D’altronde…

… ho quasi trent’anni.
In qualche modo deve pur essere colpa mia.
Eppure, quando c’era da protestare ho protestato. Quando c’era da essere ottimisti l’ho fatto. Quando bisognava votare ho votato.

Per me non posso parlare, stendo un velo pietoso, ma non mi pare che i miei coetanei siano così fannulloni e incapaci di mantenersi. Quando hanno avuto bisogno di lavorare l’hanno fatto.Quando hanno avuto necessità di un futuro hanno provato ad ottenerlo, con le unghie e coi denti.
La vecchia generazione NON aveva a che fare con quel tipo di scelte. C’era l’aiuto cospicuo dei genitori, si abbandonava la famiglia solo per sposarsi, c’erano nel complesso maggiori opportunità di adesso, alcuni diritti essenziali erano dati quasi per scontati.

Questo non significa certo che ci siamo messi a rimpiangere il passato.
Non ci sono soldi? Ok, ci rimbocchiamo le maniche. Rinunciamo a delle cose e proviamo lo stesso a pagare le imposte, convinti che possa servire comunque a qualcosa.

Tanto prima o poi la gente si stufa di aspettare, e prova a racimolare qualche soldo.
E allora fioccano le promesse, accompagnate allo schifoso sfruttamento.
Ti sobbarcano di gavetta, tanto sei giovane e forte.
Tra università in disfacimento e lavori con paghe da fame, i miei coetanei si sono trovati in balia del caos e del pessimismo più che leopardiano del mercato (altro che miracolo italiano…), fin da subito, e hanno mantenuto la testa alta, rimanendo abbastanza pazzi, ottimisti  da pretendere e cercare di conquistarsi un futuro, dei figli, una famiglia…

Per quel poco, veramente poco, che mi riguarda, quando c’era da protestare ho protestato. Quando c’era da essere ottimisti l’ho fatto. Quando bisognava votare ho votato. Pensavo che il resto delle cose che facevo potesse tutt’al più rovinare ME stesso, non certo il posto in cui vivo. D’altronde,  passi per i tagli al tempo libero e alla gratificazione personale, ma se non ci si può neanche più rovinare in pace…

E adesso, tra mille sfighe quotidiane, devo pure assistere al crollo della repubblica, sostituita da un manipolo di massoni  accartocciati su se stessi, e otaku da società segreta, coi cadaveri viventi che vengono tirati fuori dalla naftalina e portati in tv accanto a belle donne scosciate?
Con questa assenza cronica di qualsivoglia forma di opposizione al quadro che si va dipingendo?

Si tratta di un tipo di morte che puzza, e per la quale non provo alcuna pietà o rispetto.
Cadaveri sorridenti, anche se somigliano più a smorfie.
Vecchi. Non anziani. Non nonni. Ma vecchi bavosi e osceni, che guardano miopi un futuro che non sarà mai più loro, e lo liquidano con cinismo, perché il cinismo è la loro unica consolazione.

A prescindere da quali siano le colpe di QUESTA generazione,  e sicuramente ne abbiamo tante anche noi, non ci meritavamo un presente simile.
Noi non siamo lo specchio di un presente simile. E’ un riflesso deforme che non ci appartiene.
E’ il momento di tornare a chiuderlo a chiave dove merita, nella stanza degli orrori.

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