The Orphanage

Sono un po’ deluso.

Con la scarsità di horror fatto bene, o semplici pellicole con buona atmosfera, riponevo un po’ di speranze in questo film, nonostante non conoscessi il regista.

Si tratta soltanto del classico schema casa infestata-sussurri spettrali-drammi psicologico familiari già abusato, in opere più riuscite, da registi come Del Toro e Amenabar.

Lungo la storia si dipana un mistero da svelare, che comunque, vista l’atmosfera del film, è intuibile con larghissimo anticipo.

Non si tratta di un brutto lavoro: la confezione è ottima, si rivela adatto per passare una serata di terrore moderato con gli amici, ma risulta un’esperienza poco originale e abbastanza superflua per gli appassionati del genere.

La cosa più riuscita è sicuramente la  messa in scena dei vari dettagli: elementi macabri rappresentati in modo efficace, mescolati ad atmosfere oscure e tenebrose.

Sono comunque presenti alcune idee intriganti, come la scena della festa in maschera in giardino.

Poi ci sono gli immancabili momenti da "sobbalzo sulla poltrona", di cui almeno uno o due riusciti bene, più per merito degli effetti sonori, che per  reale coinvolgimento nella tensione narrativa.

La protagonista Belen Rueda è  molto brava.

Nella foto: uno spettatore deluso da The Orphanage si aggira nel buio della sala, bisognoso d’affetto.

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