Odio quando si rompono le cose, o le perdo. Non tanto per il danno economico, ma perché è come sbattere contro un muro. Ti riprendi, giri intorno al muro e passi oltre, ma quello resta sempre lì. Poi si rompono sempre robe stupide, a cui magari sei affezionato più di tante altre. Il maglione senza il quale ti senti nudo, la cartelletta che ti piaceva. Piccoli frammenti dell’idea di te stesso che adoravi indossare. Ero tranquillo, avvolto nella mia coperta, ma si è riempita di buchi. Non parlo di maschere, ma di dignità.

E’ stupido indossare maschere per proteggersi. Tanto alla fine hanno sempre la forma di una faccia. La gente ci disegna sopra un paio di occhi, un naso, una bocca. Poi continua lo stesso a prenderti a pugni. Quindi, tanto vale imparare a incassare. Perché se poi ti spezzano la maschera mentre ce l’hai ancora sugli occhi è sempre uno shock.

Apprezzo invece quelli che usano maschere per attaccare. Per fare paura ai nemici. I guerrieri delle tribù nascoste, le supermodelle, i super manager, i supereroi, i superidioti. Gente che prende consigli sul look dai pipistrelli. Gente che dipinge significato sulle cose che non ne avrebbero. Anche questa è creatività. Anche questa è follia. In bilico tra gli Dei e l’Abisso. Nessuno, fateci caso, ha mai voglia di precipitare verso gli uni o verso gli altri.  Quindi non dovrebbero essere i filosofi, i politici, o i generali a governare il mondo. Quella è gente che cade un po’ troppo spesso.
Dovrebbero essere gli equilibristi, i saltinbanchi, i circensi.

Però, si parli o meno di maschere, è orribile restare nudi nel vero senso delle parola. Nessuno dovrebbe essere spogliato, se non di fronte alle persone che si amano. Io posso vantarmi almeno di questo: mi sono spogliato solo davanti a persone a cui volevo davvero bene.

Caso più unico che raro: aspetto la mattina perché ho fame. C’entra in ogni caso una complessa combinazione di mancanza di tempo e voglia per fare la spesa. Però, come concetto in sé, è bello aspettare l’alba, invece di pregare perché arrivi. Invece di schivare la notte, ignorare le ore. E’ bello aspettare l’alba perché si ha fame.

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