Dreams of the nursery: due ragazze

Due sogni freschi freschi…

Nel primo io e alcuni amici siamo in giro di notte, e incontriamo un gruppo di conoscenti che non si vedevano da tempo. Baci, abbracci, risate e un’invito per il giorno dopo nella loro casetta, situata in un paesino di campagna. Non appena arriviamo mi lasciano da solo nella casetta, per andare tutti insieme a comprare da mangiare.

 A un certo punto ricevo una telefonata da un numero sconosciuto, e quando rispondo riattacca subito. Poco dopo, in casa arriva una ragazzina che dice di essere stata invitata anche lei dai nostri amici comuni,  ma che non conosco. Mentre aspettiamo gli altri, mi propone di fare un giro per il paese. Alle vetrine  dei negozietti che incontriamo vendono solo  vassoi con dentro cannelloni al ragù di svariate misure, che pare siano la specialità locale. La ragazza mi prende a braccetto, flirta apertamente con me ma io sono imbarazzato. Incontriamo anche il suo ex ragazzo, che appare risentito dal vederci insieme, nonostante io cerchi di far capire coi miei gesti che non siamo intimi.

Poi,  mentre camminiamo, la perdo. Rientro in casa  verso sera, spaventato, convinto che si sia cacciata in qualche guaio, e che siccome sono l’unico ad averla vista daranno la colpa a me, e mi accuseranno di averla uccisa. Vado in bagno e vedo il water intasato, con un biglietto firmato da quella ragazza che si scusa confessando di essere stata lei a intasarlo. Capisco quindi che in qualche modo è rientrata prima di me, e sono sollevato. Faccio il giro della casa, e noto dalle porte socchiuse che gli amici sono tutti a dormire, e che hanno occupato tutti i letti non lasciandomene nemmeno uno. In ogni letto è sistemata una coppia, formata da maschio e femmina, che dormono profondamente e non si accorgono di me.

Nel secondo sogno sono in Sala Borsa, ed ho in mano un pacchetto con regali appena comprati, a cui tengo molto.

Mentre giro per la  libreria, incontro un amico e iniziamo a parlare. Poco dopo, una ragazza inizia a guardarmi, poi si avvicina, salutandomi. Io non la riconosco. Dice di chiamarsi Rowena, che mi conosce e che è impossibile che non mi ricordi di lei. La misteriosa telefonata ricevuta dal numero anonimo nel sogno precedente era sua.

 E’ bellissima, e il mio amico la invita con noi a un tavolino, che inizia a riempirsi di altri amici e conoscenti, un’intera tavolata che ride e scherza. Io finisco proprio di fronte a Rowena, che mi fissa insistente e sorridente. Ha le labbra  leggermente rosa, gli occhi  luccicanti, e i riccioli lunghi e biondi. Gli occhi luccicano così tanto da renderla quasi diafana, irreale. Io cerco di dirle che proprio non mi ricordo di lei, e le chiedo di aiutarmi a fare mente locale sul dove e sul quando l’ho conosciuta. Lei sorride, e mi risponde che ci siamo incontrati la prima volta nel 1700. A quel punto inizio a provare un po’ di paura. Mi rendo conto che probabilmente ho a che fare con una pazza. Eppure, tento di tranquillizzarla, mentre i miei amici parlano, chiaccherano, e ci isolano entrambi costringendoci a guardarci negli occhi e a parlare assieme.

 A un certo punto le faccio capire che non credo a una parola di ciò che dice. Lei si alza di scatto e corre via. La inseguo. Quando riesco a raggiungerla, la blocco nel mio abbraccio, cerco di guardarla in modo convincente e le dico che ha ragione, che mi ricordo ogni cosa, e che sono stato stupido a scordarmi di tutto. Ma non è affatto vero, lo dico solo per farla felice. Poi le dico che dobbiamo tornare al tavolo senza dare nell’occhio, perché io devo recuperare il mio pacchetto a cui tengo tanto, e poi allontanarci con una scusa. Dopodiché, passeremo insieme il pomeriggio. Lei è contentissima e mi asseconda, ma io mi sento un po’ un pezzo di merda che si sta approfittando di una pazzoide. La guardo ancora e mi sembra simile al personaggio di un fumetto, anzi, mi sembra proprio la protagonista di una storia che non ricordavo, ma che sicuramente avevo  letto da qualche parte. Mi convinco quindi che un personaggio femminile irreale e nato dalla fantasia ha bisogno, per sopravvivere, che qualcuno creda alla sua esistenza, per quanto improbabile possa essere. Creandomi questa contorta motivazione, mi sento meno in colpa, anche se dentro di me capisco perfettamente che voglio solo trascorrere del tempo con una bella ragazza senza farmi sfuggire l’occasione. Recuperiamo il pacco e passiamo il pomeriggio insieme.

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