Ogni mattina, Mei Ling vende il suo sorriso per novanta centesimi. Non è certo merito del caffé se decine di avventori sciamano fin dalle prime luci del mattino verso il suo bar, nella sonnacchiosa periferia di Bologna. Esile ma aggraziata, di piccola taglia ma dall’andatura energica e meticolosa, la ragazza adora più di ogni altra cosa muovere le mani sul suo bancone, ordinato in maniera scrupolosa come se fosse il suo piccolo regno. Come una nobildonna impegnata a passare in rassegna la servitù, si ferma anche fino a tardi per controllare che tutto sia a posto, prima di abbassare la saracinesca. Durante l’orario di lavoro invece si muove lenta, con gesti esperti, ampi e sicuri, tanto che persino l’occhio dell’avventore più distratto resta per qualche minuto a fissarla. Quando ride e augura buongiorno, le palpebre si socchiudono in sottili fessure, che lasciano intravedere il luccichio degli occhi neri, come una promessa di perle preziose. Per molti dei clienti giovani, è difficile sostenere quello sguardo, e abbassano imbarazzati gli occhi. I più intraprendenti invece provano a intrappolarla in qualche discussione generica, anche se nessuno di loro si spinge mai oltre la soglia della buona educazione. E’ questa la magia di Mei Ling: i clienti che fuori dal bar sono abituati a ben altro linguaggio e modi poco raffinati, una volta lì dentro fanno a gara nel darsi contegno, quasi si trovassero in presenza di una vera e propria divinità. Qualche osservatore potrebbe dire che è un vero e proprio miracolo, dominare le reazioni e gli umori dei clienti con la stessa facilità con cui si tiene in ordine il servizio di bicchieri. 

Mei ling è molto orgogliosa delle magliette che indossa al lavoro, tutte bianche, eccetto lo stemma del locale inciso con un carattere violetto lucido, in prossimità del petto. Gliele ha fatte il suo fidanzato, che lavora in una serigrafia, e le piacciono così tanto da considerarle una vera e propria uniforme, che impone di indossare anche alle sorelle  minori quando vengono ad aiutarla, ordinando loro di cambiarsi ogni volta che si presentano al locale in altri abiti. D’altronde, è abituata a far quasi da madre a quelle due ragazze, fin dall’adolescenza. Riesce a farsi obbedire senza alzare la voce o minacciando ritorsioni, usando l’arma del ricatto psicologico e dei sensi di colpa: per chi la conosce bene infatti, il suo sguardo vagamente deluso e perso nel vuoto è peggio di una coltellata, e subito si adoperano per rimediare alle malefatte.  La piccola barista porta i capelli lunghissimi, che sono neri e lucenti, tenuti con estrema cura. Il ricordo più antico conservato dalla ragazza è un’immagine sfocata, di sua madre che le sorride durante una gita al Luna Park, e che porta i capelli come i suoi. 

Mei Ling custodisce gelosamente questa immagine, anche se sa che non è mai avvenuta: la madre infatti, morì di parto dando alla luce le sue sorelle, e lei non l’ha mai conosciuta. Suo padre invece è un imprenditore, e viaggia di continuo tra Cina e Italia. Ognuno reagisce a suo modo al dolore, e lui affrontò il periodo negativo facendosi assorbire dalla sua carriera, iniziando a vedere le figlie quasi come un pesante fardello. Si è occupato di loro solo il necessario, lasciando alla più grande, Mei Ling, il compito di responsabilizzarsi ed emanciparsi quanto prima, badando al resto della famiglia. Aprire quel bar è stata una sua idea, anche se ben presto se ne è disinteressato, non prima però di aver coinvolto Mei Ling nell’affare, intrappolandola nella gestione e mandando in fumo i suoi piani di laurearsi in antropologia culturale, dopo aver frequentato con successo il Liceo Scientifico. Iniziò quindi a lavorarci di malavoglia, ma poi, in qualche modo, trovò lo stimolo per reagire alla situazione cominciando ad osservare la variegata fauna umana e le mille storie che quell’ambiente poteva offrirle. Divenne un’appassionata ascoltatrice e studiosa dell’animo umano.

Dopo alcuni anni parecchio tesi, Mei Ling e il padre sono riusciti a ricucire il rapporto, costruendo un legame di amicizia. Lui però, roso dai sensi di colpa, cerca sempre di riconquistare l’affetto della figlia, con piccoli gesti o regali. Questi tentativi spesso lasciano la ragazza confusa e disorientata, pregiudicando il suo umore per giorni interi. Pur mantenendo presenza di spirito coi clienti e con la sorella, non riesce a mantenere sentimenti stabili col fidanzato, che si trova il più delle volte a sopportare sbalzi di umore e mutismo esasperato. Mei Ling, anche se non ha mai potuto vederla, assomiglia davvero a sua madre, e non solo nell’affetto, ma anche nel carattere. Lei questo lo intuisce, e inconsciamente si da la colpa per l’allontanamento del padre. A volte vorrebbe lasciar perdere questi pensieri e tornare a volergli bene, ma una parte di lei , molto più vendicativa, tenta di rendergli difficile il compito. Nei momenti in cui si accorge delle difficoltà del fidanzato a starle dietro, è ancora più spaventata, presa dalla paura di essere abbandonata anche da lui.

L’ultima cosa che dovete sapere di Mei Ling è che non esiste. L’ho creata ispirandomi , come punto di partenza, alla simpatica barista del bar di fronte casa, che mi sta facendo spendere  un sacco di soldi in caffé col suo bel sorriso). ( So benissimo che la figura intera sembra un manichino e i capelli sono orrendi, per cui evitate di sottolinearlo ^^;).

Ho iniziato, con timore reverenziare, a pastrugnare con pennino e pennello. Il pennino, dopo cinque minuti, sono riuscito a impugnarlo in maniera accettabile, col pennello invece ci andavo giù pesante, modello muratore che intonaca i muri. Però crea degli effetti troppo belli,  a costo di sprecare litri di inchiostro lo imparerò!

Annunci

5 thoughts on “

  1. FiocoTram

    Nel frattempo annuncio al mondo internettiano che mi sono iscritto a un corso di fumetto, durata un anno, tenuto da Mattioli, Semeraro e Gabos, di cui il tag “esercitazioni” diverrà la cronaca fedele.

  2. FiocoTram

    La cosa assurda di questi internet point universitari o bibliotecari è che ogni tanto spariscono commenti che inserisco, oppure raddoppiano… boh… continuiamo così, diamo una mano al trionfo dell’entropia!

    Comunque, spiego meglio: non devo cambiare linea telefonica, ma siccome ho cambiato casa, mi sono ritrovato in un appartamento completo di abbonamento a fastweb, come quello vecchio.
    Tutto sistemato, diranno i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato.
    Il padrone di casa si era infatti scelto un abbonamento superlussuoso con la tv digitale ( di cui non mi frega una pippa), telefono e internet, ma tutte e tre a CONSUMO.

    Al che abbiamo proposto di cambiare contratto, ma per alcune ragioni personali non si può fare. Ci siamo infine messi d’accordo, dopo trattative lunghissime, per modificare semplicemente il contratto che c’è già ( si può tranquillamente fare tramite internet ) ma ciò comporta trovare una soluzione che consenta di collegare entrambi i nostri portatili alla linea fastweb, il cui modem risiede in UNA sola delle camere… e per far ciò ci vorrebbe un router wi-fi, anche se l’altro ragazzo sostiene che andrebbe bene anche un access point… insomma, ci stiamo perdendo un po’ dietro questa cosa, e gli impegni personali di entrambi non aiutano a dedicarci ad essa per risolverla una volta per tutte.

  3. simichan

    hai fatto richiesta di trasferimento della tua linea telefonica? °_°
    in bocca al lupo: a me ci hanno messo solo 3 mesi perché chiamavo ogni settimana ^+^”

    (il link lissù non funziona ancora)

  4. FiocoTram

    Ops… grazie!
    Beh purtroppo la cosa non dipende da me… lungaggini burocratiche, difficoltà di accordo nel cambiare contratto, lentezza nel risolvere la situazione per via dei triccheballacchi che dobbiamo fare per riuscire a far accedere alla linea i due pc… SPERO di risolvere la cosa prima della fine del mese:/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...