San Valentino parte seconda

Morire investiti da un camion, mentre sei voltato a salutare una bella ragazza che ti ha regalato un sorriso. Questa meravigliosa immagine di stupidità e incoscienza, schiacciata sull’asfalto. Mi piacerebbe un sacco morire stupido. Restare nel ricordo di chi mi ha conosciuto come quel tipo di cui parlano tutte le barzellette, o le leggende urbane. Come qualcuno ucciso dalla propria voglia di credere e impegnarsi per una causa totalmente inutile. La gente visita la sua tomba, e scuote la testa, dicendo " Certo che è stato veramente un gran coglione a fare quello che ha fatto! "  " Sì però ti ricordi che sguardo felice e imbambolato aveva? Ancora oggi mi fa morir dal ridere!" " "Che cretino! Però mi manca tanto! " E invece, molto più prosaicamente, invecchierò piano piano, e forse mi arrenderò a Guccini. Ascolterò tutte le sue canzoni, persino quelle apertamente stronze come ‘Il Compleanno’ , e le troverò bellissime. Perderò ogni volontà di  sbagliare, perché sarò diventato troppo saggio,  e le mie ultime parole, farfugliate senza che nessuno riesca a capirci nulla, saranno:

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell’ energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato…

Ma siccome morirò farfugliando, riusciranno a capire solo : gfjfjgjjjfhgghg! ggjhghoooffofoojj! "

E non gli parrà il caso di scriverlo sull’epitaffio.

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6 thoughts on “San Valentino parte seconda

  1. simichan

    ops è vero..ho scritto “inventare” invece che “tentare”.
    forse perché sono una micia piena di fantasia, che preferisce osare e inventare piuttosto che tentare con le capacità già in essere ^+^”

  2. amartata

    una delle canzoni che preferisco di Guccini.
    d’altra parte lo vedi scrivo ancora canzoni e pago la mia casa pago le mi illusioni, fingo di aver capito che vivere è …
    che cazzo è vivere?
    cin

  3. simichan

    ma queste cose le sai perché siam tutti uguali e viviamo ogni giorno dei medesimi mali, perché siam tutti soli ed è nostro destino inventare goffi voli, d’azione o di parola, volando come vola il tacchino.

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