Il sogno della ragione

Tutti quanti diamo per scontato che i nostri sensi siano in grado di vedere una mela, di analizzarla, di comunicarci che è gustosa, che possiamo mangiarla. 
Ma per quale motivo non riusciamo invece ad accettare che gli stessi sensi, nel bel mezzo di una sera tranquilla, analizzando in modo diverso il solito ambiente della nostra stanzetta possano  comunicarci informazioni totalmente diverse?
Eppure,  si potrebbe obiettare, nulla nella stanza è stato spostato o modificato, tanto che potresti indovinare la collocazione di ogni oggetto, al tatto, nel buio più completo. E’ il posto in cui dovresti sentirti più sicuro, in cui nulla dovrebbe minacciarti.
Ma a volte non è così. A volte la tranquillità si spezza.
Magari è colpa di qualche elemento, non per forza importante, che si è spostato impercettibilmente, distruggendo ogni equilibrio. Magari è soltanto un’unica cosa sbagliata, a cui hai soltanto fatto finta di abituarti, e che invece continua a far male. Altre volte proviene da qualcuno che viene a trovarti, che ti abbraccia, proprio nell’esatto istante in cui ti rendi conto che non è la persona giusta.
Nella maggior parte dei casi però non è colpa di fattori esterni.
La dissonanza ha il suo epicentro  proprio in noi stessi.
Qualcosa, durante la giornata, penetra nella tua essenza, e innesca il germe del cambiamento. Tutto ciò che prima consideravi scontato, normale, rasserenante, entra improvvisamente in disarmonia con il tuo sguardo. Perfino il più piccolo frammento viene reinterpretato, rimesso in discussione, perfino ridicolizzato, dall’evoluzione di quel tuo piccolo pensiero, che si espande fino a ramificarsi, in modo sempre più imprevedibile.
Questi mutamenti di prospettiva possono verificarsi decine di volte in una giornata, tante quante sono le esperienze vissute. Il fatto che si tenda a non dare troppo peso a certe sensazioni,  a certe isolate esperienze, a qualche frase, a immagini frammentate, perché si pensa di avere troppo poco tempo e troppe esigenze immediate da soddisfare, non significa che tutto ciò non continui ad accadere. A macinare e rimestare lentamente, sottocoperta. A produrre effetti.

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