Piano, da lontano
non c'è più arancia, a spicchi
delizioso pulcino
nel cielo la neve cade
il sole è nascosto nei giardini.

Sulla scalinata ho trovato un pezzo di carta strappato, poche dolci parole  incomprensibili. Covo il pezzo di carta nel pugno come le coordinate di un tesoro sommerso. Tanto, oramai, va bene tutto. Sto diventando come i marinai. Non mi importa dove mi mandano, Il mare avrà sempre la meglio. I motorini arrancano, le marmitte scorreggiano sulla salita del quartiere. Dentro le orecchie, una canzone implora Salvation, Salvation, Salvation ( is free).

Ma il sole splende, il pensiero è chiaro. Non è stagione per vestirsi d'illusioni. Mozzichi di ghiaccioli si sciolgono sul marciapiede. Salgo le scale, Salvatore mi viene incontro."Facciamo che ti chiamo io". Avanti, avanti, non ti fermare. Non ricordare. Torna a casa. Il cuore batte forte.  Ho bisogno di oggetti. Di mobili ingombranti e limitazione di movimento. Dei miei appunti. Ho bisogno di sentirmi inutile e sentimentale. Grigio e stantìo.  E' qui che mi sono perso. Ed è da qui, ne sono certo, che bisogna ripartire.

Salvatore bussa alla porta del mio rimorso. Vuole che gli racconti qualcosa da sognare. Ha gli occhi lucidi, mi fa male. Come ho fatto a dimenticarlo? Perché non c'è più tempo? Cos'è questo campo di concentramento? Ma io non ho più niente da confessare al riflesso di un bicchiere. Ho finito gli aneddoti da rievocare. Il passato a cui sorridere con nostalgia.  Cosa mi è rimasto? Ho un teschio col cilindro che viene dalla Bulgaria. Una lampada anni ottanta. Un portacellulare a forma di balena gialla. Un poster di Johnny Rotten con lo sguardo spiritato e simpatico. Una scrivania con la superficie cosparsa di piccole ammaccature e macchie d'inchiostro.

I disegni appesi al muro, risalenti a  quando credevo che bastasse la febbre per tracciare incantesimi sul cuore. Facciamo che ti chiamo io, Salvatore. Quando avrò sbrogliato questa matassa di parole e sogni e canzoni bisbigliate dagli alieni che una volta mi sembravano promesse di vita. Fino ad allora, stammi bene. Se incontro un drago per strada te lo ammazzo io, prima che tu possa incontrarlo. Oppure  ne ordino uno per telefono e poi l'ammazzo lo stesso. Così posso giocare ancora un po' a far finta di esserti stato d'aiuto.

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