Scrivo che sto facendo una cosa, ma mentre scrivo mi accorgo che in realtà non la sto facendo davvero.
Respirare una bugia. L'altro ieri: maschere dietro i cespugli. Addormentate nel fruscio dell'erba. L'unica carezza di cui parlare. C'è un gusto troppo breve nel disegno dell'inganno chiuso dentro una bottiglia e lanciato nel mare.
La forma non vi inganni, c'è solo aria e cartacce, nemmeno il liquido più a buon mercato vorrebbe occupare certi contenitori. Il vetro serve solo a far prostituire l'idea di un finto segreto, e di un finto capriccio del destino che l'ha abbandonato tra le onde.  E tra una pausa e l'altra: Oh, non ho tempo, dov'è finito il mio tempo,  è già Lunedì! Che Domenica di Merda! non farmi perdere tempo, povero me, ho fatto tardi, per i miei poveri baffi, la Duchessa mi farà tagliare le orecchie! Dovrei restare a ridere, oppure inseguire qualcuno, invece trovo più educato rimanere costernato: fate conto che questo sia l'unico barlume di sincerità che sono capace di offrire. In fondo alle tane di questi frettolosi Bianconigli,  è tutto un Bevimi! Ma cosa ci sarà da crescere? Cosa ci sarà da rimpicciolire? Lo fanno tutti ormai. A me si gonfiano le pareti. La ragione è nell'umidità. L'umidità spiega tante cose. Quindi non dà molto spazio per immaginare fantasmi.  Grattando la pittura, lucidando i vecchi mobili, rovistando tra le vecchie carte, le vecchie foto in cui tra poco, mia cara, è primavera! E c'è ancora l'odore.  Non mi metto a ricostruire niente, per adesso.  Però intanto so che c'è.  Conservo e accumulo. In realtà, sposto da una stanza all'altra. In tv c'è Buzzanca che racconta l'incontro con una donna bellissima. Vanno in questo alberghetto. Sicuramente lo conoscerete anche voi.  A Roma ci siamo passati un po' tutti, da quell'alberghetto. Verso le quattro di notte lui si sveglia, forse richiamato dal suo destino di attore. Afferra nel buio il pomello della porta, si gira un attimo per dire un silenzioso addio. Ma lei si è appena svegliata, e gli sta puntando una pistola addosso. Non penso che la storiella possa evolversi in un punto più esilarante di questo, per cui cambio canale e trovo l'Incredibile Hulk.  Dei tizi hanno preso il dottor Banner in ostaggio. Lo prendono a calci nello stomaco, poi lo seppelliscono sotto una montagna di merda. Solo al quel punto Banner si incazza davvero: gli diventano gli occhi tutti bianchi. Fine. Va via la luce. Scendo sotto a riattivare il contatore. Apro lo sportello e davanti a me c'è l'Incredibile Hulk. Va bene, gli dico,  più ti arrabbi, più diventi forte.  E quindi? Cosa vuoi fare, concretamente?  Mi risponde, imbarazzato: Pensavo a un corso d'informatica. L'informatica, lo sai, è il futuro! Riattivo la luce, mentre Hulk va a guardarsi il sito di Marco Travaglio e dieci puntate di Annozero di fila su youtube. Per diventare più forte.

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