The Spirit

Una tragedia annunciata.

I trailer  al limite del demenziale facevano già sperare poco, ma il debutto di Miller alla regia si è rivelato più confusionario del previsto.

I trailer  al limite del demenziale facevano già sperare poco, ma il debutto di Miller alla regia si è rivelato più confusionario del previsto.

Tanto per cominciare, è bene chiarire subito: dello Spirit di Eisner rimane poco e nulla.

Miller decide di buttarla fin da subito sul demenziale, tratteggiando il duro detective con tratti cartoonistici, esagerati e demenziali, in una sorta di satira scontata sugli eroi hard boiled che nessuno aveva chiesto.

Soprattutto se si considera che lo stesso personaggio di Eisner ha sempre conservato una certa autoironia, che bastava limitarsi a riportare. Qui invece dialoghi e situazioni diventano demenziali e talmente esagerate da suscitare compatimento, più che ilarità: gente che parla da sola, o coi gatti del cornicione, monologhi deliranti e lunghissimi, costumi nazisti, esperimenti da scienziati pazzi.
Ma soprattutto: Spirit non è mai stato né invulnerabile, né invincibile, eppure qui diventa una specie di Wile E, Coyote in lotta con il dottor Cobra.

Tuttavia, credetemi, in questo particolare caso la fedeltà al fumetto è l’ultimo dei problemi.

Il film, preso singolarmente, fa acqua da tutte le parti. Un frastuono immane che non riesce a bilanciare commedia e toni gialli. Più di una volta la storia principale si perde per strada, alcuni elementi non vengono sviluppati affatto. Inizia come un giallo hard boiled, devia numerose volte nella commedia, e finisce con scontri apocalittici. Tutto questo sorretto da un eroe mascellone e antipatico.

Miller non riesce a mantenere nemmeno il controllo degli attori. Samuel L.Jackson sembra recitare in un film tutto suo. Scarlett Johnsonn gigioneggia. Le comparse comiche della storia si prendono i loro momenti di gloria, in siparietti che vorrebbero fare ridere ma in realtà spezzano la narrazione. Eva Mendez si fa fotocopiare il sedere (giuro, è una scena del film).

L’uso delle tecniche "fumettistiche", tipo l’uso del colore, o gli sfondi in computer grafica, diventa una trovata puramente estetica, senza nessun senso nella narrazione, come invece succedeva in "Sin City".

Miller si rivela totalmente privo del gusto, dell’equilibrio, e della padronanza narrativa che ha dimostrato in campo fumettistico. Il tutto viene sostituito da una voglia di stupire, senza preoccuparsi minimamente di conoscere le regole del genere cinematografico che pretenderebbe di riscrivere.
Pessimo debutto. Peccato davvero. Una delle più gigantesche occasioni sprecate di questi ultimi anni.

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5 thoughts on “The Spirit

  1. FiocoTram

    >
    e che vuoi di più dalla vita?

    Potrei dire “un Lucano”, ma ce l’ho già.
    Quindi voglio… un altro Lucano!

    (Astenersi abitanti della Lucania, intesa come regione).

  2. DarkLuna

    ma io ho riso come una cretina tutto il film, dai le cose che sembrano disastrose vano prese sul ridere… è troppo bella la scena in cui lui amoreggia con la poliziotta e poi si gira verso ellen dicendole: per me ci sei solo tu

    bwuahwuah favoloso XD

  3. JoeNix

    Avevo la strana sensazione che sarebbe stato qualcosa di tremendo. Fortunatamente nn l’ho ancora visto… Aspetterò Watchmen su cui ho più fiducia.

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