Homo sapiens fabulator

I libri che hanno influenzato la nostra vita: possono essere tanti, o nessuno in particolare. Ci sono lettori particolarmente voraci, che ancora oggi ricordano con un brivido le pagine più belle lette durante la propria vita, e altri che identificano un libro particolare come emblema di un determinato periodo che hanno vissuto, e magari superato. C’è chi accarezza la copertina di un vecchio libro che gli ha segnato l’infanzia, o l’adolescenza, e magari lo rilegge come se si sfogliasse un album di fotografie.  Se invece dovessimo parlare di influenza vera e propria, una sorta di potere arcano contenuto in certi mondi di carta, che in qualche modo continua ad esercitare il suo fascino sul te stesso che cresce e va avanti, e che ti ritrovi a riprendere, analizzare, reinterpretare continuamente, entriamo in un territorio estremamente personale e soggettivo, legato in primo luogo alla tua recettività. Attraverso il freddo elenco di certi libri, dischi, o film, è possibile tracciare una rappresentazione precisa del cuore di una persona. Per quanto mi riguarda, essendo più affezionato alla carta e alla parola rispetto a qualunque altro supporto mediatico, il mio elenco riguarderà dei libri.

In ordine strettamente cronologico:

Pinocchio ( con cui ho imparato il piacere della lettura, e ne sono rimasto schiavo)

Alice nel Paese delle Meraviglie ( che mi ha fottuto il cervello da bambino… anche perché la traduzione che avevo io era pessima, molti giochi di parole non erano per niente adattati, e mi sembrava di leggere uno stupendo delirio incomprensibile)

Il signore delle Mosche ( che ha contribuito a rendermi paranoico e pessimista nei confronti di certe cose)

La Circolazione del Sangue ( di Tiziano Sclavi), che parla un po’ di me, anche se è una parte di me che meriterebbe di essere repressa.

Momo di Micheal Ende ( che ancora oggi sta dentro il mio cappotto invernale preferito)

La saga della Torre Nera di Stephen King ( perché non l’ho solo letta ma ci sono finito dentro)

I Diari Minimi ( primo e secondo ) del Becero Muto ( che hanno contribuito a rendermi un coglione)

Il Pendolo di Foucault, sempre del Becero Muto ( che mi ha reso un coglione molto più fortunato di tanti altri)

Questi sono i libri che ho scelto, perché in qualche modo la mia vita ha avuto pesantemente a che fare con essi. Questo non li rende migliori oggettivamente rispetto ad altri, ma la mia vita sono riusciti a migliorarla, o a peggiorarla, in modo irreversibile.
A volte, pensando all’equilibrio faticoso che nella mia vita si è creato tra l’influenza pesante che hanno avuto libri, fumetti, o film e quello che sono riusciti a portare eventi, situazioni e persone reali, mi sembra di non essere un homo sapiens come tanti altri, ma una specie di sottogenere, o sottocategoria, che potrebbe essere chiamata homo sapiens fabulator .

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