Ho tutti i chilometri addosso. " Chilometra " mi chiamavano. Passo dopo passo, senza andare da nessuna parte. Solo per mettere distanza tra me e loro. Il loro pensiero diceva che io volevo essere migliore.
il mio pensiero diceva " paura".


Dopotutto, sono ancora vivo perché sono codardo. Perché non sono mai riuscito a scendere troppo in fondo. Come quella volta, sotto la grotta, piccoli esploratori dell’ignoranza.
" Torniamo indietro, che qui c’è solo terra. Non vedete, le scale sono finite? Stiamo camminando nel fango, respirando sabbia ". E loro volevano vedere gli gnomi. Ma gli gnomi hanno i vermi dentro la testa. E anche le fate. Brillano come la luna perché sono morte. Le scintille che  circondano le loro teste vengono dal gas dello stomaco dei morti.

Non credere alle fate. Non andare via con loro. Io lo so bene, e devo piantarmi un paletto nei piedi, devo fissare le mani coi chiodi. Anche perché, delle poche  persone con cui avrei voglia di parlare oggi,la maggior parte di esse non appartengono a questo piano dell’esistenza. Diafani notturni, concretezze invisibili, abbracciano i miei pensieri, li carezzano, invitandomi in un maelstrom affamato e nero.Ma sono un codardo. Questo mi ha salvato. Spero di non diventare mai come quei coraggiosi, che sono andati oltre le Montagne Nebbiose.
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2 thoughts on “

  1. FiocoTram

    Ricordo benissimo quella grotta in cui scendemmo, potremmo vederla come esempio pratico, nemmeno troppo simbolico. Tanto i problemi e gli ostacoli hanno sempre una componente fortemente fisica. Anche in quel caso iniziammo ad andare giù per affrontare qualcosa, anche solo l’idea. Anche in quel caso poteva avere senso, anzi era necessario.
    Ma arriva un punto in cui, davvero, scendi e non trovi più nulla. Anche se camminando ti sembra ancora che ci sia una strada che abbia senso percorrere. Sei lì che scendi degli scalini, e questi scalini improvvisamente sono semplice terra. Il passaggio diventa roccia, sempre più stretta e appuntita.
    Non c’è davvero più nulla da trovare o affrontare. Solo la consapevolezza che potrebbe crollarti tutto addosso da un momento all’altro e che faresti bene ad andartene.
    Boh, forse è necessario comunque andare fin lì proprio per capire questo. In ogni caso, basta sapere dove fermarsi, secondo me.

    Grazie, ricambio:)

  2. hunappygirl

    Eppure, ti dico per esperienza (di quelle nere) che a volte è necessario scendere nel profondo. Non si tratta di essere pavidi o coraggiosi, ma di una dovuta visione di quello che ci fa male, un modo per affrontare il dolore. Non posso affermare che svanirà, sarebbe una bugia, resta lì, ma lo guardi in faccia capisci? E cominci a dire, dire, dire…Fin quando gli altri ti guardano, dapprima come fossi pazzo, poi senza dare importanza. Col tempo gliene darai meno anche tu… o per lo meno potrai prenderlo a schiaffi (o prenderci altri…).
    Ti abbraccio!

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