l’impatto che ebbe questa pellicola sul mio immaginario fu folgorante.  La coraggiosa ed esemplare casa editrice Coconino Press, che ha avuto il merito di portare in Italia manga assolutamente bizzarri e anticonvenzionali (ad esempio è grazie a lei se conosco un genio come Suehiro Maruo) ha da poco editato il manga  originale da cui è tratta la storia di ‘Old Boy’, di Tsuchiya Garon e Minegishi Nobuaki. Finora non sembra nulla di eccezionale rispetto alle atmosfere visionarie del fim, ma riesce comunque ad essere godibile, anche se amplia parecchio la vicenda e arricchisce di particolari le vicissitudini dei protagonisti (ad esempio qui il protagonista ha uno struggente incontro con la donna che lo credeva morto e che si è risposata).

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Ottima partenza per la saga ‘The Other’ sul quindicinale dell’Uomo Ragno, che segna anche il ritorno di Peter David(almeno per quanto riguarda il ‘primo atto’ di questa saga in quattro atti, uno per ognuna delle quattro testate americane dedicate al ragnetto).  Battute simpatiche e un paio di riflessioni sulla vita di Peter, messe in bocca a MJ, che riescono ad essere originali e brillanti in un colpo solo, grazie ai quali ‘PAD’ si riconferma uno dei migliori scrittori della vecchia guardia.
E se Peter rischiasse la vita costantemente perché vuole espiare la morte dello zio Ben, di
Gwen Stacy( e di tanti altri amici persi negli anni  affrontando di volta in volta imprese sempre più rischiose allo scopo di rimanere ucciso, presto o tardi?
Una donna, per quanto forte come MJ, può restare accanto a un uomo che in realtà, nel profondo del suo inconscio, desidera solo morire?

La coppia non avrà il tempo di rifletterci sopra, dato che Peter è costretto a comunicare alla sua amata una tremenda e inaspettata notizia…

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Thomas Ott, ‘Cinema Panopticum’Ott  è un autore dal tratto originale e graffiante, perfetto per illustrare atmosfere grottesche e disturbanti. In quest’opera ‘muta’  veniamo dapprima introdotti in un  racconto-cornice, in cui una bambina, girovagando per un luna park alla ricerca di un passatempo economico, si imbatte in cinque misteriose teche, dal cui foro esterno, dopo aver inserito una monetina, è possibile osservare cinque diverse storie dalle atmosfere di volta in volta più claustrofobiche e inquietanti… fino all’orrore supremo e insostenibile. L’idea è semplice e geniale, il meccanismo narrativo evocato dallo storytelling perfetto come un’orologio svizzero nonostate l’assenza di balloon, ci fa scivolare in una sorta di ‘prigione’, dentro la quale proviamo sia il desiderio di osservare che la paura di essere, a nostra volta, osservati da un qualche Dio sadico.

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La Bambina Filosofica, di Vanna Vinci. Questa dolcissima e tenera creaturina commenta la vita, l’universo e tutto quanto, acida come lo yogurt e pungente come un ago. Ha un caratteraccio peggiore di Mafalda, i Peanuts se li mangia a colazione, e riesce ad essere più solitaria e misantropa di Calvin (ha anche lei un animaletto di pezza, che però sta zitto per paura di contraddirla^^). Non guardate me, non sono io il padre.

Frasi come:

" C’è gente che fa meditazione, altri fanno yoga, io ritrovo me stessa in un’osteria! "

Oppure:

" Hanno scoperto la mappa del genoma umano… ma che si facciano i cazzi loro! "Sono ormai entrate nel mito.
 
Ah, dimenticavo. Tutta stà roba la trovate anche nel Catalogo Biblioteca Sala Borsa

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3 thoughts on “

  1. FiocoTram

    Tutte le donne dovrebbero guardare ‘Sympathy for lady vengeance’ e cercare di diventare adorabili come la protagonista, il nuovo modello femminile coi controcoglioni, secondo per importanza solo a Sophia Loren.
    Accattativillo…

  2. FiocoTram

    Park Chan-Wok, ora e per sempre PArk Chan-Wolk!

    Quell’uomo è un genio, speriamo che Hollywood non lo fagociti.

    L’unico motivo per guardare’Three Extremes’ è che c’è anche l’episodio girato da lui.

  3. EllieJeanGrey

    Oldboy, Memories of murder, Save the green planet… Tutti pugni allo stomaco e testa sottosopra per giorni dopo averli visti (in originale però, non mi azzarderei mai a vederli doppiati!)
    La Corea del Sud attualmente è la patria di tutti i film belli che vedo – anche perché l’occidente ci sta regalando vere perle al negativo 😀

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