Il rapporto della Squadra Speciale Antidroga

C’è una droga che tutti fumano senza preoccuparsi delle conseguenze. Si chiama felicità.La capacità di farla circolare nel sangue il più possibile dipende non solo dall’esperienza del fumatore, ma dalla sua capacità di espellere le preoccupazioni, per godere il più possibile del proprio ‘momento’ . Ma qui siamo comunque all’interno di una casistica poco preoccupante. Roba da ragazzini. Solitamente, anche la felicità più concentrata dura per un periodo limitato. Anzi, più si cresce, meno facilmente l’assuefazione  riesce ad avere la meglio. In codesto modo, l’organismo e la psiche preparano l’uomo a una fine indolore e rassegnata. I veri casi preoccupanti si riscontrano tra i consumatori di allucinogeni, ovvero chi pensa positivo. Il soggetto in questione riesce a prolungare la felicità tramite il distorcimento dei suoi stessi sensi. Procurandosi elaborate illusioni, reinterpreta a modo suo i fatti che accadono. Celebre il caso di Pollyanna Whittier, che nel 1924 fu violentata, derubata e sfigurata da un maniaco, riuscendo comunque a trovarci un ‘lato positivo’ dato che, a suo dire, il ladro si era portato via una borsa che non le piaceva, oltre al fatto che, sempre secondo lei, la  goffa benda  da pirata che fu costretta a indossare in seguito le stava da Dio.

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