Masturbazione 2

Passiamo a un’esempio di porno che mi piace, invece di criticare sempre. Il punto della questione, il punto di osservazione, è tutto lì: alla fine facciamo ( e raccontiamo ) sempre le stesse cose, e l’unico modo per renderle speciali è raccontarle bene, come succede in questo caso.
 Il video è uno di quelli che si trovano girovagando per la rete, un filmino amatoriale, visto assieme a un mio amico.

 " Porno, quando non ti ho intorno " dicevano gli Afterhours, ma vale solo nel caso del mio amico, visto che io non sono fidanzato. Mi ha divertito parecchio, in tale contesto, pensare al titolo della sopraccitata canzone. Del resto sarebbe squallido fidanzarsi solo per dare ragione agli Afterhours.

Partiamo dall’inquadratura. E’ un lungo piano sequenza girato con la telecamera inclinata.  C’è questa immagine fissa, un po’ curvata, che rende ottimamente il senso di " galleggiamento" . I due infatti si trovano sopra un morbido, balzellante letto ad acqua. Forse stanno su una barca privata, o in crociera romantica.

All’inizio vediamo solo la schiena di lei, che si muove e ondeggia con il rumore dell’acqua ( il letto o la nave? O forse si tratta di un terremoto? Non lo sapremo mai, e questa incertezza ci piace ).
Si tratta di una ragazza di statura minuta, o forse è solo lui che è troppo alto. In ogni caso lei è piccola, ma si muove molto  meglio di lui,  che rimane sotto, un po’ statico.

Lei ci crede tantissimo. E’ felice di stare lì. Vuole ottenere da questa persona il massimo del piacere, quindi suppongo che deve amarlo molto, o magari, se non lo ama, è contenta della vacanza, dell’arredamento, della situazione o di chissà cos’altro. 
Sospira in modo impetuoso mentre, a cavalcioni sopra l’amato,  morde l’aria attorno a sé. L’inquadratura della stanza risulta un po’ stretta, e questa donnetta, che assorbe vorticando ogni punto di interesse catturato dai nostri occhi,  fa una tenerezza misteriosa.
Scompiglia i nostri sensi mentre la guardiamo muoversi, tentando di riafferrare il suo sguardo. L’immaginaria scia dei capezzoli in movimento taglia i nostri pensieri.

Le sue pupille luccicano languide,  i capelli  sono acconciati in un caschetto simile a quello di Motoko Kusanagi. I seni, piccoli e sodi, sembrano quasi  fuggire via per toccare il volto dell’uomo che sta amando, attratti da una misteriosa forza magnetica.
Mentre i corpi si muovono, sembra di vederli amalgamati, mescolati come le morbidezze distorte all’interno di una lava-lamp, che si gonfiano, si sfiorano, si torcono.

Lei decide di praticargli del sesso orale. Per la prima volta, lui si protende verso di lei,  tenendole la testa. Affonda le dita nei capelli, ci gioca un po’ tenendoli sollevati. Mentre lo osservo inizio a pensare che sia un po’ coglione, sospetto che durante la visione del filmato esce rafforzata. Le tiene i capelli in modo goffo,  creando stupide acconciature, e la rende brutta. Se fossi in lei mi incazzerei.
Ma la nostra eroina non si incazza, e continua a impegnarsi . Si intravedono le lenzuola del letto. Rosso fuoco.

Solleva la testa un poco, e per la prima volta possiamo ammirarne i contorni della  faccia, soffermandoci su altri particolari. Ha delle bellissime labbra. Per un secondo interminabile, sembra guardare al di là del suo uomo, al di là della telecamera, al di là di qualsiasi cosa nell’universo. Se i suoi pensieri potessero parlare direbbero soltanto: " Sono qui, e contemporaneamente sono oltre. Sono vicina e lontana " .

Poi si riprende, e ritorna a mangiare di baci il suo uomo,  con dedizione e vigore. Ma è davvero suo? Forse è di qualcun’altra. Forse stiamo sbirciando  un’amore tormentato, consumato di nascosto, per saziarsi usando ogni porzione di tempo disponibile, attenti a non farsi scoprire prima che arrivi qualcuno.

Mentre si china ancora una volta sopra di lui, con le labbra che si chiudono in un’umida e profonda carezza, ci sembra quasi triste, forse disperata per chissà quale tragico pensiero d’amore.

Cambiano posizione. Io e il mio amico iniziamo a concordare, unanimi. Lui è un coglione. Si muove sopra di lei come un criceto. Magari i criceti quando lo fanno si divertono pure, ma guardarli è grottesco. Sembrano macchine a molla, tali e quali a lui. La sovrasta, la schiaccia. Afferra un bicchiere di champagne e lo riempie. Se potesse parlare direbbe " Uh, ma che raffinato amante che sono " . Invece sembra solo scemo. Lei appare preoccupata, anche se riesce a nasconderlo tra i capelli.

Lui…

le fa bere… lo spumante! Prende quello stupidissimo bicchiere e glielo offre! Cioè, fammi capire, hai il fuoco in forma umana e femminea sopra di te, e ti interrompi per offrirle… dello spumante?

PROPRIO ORA???

Vabbé. Lei soffoca un sorriso, un mugolio di frustrazione. E beve.  Un sorso, giusto per accontentarlo. Lui, senza farci caso, afferrà il bicchiere, beve a sua volta, ma come una spugna, finendone quasi metà.Lei lo segue, sempre più preoccupata, con lo sguardo. Le versa lo spumante sulla schiena, e non può fare altro che inorridire. Deve essere freddino, come spumante. Gettiamo acqua sul fuoco. Ovviamente lui poi la lecca. Non parte dalla schiena, ma si fionda a pesce in luoghi oscuri, sia a noi sia a chi subisce.

La mano di lei si allunga disperata,  schiacciata sotto il suo stesso stomaco, e tenta di mostrargli dove avrebbe più bisogno di baci. Lui continua nella sua opera da criceto scavatore, nell’oscurità della ragione che genera mostri.

Lei si gira, prova a toccarsi. Lui sembra capire, e poggia una mano sopra la sua. A un certo punto lei decide di attaccare di nuovo: dopo averlo massaggiato un po’,  si avventa  a bruciargli le labbra con un bacio, gli getta le braccia al collo, e si siede sopra di lui, con le mani poggiate sulle sue spalle, per non farlo scappare. Sembra stringere il vento.

Lui le mette una mano sul culo… sigh… ma perché???

Poi la spinge delicatamente verso il basso. Più o meno delicatamente. Diciamo che ha la grazia di un’ippopotamo. Lei lo blocca con le gambe come tenaglie. " Stai fermo, maledetto! " .

Ricomincia a fare il criceto. Lei assorbe l’inizio della sua forza, sospirando. Cercando di guidarlo coi suoi sospiri. Lui però pensa che abbia sete, e le fa bere un’altra sorsata di spumante, a collo dalla bottiglia, mentre  lei sta col collo sottosopra, che potrebbe pure affogarsi.

Questa è violenza in piena regola

Ricomincia la danza, e ogni volta che lui si protende verso di lei, lo mangia di baci. Dovrebbe ucciderlo e abbandonare in mare il cadavere, per quanto mi riguarda. Lui, per ripagare quelle labbra dolci e appassionate, decide di sbatterci davanti il suo organo sessuale. A quel punto la povera ragazza, a cui va tutta la mia stima e comprensione, è costretta a fare buon viso a cattivo gioco.
 Lo spettatore attento, sbirciando verso l’angolo destro in basso, noterà con la coda dell’occhio che lei, nel frattempo, si sfrega con forza contro la gamba piegata di lui. E’ un messaggio evidente, ma cosa dovrebbe capire un criceto?

Si sfrega contro la gamba, sinuosa e dolce, arcuando il piccolo corpicino da gatto , come una musica leggera. Quant’è brutta e deforme la mano di lui, mentre le stropiccia la perfezione dei seni!

Quant’è rigido e osceno il corpo maschile, mentre sta fermo ad assorbire piacere effimero… mentre invece una piccola donna si muove, e sembra confondersi con l’aria e l’energia che scorrono libere attorno a noi. Nessuna donna, se nuda, potrà mai essere brutta. Si muovono troppo bene per essere imprigionate nella tirannia del particolare, seducono lo sguardo, lo accompagnano con le loro linee morbide, una scrittura fatta di  lettere" esse"  e " ci" tracciate con un pennarello sottile, punta per artisti.

Alla fine lei chiede un’ennesima sorsata dello spumante maledetto. Stavolta lo vuole sul serio. Bisogna capirla poveraccia, a furia di muoversi sta perdendo il fiato.

Il criceto però si sente in dovere di afferrarle bruscamente la testa tenendola all’indietro, e versare per l’ennesima volta lo spumante sui seni. " Sì, l’abbiamo capito, sei un maestro della perversione, ma ora basta, mi stai bagnando tutta, e non nel modo piacevole! " .

Io e il mio amico, guardando, ci rendiamo conto che lei lo ama davvero, con quegli occhi piccoli e concentrati. Altrimenti non subirebbe quella tirannia .

Arriva la scena più bella del video amatoriale, quella che per intenderci lo eleva al rango di opera immortale. I due si girano verso la telecamera. Lei saluta e sorride. Anche lui sorride, un po’ imbarazzato. Ci salutano con tutta l’energia e la luminosità di una foto appartenente al passato.

Mentre ci sorridono.., mi sorridono, sento un misto di tristezza e allegria. Fermiamo l’immagine sul sorriso di lei, mentre lui, stavolta più tenero, si china a baciarle una guancia.

Gli occhi orientali, bellissimi, persi in un cielo immaginario. La cosa triste è che ci salutano dal loro passato. Cose già trascorse, che ti mordono il cuore, perché non sai come andrà a finire, perché non sai come è stata. Vorresti che questa storia non ti abbandonasse mai, eppure tra una manciata di secondi lo farà, lasciandoti solo col tuo presente, totalmente da ricostruire. E’ una sensazione degna di quel vuoto che solo i migliori romanzi, fumetti, racconti, o  film di fantasia riescono a lasciarti. Degna delle migliori canzoni.

Mi chiedo perché non proiettino filmati del genere nelle scuole. Questo misto di tenerezza, vigore, goffagine e inebriato piacere è così giusto, così semplice, così oltre le parole…

Potrebbe cambiare la vita a qualsiasi quattordicenne. Potrebbe insegnargli che non esistono soltanto le lacrime dei compagni più deboli, le cose da comprare, i computer e oggettini elettronici vari da fare funzionare.

Potrebbe fargli capire che per avere una speranza di padroneggiare la tua vita, devi imparare a sincronizzarti, a danzare assieme agli altri. Un compito tanto difficile da richiedere ogni briciola di attenzione.

Lei è soffice come una nuvola, anche quando non si trasforma in fuoco. Un’immagine che ci accarezza, mentre i due amanti tornano al loro amplesso, lui meno imbranato, lei sempre attenta a guidarlo, a separare dai suoi gesti rudi e imprecisi ogni goccia di piacere che riesce ad assorbire.

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5 thoughts on “Masturbazione 2

  1. utente anonimo

    entrambi belli. masturbazione uno e due. si entra proprio ‘dentro’ il tuo sentire, proprio dentro il tuo sguardo di quel momento (e non solo).

    ehi, anche io vorrei portarli da me. Posso?

    st3lly_d

  2. hunappygirl

    Romantica narrazione, dotata di fantasia e raccordi inusuali. Ti giuro, credevo di leggere un post goliardico, invece ne sono rimasta affascinata.
    Perchè in fondo descrivi ciò che si confonde. O non si comprende. Una chiusura che impedisce, hai ragione, di porre attenzione a chi abbiamo accanto. Di afferrare.
    Che cosa ironica, rifletterci con un porno… Anche questo è saper “vedere”, complimenti!

  3. simichan

    Bellissima e delicata, questa tua narrazione.

    Dovresti proporti come critico cinematografico dei film hard per le riviste patinate: avresti una carriera assicurata 😉

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