Caldi respiri soffiano spazzando via il deserto, una tranquillità notturna fatta di pochi pianeti, schierati attorno l’orbita del sole, nel silenzio cosmico, nella scacchiera di stelle.

Dovrei coltivare il silenzio, invece di perdermi in questi pensieri, se li lascio fiorire sommergono tutto. La testa diventa pesante, perché rispondere a un sorriso quando posso osservare nel vetro le tenebre dei miei occhi, due luci che scintillano piano, l’unica promessa di questo inverno.

Eppure, rispondo, incurante delle promesse. Non c’è abbastanza freddo per abbandonare il presente.

Prendi questo sorriso, sconosciuto, fratello, amico, e vai in pace. 

 Ribelle contro una prigione che vedo solo io, dalla finestra mi nutro della tua luce lontana.

Il mondo parla con la tua voce, mi confonde piacevolmente.

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