UnicaMente

La mia bimba sta studiando Critica degli Ossimori Storici, seduta a gambe incrociate, sul divano.

Rimugina, poi ripete ad alta voce:

 Tra la fine delle Guerre Invisibili, e l’inizio dell’Austerità Ottimistica, l’umanità entra in un clima di condivisione universale, a lungo invocato dai più rispettabili pensatori e famosi artisti del periodo. Esso venne denominato l’UnicaMente.

Ma, come i film che si aspettano per settimane, e poi si rivelano più deludenti del previsto, questa fratellanza si esaurì in una rete fittissima di contatti mnemonici reciproci a livello globale. Bastava collegare i propri ricordi alla rete centrale, ed essi trovavano il modo di ramificare ed estendersi fino a toccare quelli altrui, in una sorta di condivisione collettiva delle esperienze passate.Tutti percepivano i sentimenti degli altri. I ricordi più belli custoditi da una persona diventavano patrimonio dell’umanità intera.
Eppure, questo non riuscì ad allontanare la Distanza.

Quando i quarantenni iniziarono a collegare i propri ricordi d’amore adolescenziale a quello delle spasimanti dell’epoca, la Distanza li raggiunse. L’amata dei tempi dorati, analizzata col senno di poi, appariva magrissima, frivola, e dalla voce stridola e pungente. La Distanza, mascherata da Maturità, si nascondeva in agguato e non risparmiava nessuno. Sfruttando lo stesso meccanismo di condivisione, nato per scopi più gratificanti, seminò indifferenza e disincanto nei cuori di chiunque.
I ritratti d’amore, i fotogrammi in cui era racchiuso tutto il calore di un momento, le parole che per troppo tempo non ci si era detti, si tramutarono in una cosa squallida.

Ne è un perfetto esempio la testimonianza di Piera e Piero, due amanti separati per via del secolare conflitto tra le rispettive famiglie, i Montecchi e i Capolecchi, finalmente ritrovatisi grazie all’UnicaMente. Ecco la trascrizione del dialogo tra i due:

Piero: Ohi, ciao, come va?
Piera: Ohi, ciao. Ci siamo ritrovati, finalmente.

Piero: Immagino che ora dovrei fare qualcosa. Uh… baciamoci.
Piera: Beh, vedi, mi sono sposata dieci anni fa.

Piero: Ah. Ma come? Ci eravamo promessi amore eterno, fino alla fine dei confini del mondo!
Piera: Sì, lo so. Ma avevamo quindici anni a testa.

Piero: D’altra parte, forse anch’io avrei dovuto darmi da fare, con quella barista di Caracas dall’occhio solo che mi guardava languida…
Piera: Sì, l’ho vista su un manifesto. Carina. Ora, scusa, accompagno i bimbi a scuola.

Interrogata in merito, la Distanza, dopo aver concesso una pioggia di foto ai paparazzi, fece spallucce.
" Che ho fatto di male? Bisognerà pur divertirsi in qualche modo! " (1)

La mia bimba chiude di scatto il libro. E’ stufa di studiare, i suoi occhietti, nascosti dai riccioli biondi, mi regalano un sorriso sdentato.
“ Papà, ma adesso in che epoca siamo? “
“ Non so, tesoro, papà sta guardando l’andamento di Piazza Affari. Tra pochi minuti, se il mio orologio è regolato nel modo giusto, dovrebbe iniziare la Quarta Recessione! “
“ Che forza! Speriamo che anche questo Natale sia Immaginario! "(2)
“ Sì, dai. Quello dell’anno scorso in fondo è stato divertentissimo! “.

Mi alzo e la prendo in braccio.

“ Mi racconti come hai conosciuto la mamma un’altra volta? “
“ Io e la mamma non ci siamo conosciuti, te l’ho spiegato tante volte. Lei… faceva parte del mio passato. Un passato che non sapevo di avere. Un passato che non aveva bisogno di essere ricordato.
L’unico passato che conta sul serio “ .
“ E che hai fatto? “
“ Mi sono collegato all’UnicaMente, e sono tornato indietro nel passato a prenderla “ rispondo con un mezzo sorriso.

In cucina, tra fumo e trambusto, prendono vita  pentole e coperchi. Tra qualche istante andrò a vedere cosa combina, perché non mi sono mai fidato  della sua idea in merito alla giusta quantità di sale. Non riesco mai a capire completamente delle sue idee, ma mi piacciono. Non so perché, ma mi ci ritrovo sempre. Anche quella strana idea di sposarci.
“ Ma che stai dicendo?  Sei impazzita? “
E la mattina dopo ero lì. E’ proprio vero, non le capirò mai certe cose.

“ Papà, Domenica andiamo a visitare il passato? “
“ Va bene. Ma prima ti lavi le manine, poi ti siedi a tavola,mangi, ti vesti, e andiamo a fare una capatina nel Futuro. “


Note:
(1) Detto ciò, scomparve in una nuvola di fumo, teletrasportandosi a Brindisi, dove mise su famiglia con un giovanotto del luogo. Morì nel 1894, in modo del tutto inaspettato.
(2) Sì, ho copiato una battuta dei Simpson, e lo rifarei.

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