Il Labirinto del Fauno

Già nel precedente " El Espinazo del Diablo" il regista  Guillermo del Toro aveva mescolato, in modo molto efficace, una vicenda che mescolava fantasie e incubi dell’infanzia al realismo della guerra e delle passioni degli adulti. Questo film  lavora maggiormente sull’aspetto infantile, regalandoci una fiaba dark visionaria e di grande classe, con mostri dal design visionario, su cui spicca il mio demone preferito, che tiene i bulbi oculari nelle cavità delle mani, nell’immagine a fianco. Le fantasie di una bimba costretta con la madre a trasferirsi nell’accampamento del capitano dell’esercito franchista che ha ingravidato quest’ultima, nello scenario della Guerra civile spagnola, si intrecciano con la realtà in modo drammatico e difficile da dimenticare.

Il modo in cui il complesso mondo fantasy in cui si perde la bambina si sovrappone agli orrori del regime franchista non sempre è riuscito, a volte sembra di vedere due film differenti che si ricongiungono solo nel finale, ma la bizzarra combinazione di elementi diversi  è davvero suggestivo e spettacolare. Ritengo che questo sia soprattutto un film da vedere. Le scene ambientate nel bosco, i colori di foglie e terra mescolati alle visioni mostruose sono davvero belli.

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