Ancora, dalla strada

Stanotte avrei potuto recensire Speed Racer, ma non ne ho voglia. Andatelo comunque a vedere, che è divertente. Spero che questo Maggio pieno di morti improvvise e impegni che non lasciano nemmeno il tempo di piangere finisca presto.Tornando dal cinema, camminando sotto il portico, ho visto mazzi di fiori posati su una colonna.Mi si è stretto il cuore, leggendo la locandina, a mo’ di epitaffio, scritta con pennarelli neri. S. , il venditore ambulante, è morto. Lo conobbi il primo anno in cui iniziai la mia vita da fuorisede. Napoletano, gonfio come un otre, sorriso sdentato. Sempre pronto a intrattenersi in chiacchere con le signorine, oppure impegnato a tirare sul prezzo delle chincaglierie che vendeva. Poi raccoglieva gli spicci e andava a comprarsi una birra." Sì, ma analcolica" precisava. " Che fa meno male ".
Mi ricordo quel Primo Maggio, mentre ero impegnato a corteggiare la ragazza fricchettona che vendeva amuleti, e lui, dietro a me, a commentare la scena, rompendo i coglioni. Forse a modo suo voleva proteggere l’integrità morale delle  venditrici ambulanti " della sua zona".
O forse pure lui voleva farsi la fricchettona. Vallo a sapere.
" Beh, dove vai? "
" Eh, vado al bar a prendermi un caffé!"
" Ma quale caffé! Prenditi una birra analcolica!  Anche perché… "
" Lo so, lo so… fa meno male! "
Ricordo i suoi proverbi che non volevano dire nulla, le sue prese per il culo, inframmezzate da attimi di saggezza amara e spiazzante. Lo ricordo cinico, allegro, sporco, e indefinibile, come la vita. Se ti fermavi a parlare con lui, non avevi scampo. Era capace di trattenerti ore, riusciva a venderti qualsiasi cianfrusaglia.  Era una canzone di umanità,  urlata e assordante, nell’ordinata fila di vetrine bolognesi, coi negozi di lusso, nei quali non sono entrato mai. Era l’odore della strada, che riempie i vestiti, e che non si potrà mai lavare. Quando passavo di lì. gettavo sempre lo sguardo, e lo salutavo. Ci facevamo il solito segno di intesa, senza parole, tra gentiluomini. Io, confuso  perdigiorno, e lui, venditore da piazza, in panza e presenza.
Caro S. , il prossimo Sabato berrò per la prima volta una birra analcolica, alla tua salute.

( Guagliò! Allora si strunzo! Me la potevi offrire quando stavo ancora in vita! )

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2 thoughts on “Ancora, dalla strada

  1. FiocoTram

    Chissà che fine ha fatto Sono Messo Male, saranno ziliardi di anni che non lo vedo.
    Ho nostalgia di tipi del genere, essenziali, schietti, ancorati ai problemi di ogni giorno… la gente stile Beppe Maniglia è ormai troppo politicizzata, ogni volta che sento parlare di cose troppo filosofiche e difficili come il progetto delle strade senza semafori, mi gira la testa.

  2. utente anonimo

    Ora capisco l’origine di certa chincaglieria che trovavo per casa :S.
    Me lo ricordo il tipo, anche se non ho mai avuto modo di parlarci.

    Ci sono persone a Bologna (come probabilmente ovunque) che si danno per scontate, che fanno parte del paesaggio.

    Il sassofonista, il violinista, il chitarrista Sempre E Solo Starway To Heaven, il Sono Messo Male, Mister Ssssscusa scuuusa, la Signora Primavera…

    Esistenze passeggere.
    Eppure sono loro i veri padroni di Bologna.

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