Mi diverte la distanza tra noi due, il tuo modo di riempire spazio con sguardi e parole. Mi piace quando togli dai tuoi vestiti il grigio di questa città dipinta male, e ti fai coccolare dagli oggetti speciali che fioriscono dal tuo disordine. E tutto è ancora indefinito, non si avverte ancora l’amaro. La parte bella della vita è piena di cose che non hanno senso, di momenti dolci, in cui affondare i denti e bagnare la lingua, più a lungo che si può. L’ho scritto in un sogno, poi l’ho dimenticato. Quando me ne sono accorto il mio viso si è fatto scuro.  Il sogno, vedendomi in quello stato, si è avvicinato, abbracciandomi. Non nel modo che volevo, ma ho stretto forte.

Mi sono svegliato e la Vita era lì, chiedendomi dove diavolo si erano cacciati i calzini. Non mi sembrò una cosa così importante, quindi la lasciai gridare per un po’. Quando però  mi decisi ad alzarmi dal letto i miei piedi, posandosi sul pavimento, gelarono all’istante.

 

Nel giardino privato che fiorisce anche d’inverno, più in là, dietro le tue spalle, dietro le tue sicurezze impastate con argilla ma seccate e indurite rapidamente al sole,  non perdoni nessuno. Non esiste ma sa di aria salata, e zucchero che pizzica le narici, e pioggia, e cioccolato, il tutto abbastanza diluito e impastato di concretezze per metterlo nel forno e farlo gonfiare. Non perdoni nessuno se ti ha reso più importante del suo stesso riflesso, nello specchio che invece perdona, se sorridi, ma è un sorriso solitario.

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La solitudine è un’arma, se la punti dal lato giusto, e fa molto male.

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Dovrei andare oltre la barriera del suono e della parola, meravigliosamente incosciente, fregandomene di qualsiasi opposizione logica ai miei sogni. Avrei la forza di gridare ai miei nemici invisibili quanto cazzo me ne strafotto delle mille pungenti difficoltà disseminate attorno al fossato che circonda il castello delle favole.Quanto invidio chi ci crede.

Ma non ho mai avuto le ali, i miei angeli si chiamano avvoltoi, portano in cielo brandelli di carne che non gli servirebbero per puro spregio, condannandomi giù a cercare un falso conforto nei colori del cielo mattutino, a cui nessuno presta attenzione.

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2 thoughts on “

  1. scraffy

    I tuoi angeli non sono avvoltoi, al massimo cornacchie. Il tuo angelo sei tu.
    E non dimenticare che sei anche Dio, abbi fede… in te stesso.

    In solitudine,
    Scraffy

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