La Fata Ignorante

Buy

Margherita Buy si guardò allo specchio.

Passò il dito indice sopra la curva degli occhi, accennò un debole sorriso.   Il fascino della giovinezza s’era inabissato nelle cangianti maree di una consapevole bellezza adulta. Era  in forma e al culmine della fama. Voleva recitare, immergersi con tutta l’anima in  personaggi  vivi, pulsanti,  complessi, traboccanti di musica, poesia e magia. Voleva interpretare femme fatale dal fascino struggente, capaci di far girare la testa a mille uomini. Voleva danzare, carezzata dagli occhi di mille amanti, una Dea consacrata tra corolle di fiori impreziositi di rugiada. E perché no, cazzo.

Prese in mano il copione, e lo lesse. L’ennesimo ruolo di moglie frustrata, in una coppia in crisi. Si buttò sul letto a pancia in giù. Voleva piangere e sporcare di rimmel e fondotinta tutto il cuscino. Poi allungò di nuovo  la mano sui fogli…” Tanto per cambiare! E vediamo, chi  interpreterà mio marito? Sempre Silvio Orlando? O stavolta è  il versatile e bravo Stefano Accorsi? ”

Era Accorsi.  

Stefano Accorsi

“Ma come mai siamo in crisi? Mi tradisce, è impotente, oppure è gay? “

Questo non si capiva subito. Avrebbe dovuto leggersi metà copione. E sinceramente, non se la sentiva proprio.
” Basta. Basta con questa follia. L’avete voluto voi. Mi avete fatto incazzare ”

Aprì lo scrigno che era passato dalle mani di sua nonna a sua madre, e da sua madre a lei.

Le antiche rune scolpite sul lucchetto le rimandavano una luce argentata e sinistra.

Prese nel palmo della mano l’Unico Anello, l’artefatto incantato che l’ Oscuro Signore di Mordor  aveva   affidato alla sua Stirpe, dopo averlo salvato dal famelico mare di fuoco di un Vulcano antico come il mondo. Senza indugiare, lo infilò al dito, e  sentì il seducente e inevitabile nettare del Potere Supremo riempirle il cuore di sicurezza.

 

 

 

 

 

Per prima cosa, usò il potere per rendere suoi schiavi tutti gli ospiti e gli inservienti dell’albergo dove alloggiava.

Deformò i loro corpi per mezzo di complicati incantesimi,  ricavandone un esercito di obbedienti e repellenti Orchi.

Infine, decise di muovere guerra a Cinecittà e a Roma tutta.

Nessuno le avrebbe mai più chiesto di farsi truccare come una cinquantenne alcolizzata.

Nessuno l’avrebbe mai più coinvolta in qualche deprimente pellicola frutto della ‘nuova promessa del cinema italiano’ di turno.

E soprattutto, non avrebbe più dovuto recitare fingendo di essere la moglie di Silvio Orlando, o del versatile e bravo Stefano Accorsi.

 

Per primo convocò Orlando.

 

Silvio Orlando

Lo guardò come si guarda una pozzanghera prima di doverci passare per forza, poi lo baciò.

In un turbinio di fumo e scintille, il corpo sgraziato dell’attore fu sostituito dai muscoli guizzanti e dall’ambiguua calzamaglia di  un aitante principe, completo di  caschetto biondo e mantello azzurro. Costui decise di partire subito,  alla ricerca del suo Regno Perduto,  e quindi aveva bisogno di un cavallo.

Senza pensarci due volte, convocò Stefano Accorsi,  e con un semplice gesto lo trasformò in un  versatile e bravo cavallo bianco, che sulle chiappe aveva tatuato il marchio della Scuola di Teatro di Bologna. “Il miglior ruolo mai interpretato da Accorsi ” avrebbe raccontato al telefono, sghignazzando assieme alla sua amica Giovanna la strega del Mezzogiorno. 

Si  sistemò sul Colle più alto, libera dalle antiche vesti,  nuda e splendente come la più terribile delle Dee, con indosso soltanto una collana fatta dei teschi di tutti i registi con cui aveva lavorato. E tutti venivano ad adorarla e pregarla, disperandosi e strisciando ai suoi piedi.

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3 thoughts on “La Fata Ignorante

  1. FiocoTram

    Fiocotram: dove la vita reale e il sogno si incontrano, si scontrano, si inturciniano, poi fanno all’amore e infine l’indomani decidono di cancellare i rispettivi numeri di cellulare!

  2. Flounder

    mi ha fatto troppo ridere il fatto dell’anello, in ricodo di un capodanno di tanti tantissimi anni fa, in cui ero in un posto surreale, atroce, e c’era anche lei in questo gruppo anomalo e per tutta la sera fabbricò un anello con la stagnola delle sigarette.
    poi sbottò in una crisi isterica e ce ne dovemmo andare

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