Il buio striscia e raggiunge le stanze con la porta socchiusa,  mani che scrivono piano, luce che non basta.

Un regalo invisibile, abbandonato sul tavolino, colori immaginari,  che sanno di cose lontane e  forse piacevoli. Compare e scompare, un‘allucinazione  che sembra chiedere consenso,  incerta, intermittente, come le luci di Natale.
Guance morbide, viso forte, occhi salati, sapore che fa male.
Cammina piano vicino alle vetrine, stretta nel suo cappotto, accarezzata dalle ombre dei rami.
Stringe tra le mani una spada fiammeggiante,  che fa troppa paura perché qualcuno abbia il coraggio di vederla. Una spada puntata contro il mondo, contro chi le chiede di essere, contro chi non è abbastanza vicino per permetterle di esistere.
Contro se stessa e i suoi peccati.
Un uomo di colore le porge un foglio di giornale, prima di entrare in metropolitana.
LA prima pagina riporta, come titolo, a caratteri cubitali, " Attenta all’Angelo " .
E’ una cosa priva di senso, ma non appena legge quelle parole, sa che è arrivato il momento di stringere più forte la spada.
Il corridoio illuminato, la gente che corre nella sua direzione. Sagome dure, spigolose e grigie, una nuvola di niente che calpesta  e disperde tutto.
Un piccolo, tenue bagliore sul pavimento.
Si ferma un’attimo, prenderà il prossimo tram, non importa.
Tra le crepe del pavimento, un piccolo fiore d’argento.
Lo accarezza, e non appena le sue dita toccano i petali, diventa immateriale, leggera come l’aria. Sale fino al soffitto, attraversa il tetto, vola tra le stelle nel cielo. Vola tra i vicoli, tra i negozianti che si affrettano a chiudere, imballare, accarezza le bambine portate a spasso dai genitori.

Le stelle iniziano a muoversi, sopra la sua testa. Le scie luminose tracciano una costellazione, un piccolo volto anziano e sorridente.
Sente una voce dentro il cuore.
" Non hai raccolto quel fiore, lo Spirito del Ricordo passato ti ringrazia " .
" E chi è questo Spirito del Ricordo passato? "
" Il guardiano delle cose belle che eri. Bisogna starci attenti, perché se perdi la luce che hai visto in te, che gli altri hanno visto in te, non riuscirai a camminare nel ricordo che devi costruire oggi " .
" E tu perché stai in cielo? "
" Perché vado in pensione. Da oggi in poi non hai bisogno più di nessun guardiano. Sei diventata forte. Nessuno può vedere la fiamma della tua forza, la spada della tua determinazione, ma io l’ho vista " .
" Tornerai ogni tanto, se ti offro un té caldo? "
" Coi biscotti al cioccolato, grazie. Senti, prima di scomparire posso farti addormentare nel posto che sceglierai…"
"Portami al mare, al mare che canta, nella sera "
" Ci sei già " .

E infatti, in men che non si dica, eccola lì.
Una focaccia calda profumata nelle mani, seduta tra gli scogli. Bella e felice, da far male al cuore, che vorresti afferrarla e danzare con lei per sempre, nella luna.
Da quella posizione si può accarezzare con lo sguardo l’intera costa.

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