Dreams of the nursery: robbery

Torno a fare il tirocinante nella mia vecchia scuola elementare.
Ma stavolta non è facile come lo fu anni fa.
Non mi fanno entrare in nessuna classe e sono sprovvisto di documenti.
Alcune insegnanti amiche mi consigliano di aspettare.
Il preside della scuola  è un ometto antipatico.
Gli chiedo come fare per procurarmi il tesserino delle presenze, ma mi risponde sprezzante, senza aiutarmi.
_________

Pur essendo le sei di sera, la strada è scarsamente illuminata.
Mi trovo costretto a tenere gli occhi ben aperti per evitare di inciampare.
Vengo attratto dalla vecchia cartoleria in cui mi rifornivo ai tempi della scuola.
Prima di me ci sono due tizi, e aspetto il turno.
In negozio c’è soltanto un ragazzetto.
Cerca di servire i due clienti come meglio può.
Uno dei due chiede un panino, e il ragazzo glielo porta.
Prima di porgerglielo però non resiste alla tentazione di dargli un piccolo morso.
Poi sorride e chiede scusa.
I due tizi non sembrano arrabbiati, e prendono comunque  il panino. 
Anch’io cerco di non farci caso: il ragazzo mi fa un po’ pena, appare un po’ denutrito.
Mentre stanno per uscire dal negozio uno dei due si volta di scatto e urla: "questa è una rapina!".
Mi tuffo velocemente per bloccarlo.
Mi accorgo appena in tempo che l’altro sta tirando fuori una pistola.
Spara due colpi a vuoto, ma riesco a disarmarlo con un calcio.
_________

Inizia a piovere.
La strada che costeggia casa mia inizia a sciogliersi, sfaldarsi.
Finché diventa una sorta di fiume di pece impossibile da percorrere.
Alcune zone sparse però sono ancora solide.
Inizio a saltellare da una all’altra.
Cerco per raggiungere mia mamma e mia sorella, che si erano allontanate da casa incautamente.

__________

Viene disseppellita, per non so quale ragione, la salma di mia nonna.
Si scopre che è ancora viva.
Un caso molto raro di tardivo ritorno dalla morte, spiega il medico.
A me è dato il compito di spiegare questa cosa al resto del mondo.
Ma è difficile trovare le parole giuste.
Mia nonna si muove, parla.
Ma è come in una specie di trance, e non da retta a nessuno.
La porto a fare spese da un ortolano molto gentile.
Ma quando cerco di convincerla a dirmi quali verdure preferisce, ha una specie di crisi.
Chiedo scusa all’ortolano e la riporto a casa.
Poi esco fuori, per comprare le verdure da solo.
Prendo nota di ciò che devo serve ma la penna esplode e l’inchiostro mi macchia dappertutto.
E’ mezzogiorno e c’è il sole, per cui le macchie si vedono tantissimo.
Vado presso una pompa di benzina, uso l’acqua dell’innaffiatoio per scioglierle bene.
Poi torno a casa. L’appartamento  in cui stiamo è al piano terra, che sembra simile all’ingresso di una videoteca.
Leggo la scritta "Europa" da qualche parte.
L’appartamento è illuminato.
La nonna è in bagno, cerca di lavarsi i denti, o la faccia.
Ma è incapace di completare l’azione, scossa da una specie di tremolio.
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