Questo Presente è così strano, ma anche il passato non scherza. Avevo deciso di scendere in Sicilia per un po’, ho fatto il biglietto e quelle cose che si fanno sempre prima di partire per un lungo viaggio. Alla fine mi sono ritrovato nel mio sedile a leggere Buzzati. In sottofondo scorreva l’intera vita di una trentenne che parlava con voce parecchio forte al cellulare. I motivi per cui si sentiva stressata, la tesi che non riusciva a fare, il rapporto col suo fidanzato, con la mamma, con gli amici… ha continuato a parlare ininterrottamente al cellulare per tre ore buone. La cosa più assurda era che quando qualcuno la salutava e riattaccava, lei come se niente fosse tornava a telefonare a qualcun’altro. E sempre le stesse cose, eh. Fidanzato-tesi-mamma-amici.  Ignoro quale fottutissima tariffa le permettesse di parlare così tanto, ma spero che le compagnie di telefonia mobile le abbiano portato via anche il culo. Poi è arrivato un giovine abbastanza prestante e abbronzato, con la cartelletta. Non solo era bello, ma  anche avvocato!  Si è seduto vicino a lei e subito ho pensato " Dai, ragazza, è la tua occasione! Ti si è materializzato davanti il Buon Partito per eccellenza. Seducilo, e poi appartatevi, così la smetti di parlare in continuazione! ".

Niente. Le chiacchere si sono soltanto moltiplicate. Hanno continuato a discutere, in particolar modo della tragica vicenda di Cogne, che seguivano entrambi con passione. La Franzoni è colpevole oppure no? E’ giusto chiedere una pena alta, magari l’ergastolo, per una madre? La mia sicuramente meriterebbe la galera, per tutti quei Sofficini che mi propinava da bambino. Nel frattempo, i personaggi di un racconto di Buzzati avevano trovato un drago vero, nascosto in una grotta. Stava per calare la sera, dentro e fuori dal vagone. Il drago, stuzzicato e costretto  a venir fuori, stava sbuffando dalle narici nubi di veleno tossico.

Non ho mai sperato tanto in vita mia che un uomo e una donna si mettessero a sbaciucchiarsi davanti ai miei occhi. Mi sentivo come  doveva sentirsi Pacciani quando spiava le coppiette nelle macchine, ansimando e implorando la visione di un coito. Se avessero deciso finalmente di abbracciarsi e pomiciare selvaggiamente, almeno avrebbero taciuto. Dove diamine è Cupido quando serve? Era a guardare " Porta a Porta"?

Mi si  è avvicinato un ragazzo. " Ah ma, tu sei di Milazzo! " . " Eh, sì, ma tutti abbiamo i nostri problemi! " ho risposto. E’ venuto fuori che era mio compaesano, e che ovviamente si ricordava benissimo di me, mentre io non sapevo chi fosse lui. Per rimediare, gli ho offerto un passaggio verso casa, per quando saremmo finalmente scesi alla nostra stazione.

Il ragazzo si è mostrato molto quieto e gentile. Abbiamo preso il caffé insieme, non avevo spiccioli e ha pagato anche per me. Una persona simpatica.

Ma continuavo a chiedermi chi fosse, rovistando nella mia memoria tutta sciolta, come una tavoletta di cioccolato abbandonata nel bel mezzo dell’Estate. Gli ho dato il passaggio, l’ho salutato, sono tornato a casa, e dopo essermi prestato ai rituali abbracci della nonna, che quando torno a casa piange sempre ( e pure quando riparto, se per questo) in maniera molto Hollywoodiana, mi sono riposato un po’.

Solo dopo essermi girato e rigirato nel letto della mia vecchia stanza ho ricordato!

Una ventina di chili fa, quel ragazzo era un mio compagno di scuole medie. Uno dei tanti bulletti del paese. Aveva promesso di uccidermi di botte, all’epoca. Ogni volta che mi incontrava minacciava di appendermi all’asta della bandiera della scuola. Quell’esile e magro individuo, che mi aveva raccontato di fare il massaggiatore in un centro terapeutico, era il teppistello dalle guance gonfie che ogni mattina pregavo di non incontrare. Il Nemico di Fine Livello che sapevo prima o poi mi sarebbe toccato affrontare in un sanguinoso duello. Mi allenavo persino  nella mia stanza a sanguinare con dignità: " Non è niente, ragazzi. Dite alla mia famiglia che voglio un Funerale Vichingo! " dicevo allo specchio. " Forse mi avrai anche sconfitto, ma non sei riuscito a piegare il mio spirito! Certo, per preservare lo spirito ho dovuto lasciare che mi spezzassi le gambe, ma posso sempre strisciare con dignità, i veri uomini considerano le rotule un semplice optional. I duri si sorreggono  benissimo grazie alla loro forza interiore, la colonna vertebrale è per i perdenti! " . A volte immaginavo di sconfiggerlo, rovesciando la situazione grazie a un colpo di arti marziali imparato in televisione. Pregavo di essere uno di quei talenti naturali, uno di quelli con l’istinto assassino sopito che viene fuori soltanto quando sei in pericolo di vita. Poi ovviamente  lo scontro non avvenne mai.

Invece, abbiamo viaggiato insieme sul treno come amici per la pelle. Questa cosa mi fa venire i brividi.

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2 thoughts on “

  1. simichan

    questo tuo racconto andrebbe fatto leggere a tutti i ragazzini di oggi che hanno paura dei bulletti della scuola 😀
    (però opportunamente “tagliato” lì dove è troppo cinico, sennò le mamme perbeniste te lo censurano ^+^)

  2. LULLABYE

    HAHAHAHA !Se la vita non fosse così strana bisognerebbe inventarsi dei modi per renderla più interessante…cè chi sta ore al telefono a parlare delle stranezze della vita degli altri ad esempio!

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