Dreams of the nursery: grand thief auto

Sto passeggiando con un mio amico. Una volante della polizia ci ferma per accertamenti, e  poi gli agenti all’interno ci ordinano di salire in macchina senza troppi complimenti. Durante il viaggio ci accorgiamo con paura questi poliziotti hanno qualche rotella fuori posto. Dai loro discorsi intuiamo che sono soltanto delinquenti travestiti, in attesa di compiere chissà quale impresa losca. Più trascorre il tempo però, e più iniziamo ad accorgerci che, pur trattandoci in modo arrogante, in maniera simile ai "nonni" del militare, ci considerano comunque parte della squadra.
La volante, guidando a folle velocità, arriva nei pressi di una zona che sembra simile alla stazione marittima di Villa San Giovanni, immersa nel buio. Io e il mio amico, impauriti, proviamo a convincere gli altri a non proseguire. Ma loro, sempre più spavaldi, vanno avanti. Dopo pochi metri ci imbattiamo in un posto di blocco. Altri poliziotti, che stavolta sembrano veri, ci fanno fermare e ci chiedono i documenti. Appena i nostri "compari" mostrano le loro carte d’identità, i poliziotti  gli urlano di scendere dalla macchina, e li arrestano. A quel punto io e il mio amico mostriamo i nostri documenti, un po’ storditi dalla situazione, certo, ma senza temere troppe conseguenze. In fondo i malfattori non siamo mica noi, ci hanno solo coinvolti! Invece i poliziotti, appena guardano le nostre carte d’identità, hanno la stessa reazione incazzosa. A quel punto ci mettiamo a ridere, e li mandiamo a quel paese. "Non abbiamo nessun precedente penale, a questo punto si vede benissimo che state fingendo pure voi! Giù la maschera, coglioni!". In quel momento esce fuori il boss del clan a cui appartengono i nostri compari. Gli ultimi poliziotti si rivelano essere anch’essi membri della banda travestiti. I nostri colleghi-rapitori vengono così licenziati, con l’accusa di non aver reagito alla situazione con la giusta presenza di spirito (evidentemente era una specie di prova).
Poi il boss si avvicina a me e al mio amico, incuriosito dal nostro coraggio, per proporci di lavorare con lui. Rimaniamo indecisi sul da farsi.
Arrivano le nostre fidanzate, piangenti e preoccupate, perché non ci trovavano.
Guardo la mia ragazza, mi sembra dolce e indifesa, e capisco che devo aver cura di lei. Dico al mio amico che potremmo affittare una casa non troppo grande, e viverci tutti e quattro, insieme. Ci conosciamo da tempo, la coabitazione non sarà un problema.
Per cui ci avviciniamo al boss, e accettiamo la sua offerta, dichiarandoci disposti a eseguire ogni suo ordine.
L’unica condizone che poniamo è che non dovrà mai ordinarci di uccidere qualcuno.

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2 thoughts on “Dreams of the nursery: grand thief auto

  1. FiocoTram

    Prima di andare a dormire, ripeto in continuazione, nella mia mente: “ricordaricordaricorda”, e poi la mattina mi sveglio, e la prima cosa che faccio è andare ad appuntarmi il sogno. Meno tempo passa e più particolari ricordo.
    Non lo faccio sempre, ma solo nei periodi in cui ho voglia di divertirmi a rileggerli.
    Non so perché ma i sogni mi divertono… sono uno dei pochi che non si annoia nemmeno ad ascoltare quelli altrui.
    Ci fu un periodo, d’estate, che andavo sempre a trovare mio cugino, ma mi presentavo sempre in orario mattutino, proprio per andarlo a svegliare e farmi raccontare i sogni che faceva.
    Erano esilaranti. Mai visto un talento comico-onirico così spiccato.

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