Avanzi: insalata di pasta

C’era un sacco di roba senza senso che mi guardava, dagli scaffali del frigo.
Un barattolo di paté di olive nere che non sapevo nemmeno di aver comprato.
Un’altro barattolo di sedicente, e anche parecchio seducente, crema al peperoncino, che alla prova dei fatti si era rivelata poco piccante e anorgasmica.
Una mezza melenzana avvolta nella pellicola, come una Laura Palmer  accoltellata e poi abbandonata da misteriosi complotti ortofrutticoli locali.
Nonostante io venga etichettato come persona " disordinata", odio trovarmi in mezzo alle cose inutili.
Rivendico il mio diritto di spargere le cose che mi interessano come mi pare e piace, ma non sopporto di ritrovarmi a convivere con ciò che non mi serve, o che non potrebbe mai servirmi. Potrà anche non puzzare, ma a livello concettuale sempre spazzatura rimane.
La soluzione è arrivata per caso: pasta fredda.
Basta con queste idee stracotte, precotte, e poi ribollite. Basta con gli accostamenti e i contrasti pre-ordinati, tipo " caldo uguale vivo ", " freddo uguale morto ", stabiliti da chissà quale divinità sumera in tempi ancestrali.
Anche nella freddezza si possono trovare sapori degni di interesse? Scopriamolo insieme.
Per prima cosa ho tagliato a tocchetti la melenzana-Laura Palmer, e poi li ho fritti in padella.
Poi, eliminato con carta assorbente l’olio in eccesso, ho messo da parte i tocchetti.
Ho cotto della pasta ( ho scelto il formato farfalla, proprio per rafforzare quest’idea di rinascita dal freddo, ma voi potete usare quella che preferite ), e poi l’ho fatta saltare rapidamente in padella con uno spicchio d’aglio.
In una zuppiera, ho mescolato la pasta con i tocchetti di melenzane. Ho aggiunto un cucchiaio di patè di olive nere ( certo che, avendo a disposizione olive vere, e nere, tritate, è anche meglio), la crema al peperoncino, un poco di pomodorini a pezzetti per evocare il sapore crudo, e infine ho aggiunto del formaggio a scaglie.
Dopo una bella mescolata, ho ficcato il tutto in frigo.
Quando la pasta ha perso ogni traccia di calore, ho consumato.
Il freddo mi ha subito baciato con una violenta esplosione di sapore, giusto per dimostrarmi che il preconcetto di associare caldo e passione è solo una fesseria.
Esperimento riuscito.

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2 thoughts on “Avanzi: insalata di pasta

  1. FiocoTram

    Macché profanare, anzi, benvenuta:)

    Il tuo commento tra l’altro è perfettamente in linea con lo spirito del post.
    Anch’io di convinzioni personali ne ho tante, e coi punti fermi, o con la ricerca di questi ultimi, in un certo senso ci lavoro pure.

    Ma c’è una fase dell’esistenza, quella della pura e semplice sperimentazione, che deve necessariamente spogliarsi di qualsiasi preconcetto, a prescindere dalla bontà dello stesso.
    La sperimentazione è movimento, vita, e ti restituisce molto più rispetto a quanto ti constringe ad abbandonare.
    Per tornare a questioni terra terra, io preferirò sempre e comunque un bel piatto di pasta fumante, condito come si deve.

    Ma in un certo momento della mia vita, alle prese con certi ingredienti, o con la necessità di costruire qualcosa che possa sorprendermi partendo da elementi infimi, una semplice pasta fredda insaporita alla bell’e meglio può diventare una scoperta gioiosa, genuinamente infantile e a suo modo eccitante.

    Inoltre una ricetta non finisce lì.
    Deve resistere alle insidie del tempo, deve essere capace di accettare modifiche e reinterpretazioni senza snaturarsi, e deve risultare sempre buona, a prescindere dal contesto in cui è assimilata.

    Quindi alla fine, l’importante è che il gusto sia sempre in continuo movimento^^

  2. LaMusa83

    Eccomi qui a profanare per la prima volta il tuo spazio virtuale asserendo che l’insalata di pasta fa schifo e sempre lo farà, con qualunque condimento. Non avertene a male, ma è così. Sì, sì. Non ce l’ho con la tua in particolare, ma è proprio il concetto di pasta fredda che non tollero. E’ una bestemmia bella e buona. Magari è per questo che a te, invece, piace…

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