Attenzione rischio SPOILER

Quando lessi le anticipazioni su internet, ero molto preoccupato per questo film. Troppa carne al fuoco, troppi supercriminali. Invece sono rimasto stupito da come funziona bene la trama.
La scelta vincente è stata quella di concludere le storylines aperte nei primi due film, concentrandosi su due temi: amicizia e amore.
Harry e MJ , o meglio, l’Harry e MJ del FILM, sono due personaggi evolutisi nella trilogia in modo coerente, capaci di interagire con Peter e di determinarne i comportamenti.
Attraverso questi due personaggi, inserendo Venom e l’Uomo Sabbia ( NON mi aspettavo un’interpretazione così convincente… complimenti, ancora complimenti all’attore) si è fatto leva sul lato oscuro del Parker cinematografico, un personaggio che ha parecchio a che spartire con quello dei fumetti, ma che nelle mani di Toby Maguire assume una sua autonomia.
Venom e l’Uomo Sabbia rappresentano l’animo contraddittorio del giovane nerd che tutti hanno compatito ed amato nel primo film.

E’ per questo che ognuno dei due è indispensabile come antagonista: l’uno per mostrarci la caduta dell’uomo in preda alla rabbia, l’altro, nella persona del rivale fotografo stronzetto, ci mostra la versione distorta di tutta la presunzione e l’arrivismo che costituiscono il lato negativo dello stesso Parker. Goblin/Harry poi è il vero antagonista del film, l’unico che riesce davvero a far capire a Peter la gravità dei suoi errori.
Parker è di fatto uno stronzetto, talmente concentrato su di sé e sui suoi problemi da non notare la gente che gli sta attorno e gli vuole bene.
Nel momento in cui MJ ( bravissimo il modo in cui la Dunst descrive l’incertezza della MJ attrice, che nella prima parte, quando recita nel musical, fa oggettivamente schifo, mentre nella scena finale canta in modo gradevole) cerca in lui un amante maturo, capace di consolarla e darle sostegno, trova un bamboccio gongolante per le attenzioni del grande pubblico.

E’ Maguire/Peter a determinare la maggior parte dei problemi e delle prove che deve affrontare nel film, abbandonandosi in modo davvero contraddittorio al suo lato oscuro ( proprio lui che afferma" è sempre possibile fare una scelta, blablabla").
La cosa divertente è che sono proprio Harry e l’Uomo Sabbia a dare a Peter una grande lezione ( schiaffo) morale, l’uno superando i suoi demoni e diventando una persona migliore che si sacrifica per la donna che ama, l’altro mostrandogli l’inutilità della violenza e della vendetta, interpretando magnificamente la parte dell’involontario carnefice che è a sua volta vittima.
A posteriori, persino la rabbia di Peter contro il ladro che uccise zio Ban diventa furia incontrollata e senza alcuna giustificazione.

Nella scena col  balletto con Gwen ( che incredibilmente, in quella scena è tutto, fuorché un’ochetta, dato che con MJ si comporta stupendamente, scusandosi con lei e dando l’ennesimo schiaffo morale a Peter) viene espresso meglio ciò che intendo dire.
Quella scena è volutamente grottesca, volutamente caricata, ma non viene girata per far fare a Peter una figura da attore brillante. Viene girata per ridicolizzarlo.
E’ un po’ come gli atti grotteschi di cui si renderebbe capace un ubriaco. Fanno pena, non fanno ridere.
Insomma, Raimi tenta di ridicolizzare VOLUTAMENTE Peter.Gli stessi spettatori provano vergogna per lui, e così deve essere.
Onestamente, non l’ho trovata una scena malvagia.
Riguardo alle scene in cui Peter si sistema il ciuffo e gira per la città stile Bart Simpson " E’ il momento di pavoneggiarsi"  … avete notato che i passanti, guardando la sua camminata, sono schifati?
Anche questo fa parte della " caduta" del personaggio.
Ora, noi sappiamo che Peter è un nerd. Come molti nerd, ha avuto da giovane profonde difficoltà comunicative, e forse soffre anche di una lieve forma di Sindrome di Asperger.
La discesa di Peter nel lato oscuro vista nel film mi sembra una sorta di ripresa delle caratteristiche da nerd che era riuscito faticosamente ad abbandonare nei primi due film: infatti scivolare nel lato oscuro significa abbracciare ancora di più i propri difetti, anzi, significa estremizzarli pensando di far bene.
Col costume nero, Peter torna a essere un nerd con difficoltà di comunicazione verso l’esterno, solo che a differenza del primo film, è CONVINTO di essere figo.

E secondo me, alla fine, Peter e MJ NON resteranno insieme.
L’abbraccio finale è quello tra due sopravvissuti che ne hanno passate di cotte e di crude, non tra due amanti.

Scena migliore del film, la morte di Harry, speculare a quella ideata dal fumetto grazie a De Matteis. Goblin: il finale è pieno di azione e velocità, ma non giudicherei " repentina " la conversione di Harry,.C’è prima di tutto un confronto abbastanza acceso con Peter, il quale, invece di far infuriare Harry, gli fa probabilmente percepire una sorta di rigetto, rifiuto della violenza. Harry viene ritratto come il figlio sensibile del determinato Norman Osborn, e dentro di se è soltanto un cucciolo spaventato. Le parole di Peter, sebbene dettate dalla voglia di far male, gli fanno capire che in effetti aveva ragione. Il padre non l’ha MAI amato come voleva.
Questo in qualche modo attenua la rabbia di Harry, che finora ha agito come aveva agito per puro rispetto alla memoria di un genitore di cui conservava un’immagine troppo idealizzata. Ma nonostante ciò la tensione con Peter è ancora abbastanza accesa ( e te credo, lo ha pure sfigurato! XD)… infatti quando gli chiede aiuto lo manda giustamente affanculo.
Solo che poi arriva il maggiordomo, gli svela i veri retroscena della morte del padre ( retroscena che Harry probabilmente sapeva GIA’ ma NON accettava… andiamo, avranno fatto un’autopsia al papino, no?) e finalmente trova la forza per reagire.
Insomma, mica tutti gli Osborn devono essere nevrotici incalliti che non sono disposti a ragionare! Stiamo parlando di un uomo che dovrebbe mandare a quel paese gli amici con cui è cresciuto in nome dei suoi scatti di rabbia?
La sua non è una " conversione" venuta fuori dal nulla, ma l’entrata in scena eroica per salvare la ragazza che dopotutto ama. Mi pare abbastanza coerente!

Sull’uomo sabbia: per tutto il film ( e anche nelle azioni che spiega a Peter circa l’omicidio di Ben Parker) agisce come un animale in gabbia, un bambino impaurito.
La rabbia e la paura  di chi è costantemente braccato guida la sua determinazione nell’eliminare l’elemento di disturbo, il Ragno, così come in passato, preso dalla paura, premette inavvertitamente il grilletto.
Non domandiamoci troppo le motivazioni di un personaggio che agisce come il classico  fuggiasco impaurito, con reazioni istintive, non determinate dalla logica.
La trilogia di Spider-man merita un otto pieno, per due motivi:

1) Aderenza al fumetto senza COPIARE il fumetto. Gente come Mark Steven Johnson, attenta alle citazioni ma capace di banalizzare i personaggi, non capisce che bisogna prendere spunto dalla storia cartacea, e concentrare sulla bravura degli attori lo sforzo per cogliere l’essenza dei personaggi, senza doverli seguire pedissequamente.
L’uomo sabbia, il Peter di Maguire, la MJ della Dunst, sono un po’ divers
i da quelli del fumetto, ma ne rispettano l’essenza e riescono, facendo evolvere le premesse dipanate durante la trama di tre film, a svilupparli in modo coerente ma anche molto personale.

2) Spettacolo e azione ( le sequenze dei combattimenti, specie la battle royale di fine film , non hanno nulla da eccepire in quanto a dosi di dramma e azione) che però nasconde un secondo livello fatto di stati d’animo e relazioni interpersonali sviluppate in modo semplice, ma commovente.
I problemi di Peter, i motivi per cui conquista e perde MJ, sono i problemi dell’uomo comune. E questo avvicina l’interpretazione di Maguire al Peter del fumetto, chi se ne importa se non sono uguali.

Il Ragno dei tre film è  leggermente diverso da quello cartaceo:  una figura idolatrata dalla gente comune, che si è " fatta una carriera" come giustiziere, salvando gente a destra e a manca, pure in questo…
E devi ammettere che nella vita reale, e nello star.system, c’è gente che viene divinizzata per molto meno! Anzi, lo spidey idolo della folla forse è decisamente più realistico del ‘pericolo o minaccia’ degli anni settanta ( che comunque vive in un mondo in cui gli eroi istituzionali sono altri, e alcuni non portano nemmeno la maschera, come i F.Q. … poi l’UR dei fumetti è sempre stato legato a omicidi di cui noi non sappiamo nulla , ma che per la gente comune possono essere visti in ben altro modo… per cui direi che sono solo le inevitabili differenze fumetto-film
E poi nello scontro finale c’è di mezzo pure la stampa, che con robe del genere ci va a nozze… è ovvio che un eroe completamente " gratis" come Spidey venga usato per vendere giornali, non vuole nemmeno i diritti d’autore!
A cinecittà radunano centinaia di persone soltanto quando esce dal bunker uno dei tamarri del grande fratello, figuriamoci per Spidey ! Quindi non stupiamoci troppo …
Semmai è il mondo dello spettacolo ad essere semplicistico .

La componente umoristica è comunque ben rappresentata da JJJ , dall’inevitabile cameo di Bruce Campbell, molto più divertente di quello dei primi due film, e giocato in modo carino, con la mimica gestuale del maitre con accento francese, e dei camerieri, dalla famiglia rumena ( due componenti grandiose aggiunta da Raimi, che meritano un altro applauso ) .

Uniche tre pecche ( secondo me):

1)il costume arriva un po’ troppo dal nulla, in maniera troppo casuale. Nel quadro della metafora " lotta contro il lato oscuro " può anche andare bene, ma è pur sempre un po’ frettolosa.
2)La Gwen del film è davvero un po’ troppo oca ( anche per colpa della doppiatrice italiana ) , ma purtroppo il ruolo cucito per lei nel film è quello:( si salva solo nella scena che ho citato sopra, in cui il personaggio dimostra comunque un’utilità nella trama, come elemento provocatore).

3)Stan Lee.
Quando è arrivato il suo cameo, la tendenza di mandarlo a quel paese dopo la frase iper-retorica che lancia a Peter comparendo dal nulla è grande .
Un’apparizione un po’ troppo forzata, anche per uno che può vantarsi di essere il creatore del personaggio.

Annunci

7 thoughts on “

  1. FiocoTram

    No, no, non fai la rompina, anzi, hai ragione O_O
    Ormai è troppo tardi, ma l’avviso di spoiler lo metto lo stesso.
    Ti svelo subito una cosa, anzi la svelo a tutti: leggo il fumetto praticamente da quando ho imparato a camminare, ma venom non mi è mai piaciuto come nemico. Troppo legato a una concezione anni Novanta, troppo mostruoso, fantascientifico, spettacolare, per essere un degno avversario dell’urbano Spider-man. Ma queste sono considerazioni personali.
    Ciò non toglie che hai ragione, il personaggio in sé ha delle potenzialità che prescindono dal mio apprezzamento, forse usato meglio al cinema avrebbe davvero fatto faville.
    Ma il modo in cui l’hanno fatto incastrare nella vicenda non mi è dispiaciuto.
    Comunque secondo me Peter viene compatito come si compatirebbe un ubriaco che non sa quel che fa.
    Detto questo, rispetto le tue osservazioni, ma continuo a pensarla in maniera opposta:)
    Purtroppo il film ha avuto su noi due reazioni estremamente diverse, specie in merito alle scene finali, ma secondo me anche questo è il bello.
    Se non altro se ne discute.

    PEr i restanti commentatori, vado direttamente a replicare nei vostri blog 🙂

  2. Sciuscina

    A parte che, non per fare la rompina della situazione (perchè adesso mi odierai), ma non mi puoi fare le recensioni così approfondite. rischi di svelare troppe cose a chi il film non l’ha ancora visto. (tipo me, che prima ho letto qui e poi sono andata a vederlo e sapevo già tutto. e non è bello) cmq…
    a quanto pare i nostri pareri hanno da essere discordi anche qui. Rimango della prima impressione: troppa carne al fuoco. L’uomo sabbia: sprecato, buttato lì a caso per aver qualcuno contro cui aizzarsi senza motivo. qualche rapida comparsata per riempire spazio e nulla più. Venom: in assoluto credo il nemico più degno di nota di Spiderman (perfino secondo me che del fumetto ho sempre saputo poco e niente). forse meritava qualcos’altro no?Ridotto a 10 minuti finali di combattimento. Pfui. La storia “io sono tuo amico, tu sei mio amico, la mia famiglia, la tua famiglia”. Sarò cinica, ma mi sa tanto di solita baggianaggine americana. Futile motivo per sprecare qualche lacrima. Idem per la frasetta iperretorica di Stan Lee (e su questo quindi hai ragione). Che poi diciamolo, Harry come personaggio cattivo mi funzionava, come alleato pure, però sto sacrificio senza capo nè coda… Naaaa. MJ: carina. l’unico personaggio che in questo film funziona dall’inizio alla fine. E cmq secondo me sì che resteranno insieme. L’abbraccio è quello che dici tu, ma proprio per questo resteranno insieme. Per quanto invece riguarda lo sfottò di Peter, quello sì che vale. Il nerd che si crede un gran figo, che vaga per la città additanto le belle figliole con frasi “ad effetto”, dotato di leccata di mucca e movimento pelvico ci stava tutto. Perché è vero che lasciarsi prendere dal lato oscuro vuol dire anche farsi prendere dalle proprie insicurezze. E poi l’eroe buono che diventa cattivo ci sta sempre. Deve essere odiato per essere amato. Che poi qua non è neanche odiato. é compatito, è deriso, ma non odiato, perchè lo sai che Peter è un bravo ragazzo, e lo sarà sempre, anche se qualche volta si monta un po’ la testa. Ma poi fai a non farlo? Specialmente quando “ad Halloween vai di brutto”? 😉

  3. utente anonimo

    L’ho visto.
    L’aria condizionata nel cinema mi ha fatto ammalare.
    Eppure mi è piaciuto e sono d’accordo con te su tutti i fronti. Anch’io ho fatto la recensione sul mio blog ma la tua è degna di plauso.

    Nix

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...