Dream of the nursery: the girl in the land of the oppressed

Mi ritrovo a combattere in un paese dominato da un regime oppressivo. Decido di nascondermi dentro  un autobus. Ci rimango per tutta la durata del suo tragitto prestabilito. A notte fonda, arriviamo al deposito.
Sbuco fuori e trovo che pullula di soldati, armati fino ai denti. Rimango nell'ombra, ma poi trovo in un angolo un letto a castello abbandonato da chissà chi. Vado ad appollaiarmi sul letto più alto ed esamino la situazione: è la posizione perfetta per il cecchino, peccato non abbia portato il fucile. Alla fine decido di scendere e provare comunque a strisciare via, verso l'uscita, tentando di evitare la sorveglianza avvantaggiandomi della scarsa illuminazione del luogo.

Mentre cammino rasente al muro, faccio un rumore per sbaglio, attirando l'attenzione di uno dei soldati. Per fortuna, proprio davanti alla porta dell'uscita, c'è uno stanzino illuminato, per cui corro a rifugiarmi lì.  E' la stanza di una ragazza,  arredata in stile romantico, con tanto di bamboline e oggetti carini sugli scaffali. Ci abita una tipa che assomiglia ad Aung San Suu Kyi. Le chiedo se per favore può nascondermi fino al mattino, dandomi la possibilità di scappare quando i soldati andranno a fare colazione. All'inizio è spaventata, ma poi accetta. Parliamo sottovoce tutta la notte, di diritti civili e libertà. Infatti lei è una grandissima fan dei paesi liberi, e colleziona oggetti provenienti dalle grandi democrazie occidentali. Giunto il mattino, dopo averla salutata e ringraziata, riesco ad andare via e il sogno finisce. Non so se avrò mai sue notizie, ma spero che si sia salvata pure lei, perché è stata davvero molto gentile.

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