Al parco

La fontanella zampilla e sciaborda.
Piccole perle si sciolgono nell’aria.
Silenzio ricoperto di grilli.
Le altalene si muovono leggere, seguendo il proprio vento.
Galleggiano dentro lo sguardo.
L’erba accarezza il torpore.
Sfiora il viso, e tutte quelle cose che di solito rimangono coperte.
Perché non è ancora il momento, perché non lo sarà mai, perché chissà.
Dalle tasche sformate cade un mazzo di carte da gioco.
Si affustellano sopra il tavolo di terra, insetti ed erba.
L’imperatore, l’imperatrice.
Il bagatto che gioca con le sue offerte, mescendo liquidi invisibili.
Scappa via una macchia.
Il disegno si allaga. Si allarga, come un urlo.
Macchia nera. Gocce sprizzate sulle foglie, accarezzano le nervature.
Danzano a precipizio, verso le labbra.
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