Ci sono persone che  hanno lasciato  cadere un sacco  di  fogli sparsi dentro la mia memoria. Come quel signore famoso, il signor G., il quale diceva:
" L’unica cosa certa è la strada ".
E allora ho provato a disegnarla, una strada, però ci ho aggiunto degli alberi.
Perché quando cammini  per lungo tempo, può tornarti molto utile avere degli alberi da abbracciare. Su cui arrampicarsi. Sotto cui sonnecchiare. Con cui invecchiare. Alberi a cui tendevi la pargoletta mano. Alberi da cui pendono frutti ormai maturi. Alberi da cui spenzolano cadaveri di impiccati, mangiati dai corvi. Alberi storti, dipinti da bambini delle elementari, appesi sulla parete di una scuola. Alberi che risplendono, toccati dalla folgore. Alberi divorati dal fuoco.

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3 thoughts on “

  1. utente anonimo

    Il romanzo è IT di S.K. Sono passati diversi anni e non me ne ricordavo +. Scusa ma non sapevo dove scrivertelo. Ne approfitto per leggere i nuovi post del tuo blog. ciao
    vanessa

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