Una mia amica aveva preso con sé due scoiattoli.
Sono creature dal corpicino molto elastico e flessibile, quasi come se avessero lo scheletro a molla. Quando si trovano in ambienti chiusi giocano e si rincorrono in continuazione, raggomitolandosi come palline, e rimbalzando in ogni angolo della casa.
Un giorno questa mia amica ebbe delle faccende da sbrigare, per cui mi chiese se potevo rimanere per qualche ora da lei, per tenere a bada gli scoiattoli.
Inizialmente pensai di poter gestire la cosa, per cui accettai volentieri.
Mi sistemai a leggere sul divano, mentre le bestiole giocavano sul tappeto.
Ben presto però le cose sfuggirono di mano. I due scoiattoli cominciarono a saltellare per la stanza, poi si azzuffarono, fondendosi in un’unica pallina di pelo, che faceva su e giù, come le biglie di un flipper. La stanza mi sembrò d’improvviso più stretta.

Volevo prendere gli scoiattoli tra le mani ed accarezzarli.

Ma si muovevano troppo. Quando scattavano verso di me, c’era qualcosa in quella loro guizzante vitalità che  mi faceva paura.
Per cui finivo sempre per spingerli via, ogni volta che mi venivano vicini. Ma ciò non fece che peggiorare la situazione.
Rimbalzavano dove capitava, poi tornavano indietro, sempre più veloci e agitati.
Non riuscivo più a seguirne il movimento, mi girava la testa.
Non ce la facevo più a tenerli a bada, per cui dovetti uscire un attimo di casa a prendere aria. Comprai in una bottega lì vicino un po’ di noccioline, poi rientrai in casa e li feci mangiare. Finalmente si calmarono un po’, e tutto continuò senza intoppi, fino al ritorno della mia amica.
In ogni caso, le feci volentieri quel favore, perché era sempre molto gentile con me. Mi telefonava spesso. Chiaccheravamo un po’ di tutto. Purtroppo doveva sempre allontanarsi dalla cornetta, perché bastava che girasse le spalle un secondo, e quelle pesti di scoiattoli le combinavano qualcosa. Quando parlavamo, mi chiedeva spesso come andassero le cose al paese. Poi mi chiedeva se il mare era bello. E io rispondevo che, se le andava, potevamo andarci insieme, io e lei da soli.
Poi però gli scoiattoli  rompevano puntualmente qualche tazza o bicchiere, saltandoci sopra.  
E lei doveva congedarsi, per correre a sgridarli.
Quindi solitamente la conversazione terminava lì.

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