Stringimi le mani, ma ti prego, non toccarmi più.
E’ così difficile abbandonarsi alla cieca , per cui ti prego, chiunque tu sia, abbracciami forte.
Fammi vedere i tuoi occhi, ma ti prego, non guardarmi così.
Lecca le mie ferite, ma smettila di stuzzicare vecchie ferite.
Io ti conosco bene ormai, non sei mai stata quello che mi aspettavo.
Promettimi che lascerai almeno una luce accesa, e poi vattene, voglio restare nel buio.
Che strana magia, nel soffio refrigerio di un’istante, supplizio eterno di uggiosa, dolorosa banalità!
E’ l’unica cosa che abbia ancora senso, ma che senso ha ormai questa cosa?
Tu nutri il mio respiro, ti prego, fammi respirare un po’ da solo!
Vai via, resta qui,
Vattene adesso, ti dico, e resta ancora un po’, fino a domani.
Non pensiamo a domani. Domani, però… che faremo?

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