Non siamo  in mare. Non ci sono né approdi, né derive. Le linee si congiungono, oltre lo sguardo. La sabbia non è mare, se cammini non puoi affogare.Le orme sulla sabbia segnano novecentonovanta volte nove. Eppure non sei nemmeno a metà del tuo percorso. Ogni cosa che inizia ha come unica ricompensa il suo finire. Ed è una dolce ricompensa, di cui gioire. Un altro Ka-tet è sciolto, così doveva essere, e così resterà. Il luminoso Ka-tet dei giorni passati, dei giorni dorati. Le lacrime, le fiamme, hanno sposato l’aria e la cenere. Altri verranno. Altri si consumeranno. Accanto al mio fuoco, altri si fermeranno. Sibila la fredda lama del vento, il silenzio sanguina nere domande. Luce del cielo,  che copre le pianure del giorno e della notte. Luce lontana, calore immaginato mentre abbracci il sonno.
Apri gli occhi, rischiara il cammino, raschia via le ombre. Le domande scappano tra le pieghe del nero. Fremono nascoste, rabbiose, aspettando.
Lo sguardo corre avanti, lasciando indietro i pensieri. Quelli che hanno avuto ciò che meritavano. Quelli ricompensati da ciò che volevano. Quelli che vagano senza pace. Quelli che sorridono dalle finestre.
Poi torna dentro di me, mi sussurra: " C’è ancora molta strada da fare. Ma La Torre Nera, adesso, è un pò più vicina.

E quando la troverò,
GRIDERO ‘ FORTE TUTTI I LORO NOMI!

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