Preferisco ricordarti…

… dopotutto. Preferisco ricordare anche te. Il momento in cui la mia pelle, e il mio cuore, sono riuscite a battere allo stesso ritmo. Era questo, l’insegnamento che dovrei trarre? Ridurti a un insegnamento, a una massima, ridurre uno o due giorni in un file di testo, mi sa di allontanamento. E ci siamo già allontanati abbastanza. Purtroppo, per fortuna. L’importante è che ci sia, da qualche parte, una fortuna. E’ questa l’unica cosa che mi fa sorridere. L’entusiasmo di quei progetti strampalati, e io che, in teoria, dovevo stare attento, non lasciarmi sommergere, non lasciarti sbagliare.Non lasciarmi, non lasciarti. Nessuna rabbia, nei posti in cui non esistono contratti. E anche l’affetto a volte diventa un contratto. Tra te, me, e quello che non abbiamo mai avuto. Quello che cercavamo, e che forse non bastava né per l’uno, né per l’altro. Preferisco ricordarti sul tuo letto, con un sorriso sonnacchioso, in quella foto che mi mandasti e che preferisco non avere più. Mi ricordavi quando da piccolo credevo di poter toccare e abbracciare la luce. Ora so che non è possibile, ma era tanto bello pensarlo. Non so se, come, e quando crescerò, però sono stato abbastanza saggio da dirti che saresti comunque riuscita a trovare briciole di felicità. Con o senza di me. E’ successo tutto troppo in fretta. Troppo in fretta è andato via. Preferisco ricordarlo. Non so se era amore, ma riscalda. Come te. Ogni donna porta con sé mille e una canzone. Le silenziose parole di tutti quelli che hanno sospirato, nella notte, cercandole. Ogni donna ha mille amanti, che devono soccombere, per far posto a colui che saprà spogliarla davvero. A ognuno di noi, prima di andar via, è dato solo di far cadere uno strato del vestito. Il resto non è amore, ma diventa arte. L’energia non si distruggerà mai, da qualche parte dovrà comunque andare. Carezze invisibili che non andranno perdute. Si trasformeranno nelle giornate dorate in cui passeggerai felice, nei doni che riceverai senza aspettarli, in tutte quelle cose dolci e inattese che rendono sopportabile la vita. L’unica amarezza è dover sentire in petto questo calore, e trattenerlo nei vestiti, come un abbraccio che cerca di sbarrare la strada a mille pensieri che nascono, chiusi nel vetro di un ricordo. Se continuo a viaggiare da solo, la strada che ho percorso mi conforta come un trofeo che ride della morte. Come un abbraccio che dice " … ovunque tu sia " .

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