Si sta come d’autunno sugli alberi le sogliole

Da tempo, rintanato nel mio giaciglio, attendevo con ansia bruciante questo momento. Stamane, affacciandomi alla finestra, ho visto i primi cumuli di nebbia umida  che facevano capolino, condensandosi piano piano sui vetri. La gente, per strada, ha ripreso a borbottare persa nei suoi pensieri, gli automobilisti sono di nuovo tornati ad essere maleducati, e i bambini non sorridono più. Si mettono in fila  davanti all’entrata della scuola ordinatamente, senza far baccano, e guai a chi rompe il cazzo alla maestra, ché quest’anno ha una strana luce negli occhi, gioca sempre a tagliuzzarsi i pollici con il coltellino svizzero e come se non bastasse si lecca  pure le goccioline di sangue, sorridendo in modo molto cattolico.

 I signori della buona società spiegano le ampie ali delle giacche sdrucite e seguono le rondini, in volo per la consueta migrazione stagionale verso i paesi caldi. I sensi di colpa vengono affumicati dal vapore profumato delle bevande calde e messi da parte per l’inverno.

Al riparo nella mia magione, coccolato dai piccoli lussi che non fatto nulla per meritare,  osservo la Piccola Fiammiferaia cieca e malata, in piedi da circa due ore prima che mi svegliassi,  che piange disperata perché un passante, passando distratto, l’ha spintonata, facendole perdere la piccola armonica a bocca con cui  allietava le interminabili ore di miseria in cui la piccola tenta di sopravvivere vendendo senza successo i suoi  zolfanelli  umidicci nell’era dello zippo e dello spreco petrolifero consensuale. Benevolo come una divinità distratta, le lancio la prima cosa che trovo in tasca. Una lametta.

La bimba la raccoglie, ringraziandomi con un sorriso, e se la mette tra le labbra, provando a suonarla. Il suo sorriso si allarga sempre di più, sempre di più .****

Preoccupato. mi  sono messo a valutare mentalmente lo spessore delle nubi, scrutando il cielo, ma il mio volto si è subito rasserenato: nessuna traccia di sole.  Ho ripreso con gioia il mio cappottone, ripulendolo dai pelucchi, e mi sono precipitato per strada, senza farmi la barba. Prima di infilare il mio piccolo ombrello nelle capaci tasche del cappotto, l’ho carezzato come se salutassi un vecchio e caro amico.

Bentornata, stagione fredda!

 

(*** Nota: la storia della bambina che muore di freddo e della lametta non è mia, l’ho rubata da una battuta di Groucho,  su ‘Dylan Dog)

Annunci

5 thoughts on “Si sta come d’autunno sugli alberi le sogliole

  1. scraffy

    Della stagione fredda mi piacciono le coperte a strati, il cappotto alla Willy Wonka (tanto gli stivali trovo il modo di usarli anche d’estate) e le tisane alla cannella, in altre parole, tutte le cose che mi portano calore.
    Ogni tanto anche il cielo grigio e la pioggia, ma solo se sono incazzata.

  2. FiocoTram

    E’ bello passeggiare nei giardinetti vicino casa, avvolto nel solito cappottone, passare davanti all’Asilo Nido e fare un sorriso alla Jack Nicholson di ‘Shining’ agli incauti marmocchi che, vedendomi, scappano a nascondersi nella casona di plastica.

  3. systemofadown87

    Qui tarda l’arrivo dell’atteso freddo.
    Ogni uscita di casa ormai prevede l’apertura di un armadio bollente, dati i cappotti appesantiti dal caldo che ancora persiste.
    Ma la chiusura immediata di esso, mi riporta alla realtà. Niente. Ancora niente. Aspetto…con la certezza che arriverà l’adoratissima Stagione Fredda.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...