Logorroiche e tomentate riflessioni pre-elettorali

( Soprattutto, frammentate e inconcludenti)

E’ imbarazzante tornare in un paesino in cui non hai più nulla da spartire da anni. Resto ignaro delle recenti problematiche correlate alla mia cittadina di residenza, poiché lontano da parecchio tempo. Sto lavorando per eliminare alcune eclatanti ipocrisie nella mia vita, questa ancora rimane.  Che ci torno a fare, lì? A votare, poi? Per pigrizia, o forse per l’opportunità di scendere, e nutrire quell’irrazionale attaccamento a un ramo della mia vita un po’ in ombra, attraverso il quale però rifiorisco, a intervalli stagionali, come compiaciuto e soddisfatto membro di un clan familiare con leggi proprie. Dopo aver vampirizzato la dose di affetto incondizionato, vado poi all’esterno, in modo contraddittorio, avvolto nella mia maschera che recita  cinismo, misantropia e isolamento.  Al di là di ciò, l’impegno politico e sociale profuso per la mia regione, tirando le somme, è stato inesistente.
Ho imparato a leggere e scrivere negli anni delle stragi mafiose. Ho visto in modo netto, filtrate dalle edulcorate pagine di quotidiani dai cento padroni e dalle mille catene, i saccheggi travestiti da Guerra Santa. Ho avuto la possibilità di conoscere le poche voci libere della mia regione.
Potevo, dovevo, fare di più.

Ed eccomi adesso qui, schifato da un contesto che conosco bene, ma allo stesso tempo straniero.
Sempre più straniero, ogni giorno che passa. La " mia" regione poi… non ho chiesto io di nascere lì, in fondo. Mi è stata distribuita una porzione di fortuna alternata a svantaggi, e credo che né l’una né gli altri siano motivo sufficiente per auto-impormi doveri di appartenenza, o comodità da esigere. Il vero problema però è che non si può sempre quantificare tutto in termini di dare e avere. Esistono anche diritti fondamentali, quel minimo di dignità che un’essere umano orgoglioso di definirsi tale deve andare cercando, perché l’egoismo e la crudeltà sono capaci di negarti anche l’aria. Quando non si lotta almeno per quelli, allora stai scappando. Non ci sono scuse. Stai scappando dal " te stesso " riflesso come anima vagante  e impotente tra le sagre del paesino, quelle sempre meno tipiche e sempre più ipocrite, in cui sei costretto a passeggiare nelle stesse strade che vedono protagonista il politico mafioso proscritto di turno. ll mio abbandono della Sicilia non avrebbe mai potuto ammantarsi delle sgargianti vesti della "protesta". Mi sono state negate tante cose,ma quando è arrivato il momento di sbattersi per esigerle, per alzare la voce, per pretendere il minimo  ho cercato prati più fertili. Sono fuggito via. Questo è quanto. Inutile nascondere questa cosa, così come è impossibile correggerla.


L’astensionismo non mi ha mai convinto, proprio per le mie radici siciliane. Da noi è una prassi non solo comune, ma incoraggiata. Se i siciliani onesti smettessero di votare, renderebbero soltanto le cose più facili a tanti autoproclamati signorotti e vicerè locali. Mi fa morir da ridere l’immagine del " duro e puro" che entra impettito e borioso nel seggio e proclama: " Non vi voto, siete tutti buffoni! ".   " Sticazzi " potrebbero a quel punto rispondere, nell’ombra, i buffoni, in attesa di prepararsi per l’ennesimo  spettacolo obbligatorio. Insomma, non credo che sia come andare negli uffici dell’ATC e protestare perché gli autobus non arrivano in orario. I politici non sono un " servizio" che non funziona.  Non serve a nulla fare come quelli che protestano e dopo alcuni giorni si vedono riattivata la linea Adsl. I politici al governo sono il risultato della disinformazione dei cittadini, dell’incapacità di organizzarsi e di usare gli strumenti di una democrazia da troppi data per persa, ma  contro la quale non esiste, per ora, nessun’altra alternativa convincente a parte borbottii disarmonici. Non esiste una terza scelta. O voti o non voti. " Gné gné " è un fonema tipico dei neonati, non fa parte delle parole italiane che esprimono preferenza.  I neonati parlano così perché la loro esigenza più pressante è essere sfamati e avere il culo pulito. Si rendono conto di esistere a stento. Se non voti, è semplice: o te ne vai,  oppure subisci il peso delle scelte altrui.  C’è stato un periodo nella mia vita in cui cercavo di studiare le leggi, di comprenderne i meccanismi. Ho capito che i sistemi perfetti non esistono, e che bisogna aggiustarli di continuo. Solo gli Dei sono perfetti, non hanno bisogno di riparazioni, basta bestemmiarli quando qualcosa non funziona. Io, mi spiace, sono laico. Ho solo me stesso da bestemmiare, quando faccio errori, prendo multe, rompo cose. Da neonato mi pulivano il culo, ora devo pensarci da solo.


 In maniera analoga, sono tormentato dall’esigenza di dare un voto utile che possa scongiurare l’ascesa di  coloro i quali fino a pochi giorni fa candidavano nostalgici fascisti,  auspicavano riscritture di libri di storia, vagheggiavano  metaforiche medaglie al valore  per mafiosi in carcere. Ed è solo la punta di questo iceberg di merda. Esaltare la furbizia degli italiani è materia tipica delle barzellette. Nella realtà invece, chi non paga le tasse sottrae soldi alla spesa pubblica per scuole, ospedali e quant’altro. I furbi ridono, raccontandosi le barzellette, mentre i figli crescono ignoranti e i nonni soffrono negli ospedali.  E se qualcuno  dopo un po’ si incazza e protesta, basta chiamare l’esercito. Come nelle barzellette. Solo che stavolta non ride nessuno, perché c’è scappato il morto.  C’è l’immigrazione, quella che lavora e da lavoro alle maestre d’asilo e delle elementari, trattata come comodo capro espiatorio.Poi c’è la verità. Quella che sanno tutti, ma che non si può dire, per non turbare la credibilità dei colpevoli. Oppure si dice, ma nascosta nell’ultimo trafiletto della terza pagina, mentre a lettere cubitali viene spalata merda su qualcun’altro, il giorno dopo puntualmente ritrattata sempre nel solito trafiletto. Del resto, i giornali hanno cento padroni e mille catene, tanto che spesso, per un cinico, distorto paradosso, alcuni considerano più liberi i giornali che di padrone ne hanno uno solo, e devono rispondere solo a   quello. Poi penso ai miei ultimi anni. Penso alla gente, a tanti deliziosi idioti che credono negli altri, che informano, che spiegano, che protestano ma cercano come matti alternative da proporre. Penso che continuerò a non avere fiducia nella gente, ma che forse, come Moretti, potrei iniziare a credere in una minoranza di persone.


Alle regionali ho pochissimo margine di scelta. Ragionando in termini di trasparenza, dovrei preferire Sonia Alfano alla Finocchiaro, che rispetto alla candidatura di qualche anno fa della Borsellino mi ispira molto  meno. Certe sue dichiarazioni e amicizie politiche sembrano cozzare decisamente con un programma che tra i punti fermi annoverà la legalità e la trasparenza nella gestione della pubblica amministrazione. Ma purtroppo è l’unico nome che è stato capace di unire le forze politiche di sinistra dell’isola, e che soprattutto ha avuto l’appoggio di Rita Borsellino, una delle poche, trasparenti, portavoce della cultura antimafia nella politica. Con ogni probabilità dovrò quindi turarmi il naso, e sperare che qualche elemento valido possa far parte del consiglio regionale.
A livello nazionale invece ho ben poca voglia di allontanarmi dai miei personali punti fermi (
il rifiuto delle guerre , finanziate dall’industria, I diritti minimi: lavoro, dignità personale, i fondi per le università e per la scuola pubblica, La libertà d’espressione ) votando un Partito Democratico nel quale continuo a riconoscermi poco, o l’talia dei Valori.  Pochi post fa ho scoperto di avere non poche idee analoghe a quelle presenti nella Lista per il Bene Comune. Ma  trovo la candidatura al senato di Claudio Fava  un po’ più invogliante.

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5 thoughts on “Logorroiche e tomentate riflessioni pre-elettorali

  1. FiocoTram

    Per la cronaca, mi hanno risposto:

    “…probabilmente il problema è dato dall utilizzo di IE 6 o inferiore. Queste versioni non riconoscono alcune proprietà dei .css (in questo caso position:fixed) quindi posizionano l’ immagine nel punto dove si trova il codice che la richiama.
    Ho fatto un nuovo file (qui) con il codice per posizionare correttamente il ribbon anche per IE6, con la non risolvibile differenza che il ribbon scorre insieme alla pagina durante lo scroll, invece che restare fisso in alto a dx. “

  2. FiocoTram

    >Ps: Il banner del 25 aprile non ti si >vede (almeno con Explorer, che sono >costretto a usare quassù a Trento), >dai un’occhiata al tuo css 🙂

    A me su explorer lo visualizza, però cafollandolo in fondo al blog, anziché in alto a sinistra, come dovrebbe essere.
    Ho ricontrollato le istruzioni e il codice che ci hanno dato, ma proprio non so come aggiustare la cosa.
    Per cui ho chiesto direttamente ai ragazzi del sito.

  3. utente anonimo

    Condivido praticamente tutto quello che hai scritto.
    Nutro solo qualche dubbio in più di te su Sonia Alfano. Non sulle sue motivazioni quanto sulle sue scelte.
    Mi sembra anche lei della schiera “Dei duri e puri felice di essere perdente”. E non è un modo di fare che condivido.

    Ps: Il banner del 25 aprile non ti si vede (almeno con Explorer, che sono costretto a usare quassù a Trento), dai un’occhiata al tuo css 🙂

  4. FiocoTram

    Purtroppo altro non posso dirti se non che ricambio l’abbraccio e che sono confuso esattamente quanto te:)
    L’unica cosa che possiamo fare è informarci fino all’ultimo, con tutti i canali che riteniamo validi.

  5. hunappygirl

    Io non so, priveniamo da realtà differenti almeno per regione, ma i tuoi discorsi sono vicini a tutti noi. Lo specchio del bel paese… Però non so che fare e quasi ti invidio per la coerenza di idee, perchè non me la sento di votare una sinistra che a malincuore non mi ha rappresentato, ne una destra che ho sempre disprezzato. E allora che faccio? E poi, c’è sempre un cavolo di perchè in più, molta gente la conosco, ci vado cena ho avuto occasione di lavorarci, e fanno schifo ti assicuro, tutti. E ci sono connubi vari che di destra o sinistra non hanno proprio niente, se non un personale e bacatissimo interesse. E li guardo ai dibattiti televisivi e cribbio, li conosco! E so che prima di andare in onda… e so cose che non posso dire… e che faccio allora, ripeto! Mi dici????
    Ti abbraccio forte…

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